Avio, Berenberg alza il rating e vede un rialzo del 22%: ecco perché
Avio, Berenberg alza il rating e vede un rialzo del 22%: ecco perché
Berenberg promuove Avio puntando sulla carenza strutturale di motori per missili e sulle opportunità nella difesa. Le nuove stime al 2030 superano nettamente quelle del consenso

di Francesca Gerosa 26/10/2026 11:05

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Berenberg alza il giudizio su Avio e fissa un target price lunare con un potenziale upside del 22% circa. Così l’azione a Piazza Affari il 26 ottobre balza del 4,64% a quota 32,05 euro. «In precedenza, temevamo che gli investitori dovessero attendere a lungo, attraversando una fase di crescita degli utili contenuta e un ciclo di investimenti in conto capitale, prima di vedere i benefici derivanti dalla produzione nel nuovo stabilimento statunitense in Virginia», si legge nella nota del broker.

«Tuttavia, la carenza di motori a razzo a propellente solido è di natura strutturale ed è peggiorata a causa dei conflitti attualmente in corso. I principali operatori del settore della difesa e dell’aerospazio (prime contractor) vogliono poter contare su un fornitore indipendente, dotato di capacità produttiva su larga scala, e Avio possiede un’esperienza consolidata nella realizzazione e nell’esecuzione dei programmi, che le consente di conquistare quote di mercato», continua Berenberg.

Gli investitori dovranno «comunque avere pazienza, ma oggi abbiamo maggior fiducia riguardo alle dimensioni effettive del mercato, all’aggiudicazione di nuovi programmi e alle prospettive economiche del settore della propulsione per la difesa. Di conseguenza, abbiamo rivisto decisamente al rialzo le nostre stime di ricavi ed ebitda per il 2030, ben oltre quelle del consenso degli analisti».

La strozzatura nell’approvvigionamento di missili peggiora

Si prevede che il budget statunitense destinato ai missili aumenti da 36 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2026 a 95 miliardi nel 2027. Avio stima che, fino al 2030, il deficit di propellente negli Stati Uniti e in Europa raggiungerà 3.400 tonnellate all’anno, il 40% in più rispetto a un anno fa.

La guerra con l’Iran ha consumato 17 miliardi di dollari di missili statunitensi dotati di motori a propellente solido, inclusa la metà delle scorte di Patriot, terminal high altitude area defense e precision strike missile. Un mercato che potrebbe valere fino a 10 miliardi di dollari entro il 2030.

«La nostra stima del mercato dei motori a razzo a propellente solido negli Stati Uniti e in Europa passa da 1,9 miliardi di dollari nel 2025 a 5,8 miliardi nel 2030, ipotizzando che i motori rappresentino il 15% del valore dei missili. Utilizzando le quantità richieste per l’esercizio fiscale 2027, il mercato raggiungerebbe 9,5 miliardi di dollari», stima Berenberg, precisando che «la nostra previsione per la propulsione destinata alla difesa nel 2030 equivale al 10% della stima centrale del mercato, oppure al 6% della stima nello scenario rialzista».

I principali produttori vogliono un fornitore che non sia anche un concorrente

Lockheed Martin e Raytheon hanno ormai coinvolto Avio in sei programmi, tra cui il Precision Strike Missile, l’Extended-Range Guided Multiple Launch Rocket System, la famiglia Standard Missile e il Tomahawk. Tutti questi programmi sono sostenuti da contratti pluriennali recenti assegnati ai principali produttori.

Per Berenberg i programmi di Lockheed assicurano quasi la metà della capacità iniziale di 700 tonnellate dello stabilimento statunitense di Avio. Inoltre Raytheon può assorbire gran parte della capacità restante. Le verifiche del broker presso gli operatori del settore indicano che questi clienti statunitensi intendono assegnare ad Avio una quota significativa della propria base di fornitori.

Stime riviste al rialzo, ben oltre il consenso

Di conseguenza Berenberg ha aumentato le sue stime sui ricavi derivanti dalla propulsione per la difesa nel 2030 a 532 milioni di euro dai precedenti 312 milioni. Ciò contribuisce a portare i ricavi netti consolidati del gruppo a 1,22 miliardi di dollari, con un incremento del 17%, e l’ebitda rettificato a 141 milioni, in crescita del 42%. Il margine raggiunge l’11,6% rispetto al precedente 9,5%, implicando un tasso di crescita annuo composto dell’ebitda rettificato del 32% nel periodo 2025-2030. Stime a livello di ricavi ed ebitda rettificato del 2030, rispettivamente, superiori del 19% e del 49% rispetto a quelle del consenso.

