Auto, mercato italiano +4,8% a ottobre. Ma Stellantis perde il 5,5%: pesano gli stop produttivi della Fiat Pandina
Auto, mercato italiano +4,8% a ottobre. Ma Stellantis perde il 5,5%: pesano gli stop produttivi della Fiat Pandina
Le immatricolazioni salgono a 131.921, trainato dai gruppi cinesi (quasi al 14% di quota). Senza Leapmotor il calo di Stellantis è quasi doppio e arriva al 9,5%. Fiat denuncia problemi nelle forniture che hanno frenato la produzione della Pandina (-29% le vendite a ottobre)

di Andrea Boeris  02/11/2026 18:00

Ftse Mib
49.947,94 17.40.00

+0,90%

Dax 30
25.981,09 18.00.00

+0,63%

Dow Jones
52.089,00 21.36.47

+0,62%

Nasdaq
25.232,74 21.31.41

-0,80%

Euro/Dollaro
1,1193 21.16.37

-0,04%

Spread
113,85 17.29.49

-5,15

Il mercato italiano dell’auto continua a crescere, ma questa volta Stellantis perde terreno mentre l’avanzata dei cinesi prosegue. A ottobre sono state immatricolate 131.921 autovetture, in aumento del 4,8% rispetto alle 125.864 dello stesso mese del 2025, secondo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha invece registrato una flessione del 5,5%, in controtendenza rispetto al mercato, anche a causa dei problemi nelle forniture che hanno rallentato la produzione di alcuni modelli Fiat, a partire dalla Pandina, l’auto più venduta in Italia.

Nei primi dieci mesi del 2026 le immatricolazioni complessive raggiungono 1.400.991 vetture, contro 1.293.406 dello stesso periodo dello scorso anno, con un incremento dell’8,3%. La crescita prosegue quindi, anche se ottobre segna un rallentamento rispetto al +9,9% registrato a settembre. «Il mercato italiano dell'auto mantiene il segno positivo ed è l’undicesimo incremento mensile consecutivo», segnala il Centro Studi Promotor, «ma la crescita rallenta rispetto a settembre» e si accompagna a «un arretramento della fiducia dei concessionari». Unrae, dopo i dati di ottobre, aggiorna però al rialzo la stima di chiusura del 2026, attesa a 1.640.000 unità (+7,5% sul 2025, ma -14,4% sul 2019).

Auto elettriche in crescita, ma la quota scende al 6%. Italia sempre più lontana dall’Europa

Cresce ma perde quote il mercato delle auto elettriche. A ottobre le immatricolazioni di vetture Bev si sono attestate a 7.855 unità, in crescita del 26,5% rispetto allo stesso mese del 2025, secondo i dati di Motus-E. La quota di mercato è però scesa al 6%, contro il 7,6% di settembre e il picco del 10,1% raggiunto a giugno. Nei primi dieci mesi del 2026 le elettriche hanno totalizzato 108.779 immatricolazioni (+62,2%), con una quota del 7,8%.

Il divario con il resto d’Europa rimane molto ampio: a settembre le Bev rappresentavano il 41,7% del mercato francese, il 34,5% di quello tedesco e il 28,4% di quello britannico, contro il 7,6% italiano. «Stiamo diventando un mercato e un’industria auto di Serie B», avverte il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, criticando la mancata destinazione di una parte delle risorse dello scostamento di bilancio a misure per favorire la mobilità elettrica.

A ottobre le autovetture mild e full hybrid sono aumentate del 12,4% rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo una quota di mercato del 48,8%. Nei primi dieci mesi dell’anno sono cresciute del 20%, arrivando al 49,1% del mercato. Secondo Anfia, le immatricolazioni di autovetture ricaricabili (Bev e Phev) sono salite del 57,3% a ottobre, rappresentando il 18,7% del mercato, contro il 12,5% dello stesso mese del 2025.

Stellantis perde il 5,5% e la quota scende al 24,2%

Secondo le elaborazioni di Dataforce, Stellantis, includendo il partner cinese Leapmotor, ha immatricolato 31.865 vetture a ottobre, contro le 33.737 dello stesso mese del 2025. Il calo è del 5,5%, mentre la quota di mercato scende dal 26,8% al 24,2%, con una perdita di 2,6 punti percentuali. Si tratta quindi di una netta inversione rispetto a settembre, quando il gruppo aveva registrato una crescita del 12,6%, superiore a quella dell’intero mercato italiano. In un solo mese la quota di Stellantis è passata dal 27,8% al 24,2%.

