Auto elettriche, in Germania crolla il divario di prezzo con quelle a benzina e diesel
Auto elettriche, in Germania crolla il divario di prezzo con quelle a benzina e diesel
Secondo il Center Automotive Research di Bochum nel 2025 il sovrapprezzo delle elettriche scende a soli 1.340 euro medi e la quota di mercato supera il 22% anche senza incentivi statali

di Andrea Boeris  01/01/2026 13:54

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Nel 2025 il mercato tedesco dell’auto, il più importante in Europa, ha segnato un punto di svolta nel confronto tra vetture elettriche e modelli a combustione. Secondo un’analisi del Center Automotive Research (Car) di Bochum, rilanciata dall’agenzia Dpa, il divario di prezzo tra le due tecnologie si è drasticamente ridotto nel corso dell’anno che si è appena concluso grazie esclusivamente alle forze di mercato.

Se a inizio 2025 un’auto elettrica costava in media oltre 7.300 euro in più rispetto a un modello termico equivalente, a dicembre il differenziale si è ridotto a circa 1.340 euro.

Prezzi più bassi aiutano le vendite di auto elettriche

Il recupero delle elettriche si è riflesso anche nelle vendite. La quota di mercato delle auto a batteria è salita da poco più del 13% a oltre il 22% a fine anno, nonostante l’assenza di incentivi statali all’acquisto. Un dato rilevante, perché nel 2025 in Germania non si è registrato né un ampliamento significativo delle infrastrutture di ricarica né il ritorno di bonus pubblici.

Per la sua analisi il Car ha preso in esame i prezzi dei 20 modelli più importanti, sia elettrici sia a combustione. Ne emerge che i costruttori hanno applicato sconti medi del 18,1% sui listini delle elettriche e del 19,3% su quelli delle auto tradizionali, segno di una competizione ormai giocata soprattutto sul prezzo finale.

Per alcuni modelli la parità di prezzo è quasi raggiunta

Secondo il direttore del Car, Ferdinand Dudenhöffer, per alcuni modelli la parità di prezzo è quasi raggiunta: è il risultato delle economie di scala sempre più favorevoli per le elettriche e del calo dei costi delle materie prime, in particolare per le batterie. In questo contesto, eventuali nuovi incentivi pubblici sarebbero superflui e rischierebbero solo di generare effetti di trascinamento artificiali.

Guardando al 2026, Dudenhöffer prevede un’ulteriore crescita della quota di mercato delle elettriche. Continueranno infatti a valere i limiti sulle emissioni di Co2 per le flotte dei costruttori e arriveranno nuovi modelli strategici, mentre i produttori cinesi intensificheranno l’export verso l’Europa. (riproduzione riservata)