Azioni, le Star di Piazza Affari: meno stelle e più ombre, ma alcune lepri continuano a correre
Azioni, le Star di Piazza Affari: meno stelle e più ombre, ma alcune lepri continuano a correre
Il segmento delle società ad alti requisiti, che ha corso per molti anni, è oggi il fanalino di coda del listino milanese, arranca dietro al Ftse Mib e non sta al passo dell’Egm. Ma c’è chi sale dal +100% al +300%

di di Elena Dal Maso 05/06/2026 19:00

Ftse Mib
49.893,05 23.50.44

-0,56%

Dax 30
24.759,05 23.50.44

-0,75%

Dow Jones
50.866,78 23.50.44

-1,35%

Nasdaq
25.712,61 23.50.44

-4,18%

Euro/Dollaro
1,1522 23.00.44

-0,12%

Spread
75,58 17.29.54

+0,57

Il Ftse Mib ha superato più volte la barriera dei 50.000 punti nell’ultimo mese superando anche i massimi toccati 26 anni fa a marzo 2000. Da gennaio dello scorso anno, l’indice principale di Piazza Affari è cresciuto del 46%. La stessa sorte non è toccata allo Star, il segmento della borsa milanese nato per racchiudere le eccellenze, società con alti requisiti, dal flottante elevato alla governance societaria. Infatti nello stesso arco temporale l'indice è salito dell’8,5%, ampiamente battuto dalle pmi dell’Egm che hanno segnato un +15%, Non è più lo Star di un tempo, dei titoli best in class che svettavano su tutta Piazza Affari. E anche la raffica dei delisting lo dimostra, sono una quarantina da inizio 2025 su tutta Piazza Affari e qui lo Star da solo incide per il 25% circa con titoli come Unieuro, Intermonte, Piovan, Gibus, illimity Bank. L'ultima opa annunciata con delisting è quella della famiglia Volta, fondatrice di Datalogic, che dopo 25 anni di quotazione ha deciso che preferisce avere maggiore flessibilità gestionale e operativa, con la possibilità di focalizzarsi su progetti a lungo termine. Il titolo del gruppo specializzato in automazione industriale, progettazione e produzione di lettori di codici a barre e sensori vale meno di 350 milioni di capitalizzazione dopo tanti anni.

Alcuni nodi difficili

Questo fatto in effetti dimostra alcuni temi che caratterizzano oggi il segmento Star: scarsa liquidità, pochi scambi, titoli che difficilmente hanno le dimensioni sufficienti per essere investiti in maniera strutturata dagli investitori istituzionali che, per contro, come si è visto all’inizio, hanno appena riscoperto il Ftse Mib, le blue chip di Piazza Affari. Un grande aiuto lo dovrebbe dare l’Fnsi, il Fondo Nazionale Strategico Indiretto di Cdp a capitale misto pubblico privato, partito con una dotazione attorno a 750 milioni di euro per investire in maniera paziente nelle pmi e mid cap quotate. Un veicolo diventato operativo negli ultimi mesi ma che per ora non pare aver mosso molto il mercato complice anche una doppia guerra: quella fra Russia e Ucraina e quella fra Usa e Iran che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Le lepri dello Star

Alcuni investitori istituzionali e analisti interpellati da Milano Finanza ritengono che lo Star sia caratterizzato da un effetto di polarizzazione, con un gruppo di società che corrono, lasciando dietro di sé molte altre. Fra quelle che hanno corso di più da inizio 2025 ad oggi vi sono Tesmec, attiva nelle tecnologie per infrastrutture energetiche e la posa di cavi, soprattutto per reti elettriche e telecomunicazioni, un tema decisamente di tendenza con i data center e lo sviluppo dell’AI, balzata del 330% dal 2025 ed è quasi raddoppiata quest’anno. A seguire Avio, gruppo aerospaziale specializzato in sistemi di lancio, in particolare per il vettore europeo Vega e componentistica per propulsione spaziale che, dal canto suo, è cresciuta del 242% negli ultimi diciassette mesi, del 30% da gennaio grazie anche alle commesse legate al settore della difesa europeo, in piena crescita.

