Auto elettriche, la Cina rallenta e l’Europa accelera: come cambia la geografia della crescita globale
Auto elettriche, la Cina rallenta e l’Europa accelera: come cambia la geografia della crescita globale
Nei primi cinque mesi del 2026 le vendite globali di Bev e Phev salgono del 3,5%. La Cina è in calo di oltre il 10% mentre l’Europa sale del 27,5%. Byd perde quota mentre Volkswagen e Tesla crescono

di Andrea Boeris 08/07/2026 10:10

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La geografia mondiale dell’auto elettrica sta cambiando. La crescita delle vendite prosegue, ma lo fa con ritmi e protagonisti diversi rispetto al passato. Dopo anni di dominio incontrastato della Cina, ora è l’Europa a guidare la nuova fase di espansione del mercato, mentre emergono nuovi poli di sviluppo in Asia e nei mercati emergenti. A spiegarlo è l’ultima analisi di Sne Research sulle consegne globali di veicoli elettrici (Bev e Phev) nei primi cinque mesi del 2026.

Nel periodo gennaio-maggio sono stati consegnati complessivamente 7,754 milioni di veicoli elettrici, in crescita del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento positivo, ma decisamente più contenuto rispetto agli anni precedenti, perché è frenato soprattutto dal rallentamento della Cina.

La Cina perde terreno

Il principale mercato mondiale dell’auto elettrica ha registrato una flessione del 10,4%, con le consegne scese a 4,163 milioni di unità. Di conseguenza, il peso della Cina sul mercato globale è diminuito dal 62% al 53,7%, segnando una delle prime riduzioni significative della sua quota dopo anni di crescita ininterrotta.

Il rallentamento della domanda domestica sta incidendo anche sui principali costruttori cinesi, che tradizionalmente sono molto dipendenti dal mercato interno, costringendoli ad accelerare i piani di espansione internazionale, soprattutto verso l’Europa.

Il Vecchio Continente torna protagonista

A compensare la frenata cinese è proprio l’Europa, dove le consegne di auto elettriche sono aumentate del 27,5%, raggiungendo 1,988 milioni di unità. La quota del continente sul mercato mondiale è così salita dal 20,8% al 25,6%. Il recupero è sostenuto dall’ampliamento della gamma elettrica dei costruttori europei, dall’arrivo di nuovi modelli e dall’accelerazione dei programmi di elettrificazione delle principali case automobilistiche, oltre che da un boom di domanda legato all’aumento dei prezzi dei carburanti causato dalla guerra con l’Iran.

Ancora più decisa è però la crescita dell’Asia esclusa la Cina, dove le consegne sono balzate del 75% a 747 mila unità, facendo salire la quota globale dal 5,7% al 9,6%. Anche i mercati emergenti mostrano un’accelerazione significativa, con vendite in aumento del 139,4% a 339 mila veicoli. In controtendenza il Nord America, dove le consegne sono diminuite del 27,6% a 517 mila unità, riducendo la quota mondiale dal 9,5% al 6,7%. Secondo Sne Research, pesano l’incertezza sulle politiche di sostegno alla mobilità elettrica e il rallentamento della domanda negli Stati Uniti.

Byd resta leader ma perde quota, Tesla e Volkswagen crescono

Per quanto riguarda i costruttori, Byd conserva il primato mondiale con 1,157 milioni di veicoli consegnati, ma vede indebolirsi la propria leadership. Le vendite sono diminuite del 21,5% e la quota di mercato è scesa dal 19,7% al 14,9%, penalizzata soprattutto dalla debolezza del mercato cinese. Alle sue spalle si conferma Geely con 779 mila consegne (-3,9%), mentre Tesla è tra i gruppi che mostrano la dinamica migliore tra i grandi costruttori: le consegne sono cresciute del 9,9% a 601 mila unità, con una quota di mercato risalita dal 7,3% al 7,7%.

Beneficia della ripresa europea anche Volkswagen, che ha raggiunto 542 mila consegne (+2,5%). Tra i marchi in maggiore crescita ci sono poi Hyundai (+24,3% a 303 mila unità), Chery (+26,2% a 299 mila) e soprattutto Leapmotor, il partner cinese di Stellantis che mette a segno un balzo del 51,4%, arrivando a 236 mila veicoli.

Il mercato è sempre più frammentato, dicono gli esperti

L’analisi evidenzia anche una crescente frammentazione del settore. I costruttori al di fuori della top ten hanno consegnato complessivamente 2,825 milioni di veicoli, con una crescita del 12,9%, aumentando la loro quota dal 33,4% al 36,4%. Secondo Sne Research, la fase in cui pochi grandi gruppi dominavano la transizione verso l’elettrico sta per ora lasciando spazio a un mercato più competitivo e regionale, nel quale saranno determinanti la presenza internazionale, la localizzazione della produzione e la resilienza delle catene di approvvigionamento.

La prossima sfida, secondo gli esperti, sarà conquistare nuovi clienti fuori dai mercati domestici e trasformare l’auto elettrica da semplice motore di crescita a terreno di competizione industriale globale. (riproduzione riservata)