L’eventuale cessazione della partnership con il Monte dei Paschi di Siena in Italia avrebbe un impatto inferiore al 2% sugli utili di Axa in Europa nel settore Vita e Salute e darebbe diritto a un risarcimento finanziario che rifletta il valore equo della joint venture. A dichiararlo sono stati i vertici del gruppo assicurativo francese in occasione della presentazione del nuovo piano strategico 2027-2029.
È ancora «prematuro» parlare del futuro della joint venture con Mps, che scade a ottobre 2027, ed è «difficile prevedere» come si evolverà la situazione in Italia con il risiko bancario in corso «ma il gruppo Axa è intenzionato a discutere la questione nei prossimi mesi, restando aperto a tutte le soluzioni», ha detto il ceo Thomas Buberl.
Il ceo per European Markets and Health, Patrick Cohen, ha fornito in particolare informazioni sull’impatto di un eventuale scioglimento della joint venture bancassicurativa, avviata nel 2007. «Sarebbe inferiore al 2% degli utili di Axa in Europa nel settore Vita e Salute», ha specificato Cohen, aggiungendo che «se dovessimo trovarci in uno scenario di cessazione» della jv, «avremmo diritto a un risarcimento finanziario che rifletta il valore equo della joint venture». Più volte, in passato, si era parlato di una put da 1 miliardo legata alla jv e ieri il cfo di Axa, Alban de Mailly Nesle, ha precisato che nei prospetti informativi pubblicati da Mps «è chiaramente indicato che il valore equo non sarebbe solo rappresentato dal valore intrinseco ma anche da quello delle attività future».
La partita, insomma, è in evoluzione. Di certo l’Italia, che rappresenta il 17% del business europeo in termini di premi e il 10% sugli utili, «è strategica per Axa, motore di crescita in Europa», ha dichiarato Cohen a MF-Milano Finanza, ricordando che negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato la presenza nel Paese grazie anche all’acquisizione di Nobis e Prima. «L'Italia è in prima linea nell’attuazione delle strategie previste dal nuovo piano che punta a rispondere ai nuovi bisogni di protezione e ad industrializzare l’Ai. Abbiamo una rete complessiva di oltre 2000 agenti», ha aggiunto Cohen, «e da questo canale arriva più della metà delle polizze vita».
Tornando al piano strategico, il gruppo Axa ha alzato l'asticella dei propri target finanziari, promettendo agli azionisti un tasso di crescita medio annuo composto dell'utile per azione (eps) tra il 7% e il 9% e un rendimento del capitale proprio (roe) compreso tra il 15% e il 17% per il periodo 2027-2029.
A questi si aggiunge la promessa di generare circa 25 miliardi di euro di flussi di cassa organici cumulati, a supporto di una politica di remunerazione del capitale decisamente attraente, che prevede un payout ratio totale del 75%, suddiviso tra un 60% in dividendi e un 15% in riacquisti di azioni proprie annuali. «Puntiamo al miglioramento dell'efficienza operativa guidato dall'automazione e dall'intelligenza artificiale, da cui il gruppo attende benefici ricorrenti annui tra 500 e 700 milioni entro il 2029», ha aggiunto Buberl, ma continuando a fare assunzioni con «30 mila nuovi ingressi previsti». (riproduzione riservata)