Nuovi tagli in casa General Motors. Il colosso automobilistico statunitense ha avviato il licenziamento di circa 500-600 dipendenti impiegati nelle attività informatiche e tecnologiche, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione orientata all’intelligenza artificiale e alle competenze digitali del futuro. Le riduzioni riguardano soprattutto i poli di Warren, in Michigan, e Austin, in Texas.
La società guidata da Mary Barra ha confermato i tagli senza fornire dettagli geografici precisi, spiegando in una nota che «GM sta trasformando la propria organizzazione IT per posizionare meglio l’azienda per il futuro» e che, nell’ambito di questo processo, «è stata presa la difficile decisione di eliminare alcuni ruoli a livello globale».
L’operazione si inserisce in una fase delicata per l’industria automobilistica americana, stretta tra il rallentamento della domanda di veicoli elettrici, la crescente concorrenza cinese e le pressioni sui margini provocate dai dazi e dall’aumento dei costi per i consumatori. Secondo Patrick Anderson, ceo di Anderson Economic Group, il settore auto «sta subendo forti pressioni» e la mossa di GM rappresenta «un segnale di allerta per molti».
Il gruppo di Detroit non intende ridurre gli investimenti nella tecnologia. Al contrario, mentre elimina posizioni considerate non più strategiche, GM continua a reclutare personale specializzato in AI, software avanzati, motorsport e guida autonoma. Sul sito careers del gruppo risultano infatti aperte decine di posizioni IT, molte delle quali focalizzate proprio sull’AI e sui sistemi digitali di nuova generazione.
La strategia riflette una trasformazione sempre più evidente nell’industria automobilistica globale: meno personale dedicato alle attività tradizionali di sviluppo software e maggiore ricorso a strumenti di AI generativa e automazione del codice. Secondo Sam Abuelsamid, vicepresidente della società di ricerca Telemetry Agency, le case auto stanno valutando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale soprattutto come supporto alla programmazione e allo sviluppo dei sistemi backend, riducendo il fabbisogno di sviluppatori tradizionali.
Negli ultimi anni GM ha accelerato il reclutamento di dirigenti e ingegneri provenienti dalla Silicon Valley per rafforzare le competenze software interne. Una scelta che ha generato anche tensioni con parte dello storico personale tecnico del Michigan. Già nel 2024 Barra aveva chiarito la linea del gruppo. «GM andrà dove si trova il talento», aveva detto, spiegando che il tempo necessario per riqualificare alcune figure interne non è compatibile con la velocità della transizione tecnologica.
I nuovi licenziamenti seguono altre misure di riduzione della forza lavoro già adottate nei mesi scorsi. A marzo GM aveva sospeso temporaneamente 1.300 dipendenti nello stabilimento elettrico Factory Zero tra Detroit e Hamtramck per la debolezza delle vendite di veicoli a batteria. Nell’ottobre scorso il gruppo aveva inoltre tagliato oltre 200 ingegneri Cad e circa 325 dipendenti legati al centro di innovazione IT in Georgia. A fine 2025 GM contava circa 68 mila dipendenti impiegati a livello globale nelle attività impiegatizie e amministrative, di cui circa 47 mila negli Stati Uniti. (riproduzione riservata)