Margini di manovra per triplicare la capacità negli Stati Uniti

Lo stabilimento statunitense di Avio in costruzione è progettato per espandersi da due a sei miscelatori, passando da 700 a 2.100 tonnellate. «Stimiamo che la configurazione più ampia richiederebbe un investimento aggiuntivo di appena 200-400 milioni di euro rispetto all’investimento iniziale», prevede Berenberg.

Anche l’Europa ha spazio per crescere

Anche il business europeo della difesa è in espansione. Attualmente Avio consegna dall’Italia 300 motori per la difesa all’anno. Berenberg si aspetta che questo numero si avvicini a 1.000 entro tre anni, con l’aumento dei volumi relativi agli ordini già acquisiti per l’Aster 30 e il raddoppio della produzione di Aster da parte di Mbda. Quest’anno Avio ha annunciato una serie di ordini per l’Aster 30, tra cui uno del valore di oltre 35 milioni di euro a giugno, e il broker si attende che ne arrivino altri. In quest’ottica lo stabilimento di Colleferro potrebbe aggiungere capacità per diverse centinaia di motori all’anno destinati ai programmi statunitensi, con investimenti contenuti, in larga parte finanziati dai clienti.

Spazio: un business stabile, strategico e in accelerazione

Il settore spaziale rappresenta attualmente la componente più importante dei ricavi del gruppo Avio, diventato operatore dei servizi di lancio per Vega-C con la missione VV29 a maggio 2026. A giugno, i suoi booster P160C hanno volato per la prima volta su Ariane 6. L’Agenzia spaziale europea (Esa) ha indicato l’obiettivo di aumentare la frequenza dei lanci di Ariane 6 a 12 all’anno entro la fine del 2029 e successivamente a 15 negli anni Trenta. Per Vega-C, invece, l’obiettivo è arrivare a sei lanci all’anno e, in seguito, a nove. Questa crescita dovrebbe essere sostenuta da nuovi programmi europei di osservazione della Terra e di connettività sicura, come la prossima generazione di Copernicus e Iris.

Questi incrementi non sono ancora finanziati, ma Avio ha già avviato investimenti per portare la frequenza dei lanci di Vega a sei all’anno. La vendita di booster per Ariane rappresenta un’attività interessante, con margini a doppia cifra e prospettive di crescita grazie alle economie di scala. E con la crescita del business statunitense della difesa, Berenberg non esclude interventi volti a rendere più evidente il valore di quest’attività, magari con uno spin-off e una successiva ipo di queste attività?

Valutazione del titolo

Berenberg valuta Avio applicando un multiplo di 17,5 volte l’ebitda al 2030, attualizzato al 12% per tener conto del rischio di esecuzione legato al nuovo stabilimento costruito da zero negli Usa. Aveva avviato la copertura del titolo Avio con un giudizio hold a settembre, perché riteneva che il multiplo di valutazione nel breve termine fosse elevato rispetto alla lunga attesa necessaria prima di ottenere i benefici del nuovo impianto statunitense.

Avio sta investendo oltre 500 milioni di dollari nello stabilimento statunitense che difficilmente entrerà in produzione prima della fine del 2028. Fino ad allora, la società ha previsto una crescita modesta dell’ebitda. Berenberg si era chiesto se un fornitore europeo potesse conquistare una quota significativa in un mercato dominato da due operatori statunitensi già affermati, ai quali si affiancano diversi nuovi concorrenti ben finanziati. Dopo ulteriori confronti con gli operatori del settore e un’analisi dello stato della domanda e dell’offerta globale di motori a razzo a propellente solido, ora vede un’opportunità che rende Avio molto più interessante, nonostante un quadro di breve periodo apparentemente poco favorevole.

Il divario tra domanda e offerta di motori a razzo a propellente solido si sta chiaramente ampliando e la guerra tra Stati Uniti e Iran ha aggiunto una necessità rilevante di ricostituzione delle scorte a quella già esistente. Inoltre, i principali produttori statunitensi hanno dimostrato con chiarezza di voler acquistare da un fornitore indipendente con una comprovata capacità di aumentare la produzione.

«La nostra stima bottom-up del mercato, che probabilmente si rivelerà prudenziale, suggerisce che le nostre previsioni riviste al rialzo presuppongono che Avio conquisti soltanto una quota modesta del mercato potenzialmente raggiungibile di motori a razzo a propellente solido. L’attesa per l’avvio della produzione nel nuovo stabilimento rimane, ma siamo sempre più convinti che le indicazioni del management per il medio termine siano prudenti», conclude Berenberg sempre più convinto che i ricavi e la redditività sostenuti dalla capacità produttiva aggiuntiva giustifichino l’investimento nel titolo. (riproduzione riservata)