Auto cinesi, l’Ue prepara limiti all’import delle ibride: Stellantis e l’intero settore salgono in borsa
Auto cinesi, l’Ue prepara limiti all’import delle ibride: Stellantis e l’intero settore salgono in borsa
Bruxelles prepara una stretta sulle ibride e valuta un tetto temporaneo agli ingressi mentre i marchi cinesi sfiorano il 12% del mercato europeo. Il dossier è sul tavolo dei negoziati con Pechino

di Andrea Boeris 07/10/2026 15:00

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L’Europa prepara una nuova stretta sulle auto cinesi e i costruttori europei festeggiano in borsa. Secondo Bloomberg, l’Unione Europea sta valutando un tetto alle importazioni di vetture ibride prodotte in Cina, con l’obiettivo di proteggere l’industria del continente e riequilibrare gli scambi commerciali con Pechino. L’indiscrezione sostiene il comparto automobilistico, che nella giornata di mercoledì 7 si muove in controtendenza rispetto ai listini europei: Renault guadagna il 4%, Porsche il 3%, Stellantis e Volkswagen il 2%.

Il progetto, riferisce Bloomberg citando persone a conoscenza del dossier, prevederebbe restrizioni temporanee. Non si tratta però ancora di una decisione definitiva e i piani potrebbero cambiare in funzione dell’esito delle interlocuzioni tra Bruxelles e Pechino. 

I marchi cinesi sfiorano il 12% del mercato europeo

Mentre l’Ue studia la nuova contromisura i produttori cinesi stanno continuando a conquistare spazio in Europa. Secondo i dati riportati da Bloomberg, ad agosto i marchi del Paese asiatico, tra cui Byd, hanno raggiunto una quota record vicina al 12% delle vendite di auto nuove nella regione. Nel segmento delle ibride plug-in, la loro presenza è ancora più evidente e rappresenta ormai quasi un terzo delle vendite. 

L’espansione delle ibride ha iniziato ad aumentare dopo l’introduzione dei dazi aggiuntivi europei sulle elettriche prodotte in Cina. Le vetture ibride non sono colpite da quelle tariffe e restano quindi soggette al normale dazio d’importazione del 10%. Secondo quanto riportato dal Financial Times a settembre, le importazioni di ibride dalla Cina sono passate da circa 3.800 unità nell’ottobre 2024 a 50 mila nel luglio 2026, mentre i prezzi medi sono diminuiti.

Il dossier sul tavolo dei negoziati con Pechino

Il possibile tetto alle auto ibride cinesi si inserisce nel confronto sul disavanzo commerciale europeo con la Cina. Il commissario al Commercio Maros Sefcovic incontrerà il ministro cinese Wang Wentao giovedì 8 e venerdì 9 ottobre e Bruxelles punta a ottenere impegni concreti da presentare ai leader europei al vertice del 15 e 16 ottobre.

La Commissione chiede una maggiore apertura del mercato cinese alle imprese europee e limiti ad alcune esportazioni. Il deficit negli scambi di beni supera il miliardo di euro al giorno. 

La borsa scommette sulla protezione dei costruttori europei

La reazione dei titoli suggerisce che gli investitori leggano l’ipotesi di restrizioni come un possibile sostegno ai produttori europei, sottoposti alla crescente concorrenza cinese sui prezzi e sulla tecnologia. Restano però da definire eventuali elementi decisivi della misura: il livello del tetto, la durata delle restrizioni e le modalità di applicazione. Per il settore, il prossimo passaggio sarà quindi l’esito dei negoziati, perché un accordo con Pechino potrebbe modificare il percorso delle misure che Bruxelles sta preparando. (riproduzione riservata)