Fra le migliori mid cap compare a seguire Cembre, produce connettori elettrici, utensili e soluzioni di connessione per i settori energia, ferroviario e industriale, con un +116% dal 2026 e +32% dal 2026, bene anche Generalfinance, società finanziaria specializzata in factoring e gestione del credito commerciale, che ha segnato un +10% e un +25,5%. Così come Tinexta, gruppo attivo nei servizi di digital trust, cybersecurity e credit information (sulla quale pende un’opa con delisting promossa da Zinc BidCo, veicolo legato ai fondi Advent International e Nextalia), +95,7% e +4% circa.

Con performance che vanno dal +90% al +80% da inizio 2025 ci sono pure Eurotech (qui si tratta più che altro di un rimbalzo dai minimi), società specializzata in edge computing e soluzioni IoT industriali, Wiit, provider di servizi cloud e managed services per aziende, Fiera Milano, Revo Insurance, compagnia assicurativa focalizzata su prodotti specialty e rischi complessi e Cy4Gate, società di cybersecurity e cyber intelligence, in questo ultimi caso un tema molto attuale legato alla guerra cibernetica.

L’assist dei Pir

Quanto agli altri titoli dello Star, il mercato aspetta novità sul tema dei Pir, i Piani Individuali di Risparmio, strumenti di investimento pensati per incoraggiare il pubblico retail a investire nelle aziende del Paese, soprattutto pmi, beneficiando di interessanti vantaggi fiscali che negli anni scorsi hanno fatto raccogliere miliardi di euro ai Pir. E pensare che

il segmento Star (Segmento Titoli con Alti Requisiti) di Borsa Italiana ha una storia piuttosto lunga alle spalle, è stato presentato il 23 febbraio 2001 e ha debuttato ufficialmente in borsa il 2 aprile dello stesso anno con 20 società quotate. L'obiettivo era creare un mercato dedicato alle piccole e medie imprese quotate che accettassero standard più elevati rispetto a quelli richiesti dal listino ordinario in termini di trasparenza informativa, corporate governance, liquidità del titolo e rapporti con gli investitori. Per questo motivo lo Star è diventato negli anni il segmento di riferimento per le mid cap italiane di qualità, ospitando società che rispettano requisiti più stringenti rispetto al mercato principale. Oggi raccoglie società con capitalizzazione compresa indicativamente tra 40 milioni e 1 miliardo di euro, caratterizzate da elevati standard di governance e trasparenza.

Le 20 debuttanti

Le 20 società che debuttarono nel 2001 furono: Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Brembo, Centrale del Latte di Torino, Csp International, Ducati Motor Holding, Erg, Ferretti, Interpump Group, Irce, La Doria, Manuli Rubber Industries, Mariella Burani Fashion Group, Mirato, Navigazione Montanari, Recordati, Reno De Medici, Sabaf, Saes Getters, Targetti Sankey, Terme Demaniali di Acqui.

Tra queste, alcune sono diventate autentiche storie di successo della Borsa Italiana, come Brembo, Interpump, Recordati, Sabaf e Saes Getters, mentre altre sono state oggetto di acquisizioni, fusioni, delisting o profonde riorganizzazioni nel corso degli anni.

Se Russia e Ucraina fanno la pace

Oggi il segmento Euronext Star Milan (ha cambiato parzialmente nome nel 2021 dopo che il London Stock Exchange vendette Borsa Italiana al gruppo Euronext) conta 61 società quotate, per una capitalizzazione complessiva di 39 miliardi di euro. Dato che si confronta con il totale di oltre mille miliardi di capitalizzazione che ha toccato Borsa Italiana dopo gli ultimi exploit del Ftse Mib.

Una buona notizia potrebbe arrivare dal possibile accordo di pace fra Ucraina e Russia, emerso dopo l’apertura di Kiev di venerdì 6 maggio. Per due ragioni: da un lato la fine della guerra a Est porterà di nuovo a far fluire in Europa petrolio e gas russo a prezzi sempre più bassi, un fatto che incide molto sui conti delle aziende industriali, tipiche del segmento Star. Inoltre è possibile che le società italiane siano coinvolte nella ricostruzione dell’Ucraina dopo quattro mesi di guerra. Chissà se fra Fondo Nazionale Strategico Indiretto di Cdp e venti di pace lo Star riprenderà di nuovo quota illuminando tutta Piazza Affari come un tempo. (riproduzione riservata)