Azioni, il club da oltre +100%: le 6 occasioni individuate da Berenberg
Azioni, il club da oltre +100%: le 6 occasioni individuate da Berenberg
Tutte hanno una capitalizzazione di mercato superiore a 500 milioni. Il gruppo comprende sia storie di rivalutazione sia società caratterizzate da una crescita degli utili sottovalutata dal mercato per le quali c’è spazio per sorprese positive

di Francesca Gerosa 12/10/2026 12:20

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Quando si analizzano i mercati per individuare idee d’investimento azionario emergono sempre alcuni casi fuori dall’ordinario. Quando si cercano società con un potenziale di rialzo superiore al 100% rispetto ai target price degli analisti, di solito si individuano titoli caratterizzati da una capitalizzazione di mercato troppo ridotta per la maggior parte degli investitori oppure idee d’investimento sulle quali l’analista non nutre una convinzione particolarmente forte e che, di conseguenza, vengono appena menzionate nelle sue analisi.

In seguito alla debolezza recente dei mercati, esaminando le 850 società coperte dall’attività di ricerca di Berenberg, per le quali si stima un potenziale di rialzo superiore al 100%, emerge una quantità sorprendente di società relativamente liquide e caratterizzate da una fiducia elevata da parte degli analisti. Berenberg ha ristretto l’elenco a sei nomi.

L’identikit delle aziende del Club da oltre +100%

Tutte hanno una capitalizzazione di mercato superiore a 500 milioni di euro. Non solo. I titoli selezionati comprendono sia storie di rivalutazione (re-rating), per le quali Berenberg ritiene che le aspettative del mercato riguardo all’andamento dell’attività o alle difficoltà strutturali siano diventate eccessivamente pessimistiche, sia società caratterizzate da una crescita degli utili sottovalutata dal mercato, per le quali c’è spazio per sorprese positive.

In quest’ultimo caso, sono in fase di sviluppo opportunità di acquisizione di nuovi ordini da parte dei clienti che non sono ancora state scontate nelle valutazioni. Non manca, inoltre, un titolo legato all’intelligenza artificiale, penalizzato in misura eccessiva dai timori di discontinuità e dirompenza tecnologica.

In quest’ottica Berenberg segnala Dometic, produttore di attrezzature per le attività all’aperto e il tempo libero; le società europee attive nel settore satellitare Ses e Ohb; Entain, azienda britannica del settore dei giochi e delle scommesse; Ceres Power, fornitore di tecnologie basate su celle a combustibile a ossidi solidi ed elettrolizzatori; Scout24, leader tedesco degli annunci immobiliari online.

Le 6 azioni sottovalutate per Berenberg

Dometic (buy e target price a 45 corone danesi con un potenziale upside del 133%, capitalizzazione di mercato di 6,5 miliardi di corone svedesi, controvalore medio giornaliero degli scambi di 2,6 milioni) è un fornitore globale di prodotti e apparecchiature utilizzati per le attività all’aperto e il tempo libero, con vendite rivolte a mercati finali che comprendono i veicoli ricreazionali e il settore nautico.

Dopo un prolungato periodo di crescita organica negativa, dovuto in parte alla volatilità provocata dal processo di riduzione delle scorte nel mercato dei veicoli ricreazionali, successivo alla ripresa post Covid-19, la società si sta avvicinando al ritorno a un dato positivo di crescita organica per la prima volta in 17 trimestri. Nel secondo trimestre del 2026 la crescita organica si è attestata al -1%. «Ipotizziamo un ulteriore -1% sia nel terzo sia nel quarto trimestre del 2026, prima di un ritorno a una crescita dell’1% nel 2027», prevede Berenberg.

La società continua a risentire dei fattori avversi provenienti dal mercato statunitense dei veicoli ricreazionali e gli investitori rimangono preoccupati per il livello di indebitamento. «Stimiamo un rapporto tra indebitamento finanziario netto ed ebitda pari a 2,8 volte alla fine del 2026. Tuttavia, con il titolo che tratta a circa 5 volte gli utili e a 4,5 volte il rapporto tra valore d’impresa e l’ebitda e offre un rendimento del free cash flow del 30%, la valutazione appare contenuta, soprattutto se confrontata con il p/e medio decennale di Dometic, pari a 12,8 volte», aggiunge Berenberg.

L’indebitamento può diminuire rapidamente e il ritorno a una crescita organica positiva dovrebbe determinare una rivalutazione significativa del titolo, man mano che la fiducia degli investitori si ristabilirà. Considerando che i cambiamenti demografici contribuiscono a una trasformazione strutturale caratterizzata da una crescente domanda di tempo libero, il mercato di riferimento dovrebbe registrare, in termini fondamentali, una crescita almeno compresa tra valori bassi e medi a una singola cifra percentuale.

