Avio, ecco perché può alzare gli obiettivi del piano industriale
Avio, ecco perché può alzare gli obiettivi del piano industriale
Più di uno spunto interessante dall’incontro tra gli analisti e il top management di Avio

di Francesca Gerosa 22/10/2026 11:50

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Il titolo Avio viaggia contro corrente rispetto al mercato (+1,24% a 30,24 euro il 22 ottobre) dopo la conference call del 21 ottobre tra gli analisti e il top management allo scopo di fornire maggiori dettagli sugli sviluppi più recenti del mercato aerospaziale e in particolare sull’evoluzione del business della propulsione per la Difesa. Ebbene il management ha delineato uno scenario con una visibilità migliorata e con prospettive di crescita superiori rispetto a quelle contenute nel piano industriale presentato a settembre del 2025 (tasso medio annuo di crescita dei ricavi di oltre il +10% nel periodo 2025-35 ed dell’ebitda high-teens). 

Il boom dei missili Usa apre la strada a obiettivi più ambiziosi

La spesa statunitense per missili e munizioni sta accelerando bruscamente. Il budget per l’approvvigionamento di missili e munizioni nell’esercizio fiscale 2027 è stimato in 95 miliardi di dollari, in aumento del 166% su base annua. Nel frattempo, Avio ha stimato che il deficit di offerta di motori a razzo a propellente solido (Srm) negli Stati Uniti e in Europa sia aumentato del 40%, afferma Kepler Cheuvreux (hold e target price a 30,5 euro), raggiungendo una media di 3.400 tonnellate contro le precedenti 2.400 tonnellate.

Ciò implica che i principali contractor della Difesa dovranno trasferire rapidamente queste risorse alla propria filiera di fornitura, per consentire il previsto incremento dei volumi produttivi. È difficile prevedere quando tali stanziamenti si tradurranno concretamente in nuovi ordini e in un aumento del portafoglio ordini di Avio. Un effetto è certamente atteso entro il 2028, ma Banca Akros (buy e target price a 40 euro) non esclude che possano emergere notizie positive già prima di allora.

La capacità produttiva dell’impianto in Usa può essere aumentata, anche in Italia
 

Non solo. Alla luce degli ordini assegnati dalla US Administration (circa 80 miliardi di dollari per missili di cui Avio fornirà motori da spalmare su 5-7 anni), dei contratti siglati dall’azienda con Raytheon e dell’accordo quadro con Lockheed, a detta di Equita, è emersa la chiara percezione che la capacità produttiva dell’impianto del gruppo negli Stati Uniti per la produzione di propellente solido possa essere aumentata rispetto alle iniziali 700 tonnellate.

«Con i due clienti, è ragionevole pensare che si possa saturare gran parte della capacità di 700 tonnellate del nuovo impianto, aggiungendo anche l’opportunità del Tomahawk di Raytheon», prevede Equita (rating buy e target price a 40 euro confermati). Il management ha segnalato che l’impianto è disegnato per poter triplicare la capacità a 2,1 mila tonnellate con un investimento modesto, per lo più legato all’aumento del numero di mixer da 2 a 6, rispetto ai 400-500 milioni necessari per la costruzione ex-novo.

Per quanto riguarda la raccolta ordini per l’impianto statunitense, dato che il processo di qualifica dura circa 2 anni, per la firma dei primi ordini di produzione bisognerà attendere il 2028; nel frattempo verranno firmati ordini relativi al processo di qualifica. Il management ha anche segnalato negoziazioni in corso per ottener un soft loan dallo Stato della Virginia. Anche in Italia con minimi investimenti è possibile un aumento della capacità produttiva, riattivando parte di quella che era stata congelata in passato; eventuali ulteriori ampliamenti sono finanziati dai clienti stessi.

Ulteriori opportunità nello spazio

A tutto questo vanno aggiunte ulteriori opportunità di business che rappresentano un upside rispetto al piano industriale non solo nella difesa in Usa (sia da Raytheon sia da Lockheed Martin e altri clienti), ma anche nello spazio in Europa: l’Esa ha recentemente dichiarato che intende aumentare il numero di lanci annuali di Ariane 6 a 12-15 e Vega C a 9 rispetto a quanto assunto nel piano di settembre, rispettivamente, di 10 e 6.

Nei prossimi giorni nuovi ordini di Aster 30 da Mbda

Al contempo sono attesi nei prossimi giorni nuovi ordini di Aster 30 dal gruppo europeo Mbda (controllato da Airbus, Bae Systems e Leonardo), per un valore stimato compreso tra 50 e 90 milioni di euro, inclusi nella guidance 2026. «Gli accordi e le trattative con Lockheed Martin e Rtx consentono al gruppo di posizionarsi nei principali programmi missilistici statunitensi, aprendo ulteriori opportunità di crescita rispetto a quelle già incluse nel piano industriale. Parallelamente», continua kepler Cheuvreux, «anche lo stabilimento di Colleferro può beneficiare dei programmi di Mbda, considerando che la capacità produttiva attualmente disponibile è pari a tre-quattro volte gli attuali volumi di produzione».

Il carattere modulare dello stabilimento in Virginia offre un margine significativo di espansione della capacità produttiva. Tuttavia, avverte il broker, i tempi necessari per trasformare le opportunità commerciali in contratti, stimati in circa due anni, considerando che occorrerà prima completare con successo la fase di qualificazione, i rischi di esecuzione e una valutazione azionaria elevata limitano il potenziale di rialzo del titolo nel breve periodo. «Senza contare che la crescita di Avio nel settore della Difesa dipende da un singolo prodotto, mentre è difficile prevedere con sufficiente affidabilità come evolverà lo scenario geopolitico mondiale entro il 2035. Quindi», conclude Kepler Cheuvreux, «la nostra raccomandazione sul titolo resta hold». 

Banca Akros parla di uno scenario di mercato più favorevole su tutti i fronti rispetto a un anno fa. Infatti Avio dispone di una visibilità decisamente maggiore e di un potenziale di crescita molto più ampio. «Tra le possibili opportunità figura anche la possibilità di triplicare la capacità produttiva dello stabilimento statunitense, qualora la domanda superi le attese. In questo caso, il finanziamento potrebbe essere assicurato attraverso prestiti agevolati concessi dal governo degli Stati Uniti», aggiunge Banca Akros.

Una mano da SpaceX

Un ultimo elemento, non meno importante. È ampiamente noto che, a partire dal 2029, SpaceX potrebbe destinare i propri servizi di lancio alle esigenze interne del gruppo (integrazione verticale). Questo scenario per la banca d’affari può contribuire a creare condizioni di mercato complessivamente più favorevoli sul fronte dei prezzi. «Tutti gli elementi sopra descritti», conclude Banca Akros, «indicano chiaramente un contesto di mercato più favorevole rispetto a un anno fa. A nostro avviso, ciò rafforza la fiducia nel percorso delineato dalle nostre stime che, soprattutto alla luce degli sviluppi delle attività di Avio nel settore della Difesa statunitense, potrebbero essere raggiunte più rapidamente del previsto». (riproduzione riservata)