Auto elettriche, mercato mondiale in calo del 2% a settembre ma l’Europa fa il record. Cina -18% e Nord America -44%
Auto elettriche, mercato mondiale in calo del 2% a settembre ma l’Europa fa il record. Cina -18% e Nord America -44%
Le vendite globali di veicoli elettrici e ibridi plug-in scendono a 2,15 milioni di unità, interrompendo sei mesi consecutivi di crescita. Il Vecchio Continente sfiora quota 600 mila immatricolazioni, in aumento del 39%, mentre sul dato mondiale pesano la frenata cinese e la fine degli incentivi negli Stati Uniti

di Andrea Boeris 16/10/2026 09:00

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Il mercato mondiale delle auto elettriche torna a contrarsi dopo sei mesi consecutivi di crescita, ma l’Europa si muove in controtendenza e registra il più alto risultato mensile della propria storia fino a questo momento. A settembre 2026 le vendite globali di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono diminuite del 2% rispetto allo stesso mese del 2025, attestandosi a circa 2,15 milioni di unità. Dietro il dato complessivo ci sono però differenze sempre più forti tra le principali aree geografiche: mentre l’Europa ha sfiorato le 600 mila vetture, con una crescita del 39%, la Cina ha registrato una flessione del 18% e il Nord America è crollato del 44%.

È quanto emerge dai dati di Benchmark Mineral Intelligence, riportati venerdì 16 ottobre da Reuters. Nei primi nove mesi dell’anno le vendite mondiali hanno raggiunto 15,5 milioni di veicoli, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le rilevazioni comprendono sia le auto completamente elettriche (Bev) sia le ibride ricaricabili alla spina (Phev).

Europa da record con quasi 600 mila vetture

Il dato più forte arriva dall’Europa, dove le vendite di auto elettrificate ricaricabili sono aumentate del 39% su base annua, raggiungendo quasi 600 mila unità e superando del 10% il precedente primato mensile registrato a giugno. A trainare il mercato sono state soprattutto le vetture completamente elettriche, cresciute del 50%, mentre le ibride plug-in hanno registrato un incremento del 16%. Il risultato conferma la progressiva espansione del mercato europeo, sostenuta dall’arrivo di nuovi modelli, dagli incentivi ancora disponibili in diversi Paesi e dalla necessità dei costruttori di rispettare gli obiettivi comunitari sulle emissioni di Co2, oltre che dal forte incremento dei prezzi dei carburanti.

L’accelerazione europea coincide con una fase abbastanza delicata per l’industria dell’auto del continente, impegnata nel confronto con Bruxelles sulla revisione delle regole al 2035 e sull’introduzione di nuovi requisiti Made in Europe. La crescita della domanda di veicoli ricaricabili è un’opportunità per i costruttori tradizionali, ma accentua anche la concorrenza dei marchi cinesi, sempre più presenti nei segmenti delle vetture elettriche accessibili.

Tra i gruppi maggiormente esposti ci sono Volkswagen, Renault e Stellantis, che stanno ampliando le rispettive offerte di modelli elettrici di piccole dimensioni. Per il gruppo guidato da Antonio Filosa, in particolare, sta assumendo sempre più importanza la collaborazione con Leapmotor, che nel terzo trimestre ha generato circa il 63% dell’incremento delle consegne Stellantis nell’Europa allargata. Il marchio cinese ha inoltre appena avviato la produzione del suv elettrico B10 nello stabilimento spagnolo di Saragozza.

Cina -18%, Nord America -44%

La situazione è molto diversa in Cina, primo mercato mondiale per i veicoli elettrici, dove le vendite di settembre sono diminuite del 18% a circa 1,11 milioni di unità. La contrazione riflette il rallentamento della domanda interna e un contesto competitivo sempre più difficile per i costruttori locali, impegnati da tempo in una guerra dei prezzi che comprime i margini.

Per gruppi come Byd e Leapmotor, la crescente pressione sul mercato domestico rafforza l’esigenza dell’espansione internazionale, soprattutto in Europa, dove entrambi stanno aumentando la presenza commerciale e industriale. Byd ha già avviato un programma di localizzazione produttiva nel continente, con l’avvio della produzione in Ungheria, e sta valutando ulteriori investimenti, anche in Francia.

Ancora più evidente è la flessione del Nord America, dove le vendite sono diminuite del 44% su base annua. Sul mercato statunitense pesa soprattutto l’effetto del confronto con settembre 2025, quando gli automobilisti avevano anticipato gli acquisti per beneficiare degli ultimi incentivi federali all’acquisto di veicoli elettrici.

Il venir meno di questi sostegni, insieme al cambiamento dell’indirizzo regolatorio americano sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump, ha modificato le prospettive della domanda e le strategie industriali dei costruttori. Per Tesla, General Motors, Ford e Stellantis il rallentamento impone una maggiore attenzione alla redditività dei modelli elettrici e alla capacità di adattare gli investimenti all’effettiva evoluzione del mercato.

La transizione elettrica procede a velocità diverse

Le differenze tra le tre principali aree sono un elemento che conferma una regionalizzazione sempre più evidente dei diversi mercati e questo può complicare le strategie dei costruttori globali, chiamati a conciliare la crescita della domanda europea con il rallentamento americano e la crescente pressione competitiva in Cina. La sfida si sposta così sulla capacità di ridurre i costi delle batterie, localizzare la produzione e rendere redditizi gli investimenti. (riproduzione riservata)