Ses (buy e target price a 140 euro con un potenziale upside del 167%, capitalizzazione di mercato di 1,8 miliardi di euro, controvalore medio giornaliero degli scambi di 5 milioni di euro). In quanto operatore satellitare globale, Ses dovrebbe beneficiare dell’attuale forte crescita dell’interesse per tutto ciò che riguarda il settore spaziale. Tuttavia, i risultati più recenti della società sono stati deludenti e ciò ha provocato un calo del prezzo dell’azione di quasi il 60% dalla fine di maggio.

Questo andamento si è verificato nonostante la recente raccomandazione della Federal Communications Commission a favore del riconoscimento alla società di 3,2 miliardi di euro di proventi per la liberazione della maggior parte dei 160 MHz di spettro nella banda C superiore negli Stati Uniti: un importo superiore all’intera capitalizzazione di mercato di Ses. A ciò si aggiunge un esito favorevole per quanto riguarda le spese in conto capitale previste per lo sviluppo del nuovo progetto europeo Iris, definito una sorta di «Starlink europeo». Le stime degli investimenti necessari sono state infatti ridotte di 450 milioni di euro, passando da 1,8 miliardi a 1,35 miliardi di euro.

In un approfondimento recente sul settore delle telecomunicazioni, dedicato ai processi di consolidamento, il team di Berenberg ha evidenziato che una potenziale fusione tra Ses ed Eutelsat avrebbe una logica industriale. L’Europa sta infatti cercando di sviluppare un campione satellitare paneuropeo in grado di competere con Starlink di SpaceX, qualora i governi francese e lussemburghese approvassero una simile operazione. Tutti questi fattori potrebbero fungere da catalizzatori per un titolo che, sulla base delle stime per il 2027, tratta a 4,6 volte il rapporto ev/ebitda, offre un rendimento del free cash flow del 10% e un rendimento da dividendo del 12%.

OHB (buy e target price a 358 euro con un potenziale upside del 122%, capitalizzazione di mercato di 3,4 miliardi di euro, controvalore medio giornaliero degli scambi di circa 5 milioni di euro). In quanto società del settore spaziale con un’attività concentrata interamente su questo comparto (pure-play), OHB è un specializzato nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di satelliti e componenti per vettori di lancio.

All’inizio dell’anno, l’azione ha beneficiato dell’effetto positivo generato da SpaceX sull’intero settore spaziale, con un rally del prezzo dai 114 euro all’inizio dell’anno fino ai 603 euro a maggio, prima della successiva correzione verso gli attuali livelli nell’area dei 170 euro. Il rialzo è stato favorito anche dal flottante limitato, inferiore al 10%. Questo problema è stato affrontato a giugno attraverso una vendita di azioni per 789 milioni di euro nell’ambito di un processo di «ri-quotazione» che ha portato il flottante al 20%.

«Manteniamo una valutazione positiva sulla società, che sta beneficiando dei maggiori piani di spesa da parte dei suoi tre principali gruppi di clienti: l’Agenzia spaziale europea, le forze armate tedesche e i fondi dell’Unione Europea destinati alla difesa e allo spazio», continua Berenberg.

Grazie alla propria presenza in otto dei Paesi membri dell’Esa e al fatto di essere l’unico contraente principale tedesco del settore spaziale a capitale tedesco e con sede in Germania, «riteniamo altamente probabile che OHB si aggiudichi nuovi ordini man mano che i budget verranno assegnati. Ciò vale in particolare per il mercato tedesco della difesa, nel quale un eventuale aumento delle dimensioni degli ordini acquisiti potrebbe esercitare una pressione al rialzo sulle previsioni aziendali di medio termine, attualmente basate su ipotesi più prudenti. La maggior esposizione agli ordini del settore della difesa contribuisce, inoltre, a migliorare i margini del gruppo. Il titolo tratta a 12 volte il rapporto ev/ebitda sulla base delle stime per il 2028».

Entain (buy e target price a 1145 pence con un potenziale upside del 166%, capitalizzazione di mercato di 2,7 miliardi di sterline, controvalore medio giornaliero degli scambi di 15 milioni di sterline). I titoli britannici del settore dei giochi e delle scommesse hanno attraversato un periodo estremamente difficile. Tuttavia, in una nota recente dedicata a Entain, l’analista di Berenberg, Jack Cummings, ha individuato una storia di profonda sottovalutazione, caratterizzata da diversi potenziali catalizzatori in grado di far emergere il valore della società.

