Auto elettriche, in Italia nel 2035 saranno fino a 11 volte le attuali. Con risparmi di petrolio miliardari
Auto elettriche, in Italia nel 2035 saranno fino a 11 volte le attuali. Con risparmi di petrolio miliardari
Secondo il nuovo Libro Bianco di Motus-E, il parco circolante di elettriche e plug-in nel 2035 potrebbe superare i 9 milioni. Questo ridurrà le importazioni di petrolio fino a 41,5 milioni di barili l’anno: risparmio stimato tra 2,4 e 2,9 miliardi annui

di Andrea Boeris  16/06/2026 16:30

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L’Italia potrebbe arrivare al 2035 con un parco circolante di veicoli elettrici e plug-in superiore a 9 milioni di unità, partendo dagli 830 mila attuali. È la fotografia che emerge dal nuovo «Libro Bianco sulla mobilità elettrica» di Motus-E, presentato martedì 16 a Roma.

Alla presentazione del Libro Bianco hanno preso parte anche i ministri Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente) e Adolfo Urso (Imprese), oltre che Philippe Lamberts, consigliere della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per le politiche energetiche e il Green Deal.

Due scenari, una certezza: la crescita sarà imponente

L’associazione della filiera elettrica ha costruito l’analisi attorno a due scenari distinti, tenendo conto dell’incertezza normativa che continua a pesare sul settore. Nello scenario conservativo - che ipotizza la continuità del quadro legislativo vigente, l’assenza di incentivi statali per i veicoli leggeri e un’attivazione solo parziale dei fondi Pnrr per le infrastrutture di ricarica - il parco circolante raggiungerebbe 4,6 milioni di veicoli full electric e 3,2 milioni di ibridi plug-in entro il 2035. Complessivamente 7,8 milioni di veicoli a basse emissioni: oltre nove volte e mezza il livello attuale, con un incremento di quasi l’840%.

Nello scenario accelerato - che prevede incentivi strutturali per i cittadini, un mandato al 100% a zero emissioni per le flotte aziendali e pieno utilizzo dei finanziamenti europei - si arriverebbe inve e a 6,8 milioni di full electric e 2,4 milioni di plug-in, per un totale di 9,2 milioni di veicoli.

Il nodo infrastrutturale: quante colonnine nel 2035?

La crescita dei veicoli dovrà essere accompagnata da un’adeguata espansione della rete di ricarica. Oggi l’Italia conta oltre 78 mila punti di ricarica a uso pubblico. Al 2035, secondo Motus-E, se ne conteranno tra i 133 mila dello scenario conservativo (con il 53% in corrente alternata, il 30% di tipo veloce fino a 149 kW e il 17% ultraveloce) e i 164 mila dello scenario accelerato. A questi si affiancheranno tra 3,3 e 3,5 milioni di punti di ricarica privati, per lo più domestici.

L’impatto energetico: meno petrolio con risparmi vicini ai 3 miliardi annui

L’aumento della domanda di elettricità per la ricarica si collocherebbe tra i 15,2 e i 17,6 TWh, un livello ritenuto pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale. Il beneficio più rilevante riguarda però la bilancia energetica: nei due scenari l’Italia eviterebbe rispettivamente un consumo di circa 34,6 e 41,5 milioni di barili di petrolio all’anno al 2035, per un risparmio stimato tra 2,4 e 2,9 miliardi di euro annui.

Questi dati acquistano ulteriore peso alla luce delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. «La crisi mediorientrale e lo shock petrolifero che ne è conseguito hanno ricordato a tutti l’urgenza di un approccio realmente strategico al tema della sicurezza energetica», ha sottolineato il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, aggiungendo che la mobilità elettrica rappresenta «una risorsa indispensabile» per perseguire una maggiore sovranità energetica nazionale.

I 14 miliardi europei come banco di prova

Sullo sfondo resta il ritardo strutturale dell’Italia: nel primo trimestre del 2026, la quota di mercato delle auto elettriche si è fermata all’8%, contro una media europea del 20%. Un gap che rende ancora più strategico l’utilizzo dei 14 miliardi di euro messi a disposizione dall’Europa per accelerare la transizione energetica.

«È essenziale che la flessibilità concessa da Bruxelles sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese», ha aggiunto Pressi, indicando nel triplice obiettivo - ovvero sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili - la bussola con cui orientare l’allocazione delle risorse. (riproduzione riservata)