Autostrade, il Pef di Aspi nel mirino del Mit. Le tensioni con Bruxelles
Autostrade, il Pef di Aspi nel mirino del Mit. Le tensioni con Bruxelles
Bruxelles chiede al Mit un’integrazione sul piano investimenti ma il ministero non invia le carte. Intanto Salvini crea una commissione per valutare di nuovo tutto il piano di investimenti del gruppo autostradale

di di Nicola Carosielli 17/07/2026 05:00

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In Autostrade per l’Italia (Aspi) c’è una partita parallela a quella, tragica, sugli eventi del ponte Morandi di Genova che ha causato 43 morti. Si tratta di quella sul Piano Economico Finanziario (Pef), un passaggio fondamentale per il gruppo guidato dall’amministratore delegato Arrigo Giana, perché in ballo ci sono investimenti plurimiliardari e il rinnovo di circa 3 mila chilometri di rete autostradale del Paese. Da tempo si attende una risposta dalla Commissione Europea – dopo la notifica del Mit – sul tema della proroga di 10 anni della concessione (che scade nel 2038) che Aspi ha inserito nell’ultimo Pef da circa 29,8 miliardi per contenere l’aumento dei pedaggi al 2,06% annuo.

Eppure dopo mesi, l’impasse non è ancora stata sbloccata. Anzi, il rischio che i tempi si dilatino eccessivamente appare più concreto che mai. Dopo la prima notifica inviata dal Mit sul fronte proroga, secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, da Bruxelles sarebbe stata inviata una richiesta di integrazione della documentazione al ministero dei Trasporti, che quest’ultimo però non avrebbe fatto in tempo a inviare, con il risultato di bloccare ulteriormente i già farraginosi dialoghi. Difficile sapere se il mancato invio possa mettere ulteriore pressione nei rapporti tra il ministero guidato da Matteo Salvini e la Commissione Ue. E in quale misura tale situazione si riverbererà su Aspi.

Le tensioni tra il Mit e Bruxelles

Se da un lato, il leader della Lega non è mai stato tenero nei confronti di Bruxelles, dall’altro l’Istituzione europea non starebbe nascondendo un certo scetticismo su come il Mit stia gestendo i temi autostradali, tra proroghe e tentativi di forzare affidamenti in-house.

Il nodo degli investimenti nel Pef

La vicenda, però, non si esaurisce nei (mancati) carteggi tra ministero e Ue. Anzi, il vero nodo potrebbe emergere proprio nei rapporti tra Mit e Autostrade. Questo perché, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, internamente al dicastero sarebbe stata nominata una commissione per valutare il piano investimenti contenuto nel Pef di Aspi. Di fatto, significa voler giudicare il cuore pulsante dell’intero Piano del gruppo autostradale.

Se questo significherà mettere in discussione tutto è difficile saperlo. Ma il messaggio che continua a lanciare il ministero ad Autostrade è lampante: fare nuovi investimenti e, soprattutto, mantenere più bassi possibili i pedaggi autostradali. D’altro canto, è pur vero che per Aspi sia difficile fare nuovi investimenti senza il Pef aggiornato. Insomma, è il classico esempio del cane che si morde la coda.

Le richieste di Salvini e la manutenzione della rete

Ciò detto, Salvini ha le idee chiare sui nuovi investimenti. E non ha mancato di sottolinearlo pubblicamente anche ieri, commentando la sentenza sul crollo del Ponte Morandi, a margine dell’inaugurazione della ciclovia della Costa dei Trulli tra Monopoli e Fasano, in Puglia: «Aspi, e qua hanno ragione i familiari delle vittime, al di là delle scuse deve rispondere coi fatti, con gli investimenti, con la manutenzione ordinaria e straordinaria, con nuove opere, soprattutto in un territorio, come quello genovese e ligure, dove la strage si è compiuta». (riproduzione riservata)