Attualmente, l’azienda presenta un livello elevato di indebitamento: il rapporto tra debito finanziario netto ed ebitda è previsto a 3,4 volte alla fine del 2026. Questa situazione, tuttavia, costituisce anche un catalizzatore per la cessione di attività e per una maggior attenzione alla riduzione del debito. Di conseguenza, all’inizio di quest’anno la società ha venduto una partecipazione del 20% nella propria attività nell’Europa centrale e orientale, a un multiplo implicito di 10 volte l’ebitda. Il gruppo, nel suo complesso, tratta invece attualmente a 5,2 volte il rapporto ev/ebitda sulla base delle stime per il 2026.

«Riteniamo che esistano diverse altre attività la cui cessione potrebbe essere presa in considerazione. Tra queste figurano la partecipazione del 50% in BetMGM, la quota residua dell’80% nell’attività dell’Europa centrale e orientale, le attività in Italia e quelle in Australia», indica Berenberg. «È probabile che la possibilità di vendere queste attività venga sottoposta a valutazione. Qualora tali operazioni fossero realizzate, il divario di valutazione dovrebbe ridursi ulteriormente e in misura significativa. Il mercato azionario infatti non riconosce attualmente a Entain il giusto valore delle sue posizioni competitive solide. Gli acquirenti industriali e, potenzialmente, anche i fondi di private equity potrebbero invece attribuire una valutazione più realistica alle attività di punta del gruppo.

Ceres Power (buy e target price a 950 pence con un potenziale upside del 155%, capitalizzazione di mercato di 850 milioni di sterline, controvalore medio giornaliero degli scambi di 10 milioni di sterline) fornisce tecnologie basate sugli ossidi solidi per celle a combustibile ed elettrolizzatori. All’inizio di quest’anno, il titolo ha registrato una performance eccezionale, passando da 212 a 844 pence, sull’onda dell’entusiasmo generato dagli ordini acquisiti da Bloom Energy per le sue celle a combustibile a ossidi solidi, destinate alla rapida realizzazione di centri dati negli Stati Uniti.

Il mercato potenziale raggiungibile (addressable market) appare ora superiore a 20 GW, con pochissimi operatori in grado di fornire le soluzioni tecnologiche necessarie. Attualmente il titolo tratta intorno a 400 pence e il mercato è in attesa che la società annunci un nuovo partner per la concessione in licenza della propria tecnologia. Nel frattempo, a partire dal 2027, i ricavi derivanti dalle licenze concesse agli attuali partner produttivi nel settore delle celle a combustibile — Doosan, Weichai e Delta Electronics — inizieranno a riflettersi nel conto economico, determinando un aumento della redditività, considerato che i ricavi da licenza presentano margini prossimi al 100%.

Scout24 (buy e target price a 140 euro con un potenziale upside del 103%, capitalizzazione di mercato di 5 miliardi di euro, controvalore medio giornaliero degli scambi di 25 milioni di euro), che gestisce ImmoScout24, il principale portale immobiliare online tedesco, era stata selezionata tra i titoli originari di Berenberg della categoria «visione di lungo periodo» (long view). Si trattava di società considerate di qualità superiore, con la capacità di più che raddoppiare il proprio valore nel lungo termine, una volta superate le preoccupazioni di breve periodo.

In questo caso, le preoccupazioni di breve termine riguardano la possibilità che i modelli di business degli annunci online vengano messi in discussione e trasformati dagli agenti di intelligenza artificiale. Dopo essersi ripreso dai minimi raggiunti a marzo, nel pieno dei timori relativi all’impatto dirompente dell’intelligenza artificiale, il titolo ha registrato di recente una nuova flessione, dovuta in parte alle notizie sul lancio da parte di Meta del proprio sistema di intelligenza artificiale agentica, denominato Muse.

«La nostra opinione è che Scout24 possieda tutti i dati rilevanti necessari al funzionamento degli agenti di intelligenza artificiale. Sebbene la società possa prendere in considerazione possibili partnership, dispone già di soluzioni proprie basate sull’intelligenza artificiale agentica, destinate sia agli agenti immobiliari sia ai consumatori», osserva il broker.

Un altro fattore considerato sfavorevole per l’attività è rappresentato dalle condizioni estremamente difficili del mercato immobiliare tedesco. Tuttavia, l’elevata quota di ricavi ricorrenti generati dai partner immobiliari di Scout24 fa sì che questo problema abbia un impatto meno rilevante di quanto attualmente scontato dal mercato. Il titolo tratta a circa 15 volte il rapporto prezzo/utili sulla base delle stime per il 2027, a 9,4 volte il rapporto ev/ebitda e offre un rendimento del free cash flow  del 7%. (riproduzione riservata)