Via libera del governo al decreto carburanti: taglio accise fino al 6 giugno. Autotrasporto: 300 milioni per spegnere la protesta
Via libera del governo al decreto carburanti: taglio accise fino al 6 giugno. Autotrasporto: 300 milioni per spegnere la protesta
Il Cdm approva il nuovo decreto aiuti. Disinnescato lo sciopero degli autotrasportatori con un pacchetto emergenziale: previsto il potenziamento del credito d’imposta e nuove sospensioni fiscali mirate 

di Anna Di Rocco    22/05/2026 19:55

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Palazzo Chigi disinnesca la tensione con gli autotrasportatori (nonché l’imminente sciopero indetto dalla categoria) e mette in campo altre risorse per prorogare il taglio delle accise fino al 6 giugno. Il Consiglio dei ministri ha approvato, nel tardo pomeriggio di venerdì 22, il quarto decreto carburanti da quando la guerra in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno iniziato a spingere al rialzo i prezzi energetici.

Oltre allo sconto in benzina, il punto nevralgico della giornata di Palazzo Chigi è stato l’accordo con il settore dell’autotrasporto, durante un incontro con le associazioni e la premier Giorgia Meloni che ha preceduto il Cdm. La diagnosi condivisa – tra i ministri presenti e le principali sigle del comparto – è quella di un settore sotto pressione: la volatilità dei prodotti petroliferi sta comprimendo i margini operativi, con effetti a catena sull’intera filiera logistica e, quindi, sul sistema produttivo nazionale. Al tavolo le associazioni hanno chiesto interventi immediati, in particolare sul fronte fiscale, per evitare chiusure aziendali e perdita di occupazione. E l’esecutivo ha risposto. 

Le due mosse del governo per gli autotrasportatori

La risposta del governo muove su due binari. Da un lato, il rafforzamento del credito d’imposta già previsto dal decreto-legge n. 33 del 2026, con uno stanziamento complessivo che sale a 300 milioni di euro (100 già previsti, 200 aggiuntivi). Dall’altro, una linea di intervento più elastica, con la possibilità di sospensioni mirate dei versamenti fiscali e contributivi nelle fasi di maggiore tensione di liquidità.

Sul piano amministrativo, è arrivata anche la riduzione dei tempi per il silenzio-assenso sulle domande di credito d’imposta: dal 1° ottobre 2026 il termine scende a 30 giorni, contro i precedenti 60, purché la richiesta avvenga per via telematica. Un intervento pensato per accelerare l’accesso alla liquidità in un comparto dove la velocità dei flussi finanziari è diventata variabile-critica. Il governo si è poi impegnato a tenere in considerazione l’impatto delle eventuali riduzioni delle accise sul meccanismo del credito d’imposta, per coordinare strumenti diversi in un quadro di finanza pubblica sotto pressione.

Sul versante politico-istituzionale, il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini ha annunciato la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto, organismo destinato a stabilizzare il confronto con le imprese oltre la fase emergenziale. L’obiettivo è riportare il settore dentro una cornice di governance continuativa su regole, sicurezza e organizzazione del mercato. (riproduzione riservata)