Attacco-difesa, il nuovo modulo che guida Banca Generali
Attacco-difesa, il nuovo modulo che guida Banca Generali

di di Paola Valentini 24/04/2026 20:00

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Accade davvero poche volte che i mercati diano due letture opposte del contesto. Ma quella attuale è una di queste occasioni: le borse sui massimi e i bond che scendono raccontano due storie diverse. Un contesto causato dalla grande incertezza dettata dal conflitto in Iran e dagli impatti, tutti da decifrare, su inflazione e tassi. In questo scenario Banca Generali ha dovuto aggiornare le sue strategie di investimento che sono state illustrate agli oltre 2.400 banker del gruppo dai due vicedirettore generali Andrea Ragaini e Marco Bernardi in un roadshow appena concluso con tappe in tutta Italia. E che Ragaini racconta ora a MF Milano Finanza in questa intervista.

L'evoluzione dell'offerta di Banca Generali

Domanda. Come state cambiando l’offerta?

Risposta. Abbiamo rivisto e ampliato l’offerta, anche alla luce del contesto attuale caratterizzato dalla guerra e da un’evoluzione significativa dei mercati. Abbiamo presentato nuove strategie sia in ambito assicurativo sia attraverso nuovi comparti. Sono state lanciate quattro nuove soluzioni con l’obiettivo di cogliere le opportunità dei mercati finanziari, lavorando in particolare su un maggiore investimento in azioni nei portafogli, mantenendo al tempo stesso componenti di protezione del capitale. Le famiglie italiane hanno storicamente una quota troppo bassa di azionario nei propri investimenti. Da cinque anni stiamo lavorando proprio per aumentare progressivamente la componente equity nei portafogli.

La strategia step-in equity e la protezione del capitale

D. Cosa state facendo in quest’ambito?

R. Abbiamo introdotto lo step-in equity, una soluzione che parte da un’allocazione iniziale 100% obbligazionaria e che, nell’arco di cinque anni, si trasforma progressivamente fino a diventare 100% azionaria. Il gestore accompagna questa crescita dell’esposizione azionaria con una strategia attiva. Il fondo investe in un portafoglio costruito sulle migliori strategie dei nostri team di gestione e advisory, anche industriali, con competenze su intelligenza artificiale, medtech, blockchain e altre tematiche innovative sviluppate insieme a professori universitari ed esperti internazionali. Si tratta di un portafoglio di grandi visioni costruito su competenze globali. La vera novità è che offriamo alla scadenza dei cinque anni la protezione integrale sul capitale investito. Quindi 100% della partecipazione e 100% di protezione del capitale. Siamo gli unici a farlo sul mercato.

D. Come funziona concretamente questa protezione?

R. Il meccanismo è molto chiaro. Pensiamo a un investimento di 10 mila euro. Se, ad esempio, alla scadenza dei cinque anni il portafoglio sottostante fosse cresciuto fino a 14 mila euro, il cliente parteciperà interamente alla crescita: il valore finale del suo portafoglio sarà quindi 14 mila euro. Se invece il valore scendesse a 9 mila euro, viene comunque garantita la restituzione di 10 mila euro. È quindi una combinazione tra crescita e protezione. È un concetto innovativo e, al momento, unico sul mercato. In fasi come quella attuale è davvero utile poter proporre ai clienti di investire in azioni ed avere contemporaneamente a scadenza la protezione del capitale investito. Ma più in generale abbiamo adottato un nuovo approccio che si ispira ai grandi investitori globali, come i family office.

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Il modello dei family office e la logica attacco-difesa

D. Ovvero?

R. Abbiamo analizzato più di 8 mila family office nel mondo, che investono unitariamente quasi 600 milioni dollari. Il rendimento a 10 anni negli ultimi 30 anni è stato di poco inferiore al 10% con una volatilità dell’8%: di fatto un raddoppio del capitale ogni sette anni. Il segreto? Gli 8 mila family office investono circa il 50% del portafoglio di azioni globali, a cui si somma circa il 15% di private equity ed il 15% di hedge fund. Il rischio principale presidiato è l’inflazione e la svalutazione della moneta nel tempo. Per questo abbiamo costruito una struttura di portafoglio basata su una logica di attacco e difesa: l’attacco è rappresentato dalle strategie azionarie, tra cui lo step-in, mentre la difesa da obbligazioni, strumenti alternativi e soluzioni a capitale protetto.

Le novità nel comparto obbligazionario

D. Quali sono le novità nell’obbligazionario?

R. Nell’area obbligazionaria abbiamo lanciato un fondo target date con scadenza 2032, strutturato con la nostra società lussemburghese e sviluppato con Jp Morgan Asset Management. Cogliendo le opportunità del rialzo dei tassi nelle prime settimane di marzo, abbiamo chiuso operazioni di swap che ci consentono ora di presentare un fondo con un rendimento effettivo al netto dei costi del 4%, con una fiscalità del 12,5%.

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D. Che ruolo hanno questi partner internazionali nella gamma obbligazionaria?

R. Abbiamo ampliato l’offerta con il fondo Financial Income di Algebris Investments, che non investe solo in subordinati finanziari ma anche in azioni di banche europee, con esposizione equity che può arrivare fino al 40% o al 60%. Inoltre abbiamo il Pimco Strategic Income, che è composto per circa il 75% dalle obbligazioni del blasonato fondo Pimco Income  e per il 25% da una strategia azionaria sistematica su titoli europei ad alto dividendo. Questa combinazione consente performance nel tempo superiori a quelle del solo comparto obbligazionario.

 

La guida per i portafogli in un contesto di incertezza

D. Qual è il messaggio di fondo di questa evoluzione?

R. In un contesto caratterizzato da debito globale e massa monetaria in forte crescita, i portafogli non possono più essere costruiti con una componente preponderante in strumenti obbligazionari. Serve inserire una componente di attacco che solo l’azionario può offrire. L’epoca che viviamo è e sarà caratterizzata da tanta incertezza. I clienti hanno bisogno di una guida che non solo sappia evitare una eccessiva emotività nei momenti di tensione come quelli che stiamo vivendo oggi, ma sappia anche accompagnarli in una nuova modalità di costruire i propri portafogli. (riproduzione riservata)