Il bilancio dei primi dieci mesi resta comunque positivo. Tra gennaio e ottobre Stellantis, compresa Leapmotor, ha totalizzato 411.825 immatricolazioni, in aumento del 12,1% rispetto alle 367.358 dello stesso periodo del 2025. La quota raggiunge così il 29,4%, contro il 28,4% di un anno prima.

Senza Leapmotor il calo di Stellantis è del 9,5%

Se si esclude il marchio cinese Leapmotor, la flessione dei marchi di Stellantis è ancora più forte. A ottobre le immatricolazioni sono scese da 33.449 a 30.265 vetture, con una contrazione del 9,5%. La quota di mercato passa dal 26,6% al 23%, perdendo 3,6 punti percentuali in un anno. Questa differenza è la conferma di quanto il contributo del costruttore cinese sia diventato importante per i risultati commerciali del gruppo. Leapmotor ha immatricolato 1.600 vetture a ottobre, contro le 288 dello stesso mese del 2025, con una crescita del 455,6%. Un incremento che ha permesso di attenuare la flessione complessiva di Stellantis.

La stessa dinamica emerge nel cumulato. Nei primi dieci mesi, senza Leapmotor, le immatricolazioni dei marchi Stellantis sono cresciute soltanto del 4,7%, a 381.781 vetture, contro il +8,3% dell’intero mercato italiano. La quota si è quindi ridotta dal 28,2% al 27,2%. Includendo il partner cinese, invece, Stellantis continua a crescere più del mercato e a guadagnare quota.

Fiat Pandina -29%, frenata dalla mancanza di componenti

Sul risultato di ottobre pesa il problema produttivo riportato da Stellantis. Il gruppo ha comunicato che la mancata disponibilità di un componente fornito da un’azienda esterna e destinato alla centralina del motore N3 GSE sta provocando importanti blocchi produttivi su alcuni modelli Fiat. Le difficoltà hanno già avuto conseguenze sui volumi e sulla quota di mercato del marchio a ottobre e nel cumulato dell’anno, con un impatto particolarmente significativo sulla Fiat Pandina, che resta il modello più venduto in Italia. A settembre la vettura aveva totalizzato 13.457 immatricolazioni, crollate del 29% a 9.601 a ottobre, secondo i dati del Mit.

Stellantis non ha ancora comunicato quanti veicoli siano stati persi a causa della carenza di componenti, ma ha avvertito che le criticità potrebbero proseguire anche nei prossimi mesi, con possibili ulteriori interruzioni produttive entro la fine dell’anno. Il gruppo sta lavorando per individuare forniture alternative e ripristinare progressivamente la normale operatività.

Cinesi sfiorano il 14% di quota: senza di loro mercato sarebbe in rosso

La crescita del mercato italiano a ottobre è trainata soprattutto dai gruppi cinesi. secondo i dati elaborati da Dataforce, Byd, Saic, Chery e Leapmotor hanno immatricolato oltre 18 mila vetture, più del doppio rispetto a un anno fa, e la loro quota è salita dal 6,2% al 13,8%. Byd a ottobre ha immatricolato 6.058 vetture, in crescita del 17,4% rispetto alle 5.161 di settembre, raggiungendo una quota del 4,5% e il settimo posto tra i marchi più venduti in Italia. Rispetto a ottobre 2025, quando aveva registrato circa 1.700 immatricolazioni, i volumi sono più che triplicati. Nei primi dieci mesi Byd ha totalizzato 47.699 vetture, con una quota del 3,4%. A trainare le vendite sono soprattutto le ibride plug-in, con 4.937 immatricolazioni e il 31,8% del segmento, mentre le elettriche pure si fermano a 1.070 unità, pari al 12,4% del mercato Bev. In forte crescita a ottobre anche MG con 5.358 (+37,92%) e Omoda/Jaecoo con 4.988 (+171,83%).

Nei primi dieci mesi dell’anno «quasi un’auto elettrica su due immatricolata in Italia è di produzione cinese», evidenzia Roberto Vavassori, presidente di Anfia, «una quota altrettanto significativa si registra per le ibride plug-in (Phev), dove i veicoli provenienti dalla Cina rappresentano oltre il 46% delle immatricolazioni. Complessivamente, le auto ricaricabili made in China raggiungono il 47,5% del mercato italiano, confermando quanto ormai pesi la produzione cinese per queste alimentazioni. (riproduzione riservata)