Auto sempre più cara, servono 11 stipendi per comprarne una: 6 italiani su 10 rinviano l’acquisto
Auto sempre più cara, servono 11 stipendi per comprarne una: 6 italiani su 10 rinviano l’acquisto
Un’indagine Bain & Company-Aniasa fotografa il crescente problema dell’accessibilità dell’auto in Italia. Dal 2013 i prezzi sono saliti del 52%, contro un aumento del 29% dei redditi familiari

di Andrea Boeris 25/06/2026 10:00

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L’auto resta il mezzo di trasporto preferito dagli italiani, ma acquistarne una nuova è sempre più difficile. Oggi servono in media 11 mensilità di stipendio per comprare una vettura, più del doppio rispetto alle circa cinque necessarie all’inizio degli anni Duemila. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’indagine sulla mobilità degli italiani realizzata da Bain & Company in collaborazione con Aniasa, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità.

Lo studio evidenzia un paradosso sempre più evidente: mentre l’auto continua a essere indispensabile per gli spostamenti quotidiani, il suo costo crescente ne sta riducendo l’accessibilità per una quota sempre più ampia di famiglie.

L’auto resta centrale nella mobilità degli italiani

Secondo l’indagine, il 76% degli italiani utilizza abitualmente l’automobile, confermandola come il principale mezzo di trasporto del Paese. Seguono il trasporto pubblico, utilizzato dal 52% degli intervistati, e lo scooter, al 50%. Più marginale il ruolo delle formule di mobilità condivisa e della micromobilità, che continuano a essere impiegate soprattutto in modo occasionale.

L’auto mantiene una posizione dominante perché risponde contemporaneamente a esigenze lavorative, familiari e personali, dalla gestione degli spostamenti quotidiani alle attività del tempo libero.

Sei italiani su dieci rinviano il cambio dell’auto

Nonostante questa centralità, il mercato continua a fare i conti con una domanda debole. Il 59% degli intervistati dichiara di non aver preso in considerazione l’acquisto di una nuova vettura oppure di aver deciso di rinviarlo. Ancora più significativo il dato relativo a chi ha abbandonato completamente l’idea: circa un italiano su dieci ha rinunciato all’acquisto.

A frenare le decisioni delle famiglie non è una minore necessità di mobilità, ma soprattutto il deterioramento del quadro economico. Il 36% degli intervistati indica l’incertezza sulle prospettive reddituali come principale motivo del rinvio, mentre il 25% preferisce attendere condizioni di mercato più favorevoli, come prezzi più contenuti o formule di acquisto più convenienti. Tra le misure che potrebbero rilanciare la domanda ci sono incentivi pubblici, indicati dal 30% del campione, sconti sui listini (26%) e una maggiore flessibilità finanziaria (12%).

Prezzi delle auto in crescita del 52% dal 2013

L’indagine mette in luce in diversi modi il crescente problema dell’accessibilità economica dell’automobile. Negli ultimi tredici anni il prezzo medio delle vetture è aumentato del 52%, mentre il reddito delle famiglie è cresciuto soltanto del 29%. Un divario che ha origine da cause diverse che si sono intrecciate: le tensioni nelle catene di fornitura seguite alla pandemia, l’inflazione, l’aumento dei costi delle materie prime, il rafforzamento delle dotazioni di sicurezza, l’elettrificazione delle gamme e il progressivo spostamento della domanda verso modelli di fascia superiore.

Nel frattempo si è assistito a una forte crescita della quota di suv e crossover, mentre l’offerta di vetture compatte e più economiche si è andata via via a ridurre. Il risultato è stato un peggioramento significativo del rapporto tra il costo dell’auto e la capacità di spesa delle famiglie italiane.

Elettrico, il prezzo resta il principale ostacolo

Lo studio dedica un focus anche alle motorizzazioni elettrificate. Il principale freno all’acquisto rimane il costo percepito, indicato dal 51% degli intervistati. Seguono la disponibilità delle infrastrutture di ricarica, citata dal 28%, mentre il 7% continua a preferire le motorizzazioni tradizionali per ragioni legate ad abitudine o passione.

L’analisi evidenzia inoltre una correlazione diretta tra diffusione dei veicoli ricaricabili e reddito disponibile. Le regioni con il pil pro capite più elevato, in particolare Lombardia e Veneto, registrano infatti i tassi più elevati di penetrazione delle auto elettrificate.

Noleggio e nuove formule di utilizzo

«L’indagine conferma un dato sempre più evidente: gli italiani continuano ad avere bisogno dell’auto, ma sempre più spesso faticano a sostenerne i costi di acquisto e gestione», è il commento del presidente di Aniasa, Italo Folonari. In questo contesto, secondo l’associazione, il noleggio può rappresentare una risposta per mantenere la mobilità personale attraverso costi prevedibili e programmabili nel tempo.

Secondo Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company e responsabile italiano del settore automotive, il fenomeno riflette l’allargamento del divario tra capacità di acquisto e valore percepito dell’automobile. «Il rinvio dell’acquisto non è un segnale di disinteresse, ma la risposta razionale a un contesto di incertezza economica e a un’offerta che fatica a intercettare i segmenti più sensibili al prezzo», osserva Di Loreto, sottolineando la necessità di sviluppare nuovi modelli di accesso, maggiore flessibilità finanziaria e una gamma di prodotti più accessibile per riportare l’auto alla portata di una platea più ampia di famiglie italiane. (riproduzione riservata)