Molti supermercati europei hanno subito un attacco hacker che ha innalzato la temperature dei frigoriferi fino a 50 gradi, rovinando tonnellate di cibo. Ma non è la prima volta che i pirati del web attaccano i sistemi di refrigerazione: un episodio simile era successo in Francia all’inizio di ottobre, mentre ad agosto era toccato ai congelatori di una base Usa. Ma se perfino il Pentagono è stato colpito dagli hacker, i sistemi elettronici delle abitazioni private sono al sicuro?
Tra i dispositivi intelligenti connessi a Internet presenti in casa ci possono essere frigoriferi, impianti di riscaldamento centralizzato e perfino le lavatrici. E quindi, essendo presente una connessione alla rete, teoricamente qualsiasi hacker potrebbe entrare e modificare le impostazione del dispositivo. Ma non è così facile.
Una volta all'interno di un dispositivo, un pirata del web può fare una di queste due cose: raccogliere informazioni, per poi rivenderle, o assumere il controllo del dispositivo. Ad esempio, una telecamera può mostrare l'interno di una casa e un router compromesso può esporre tutto ciò che transita attraverso la rete.
Tecnicamente anche le reti elettriche e idriche potrebbero essere colpite, ma queste presentano molteplici livelli di sicurezza, monitoraggio e regolamentazione che non sono presenti nei dispositivi di consumo.
Ciaran Martin, ex amministratore delegato del National Cyber Security Centre del Regno Unito, ha affermato alla Bbc che i produttori devono fare di più per rendere sicuri i dispositivi connessi: «Dobbiamo chiedere molto di più alle grandi aziende tecnologiche, soprattutto per ottenere dispositivi e prodotti più sicuri fin dall'inizio».
Per il cittadino comune, gli esperti di sicurezza informatica raccomandano di cambiare le password predefinite, di abilitare l'autenticazione a due fattori laddove disponibile e di installare regolarmente gli aggiornamenti software. (riproduzione riservata)