Atletica, ecco chi sono e quanto guadagnano i campioni azzurri che hanno vinto l’Europeo
Atletica, ecco chi sono e quanto guadagnano i campioni azzurri che hanno vinto l’Europeo
L’Italia trionfa a Birmingham 2026 con 22 medaglie, di cui 10 ori. Ma il metallo più prezioso non vale nulla dal punto di vista economico, tranne che per Stano e Fiorini. Le maggiori entrate degli atleti sono dovute alle sponsorizzazioni e a specifici meeting

di Alessandro Rigamonti 17/08/2026 14:17

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Vincere il medagliere di un Europeo è complicato. Farlo per due edizioni consecutive, battendo i padroni di casa all’ultima gara, è un’impresa. L’Italia dell’atletica leggera sta vivendo la miglior stagione della sua storia recente e con 22 medaglie, di cui 10 ori, si è confermata la nazione più forte del Vecchio continente alla rassegna continentale di Birmingham, arrivando davanti alla Gran Bretagna e alla Germania. E la Federazione italiana di atletica può sorridere anche per un altro motivo: vincere attira sempre più ragazzi verso la pista rossa.

Chi ha guadagnato dagli europei

Ma i trionfi degli sportivi azzurri, da Larissa Iapichino a Massimo Stano, da Gianmarco Tamberi a Nadia Battocletti – che hanno tenuto davanti alla tv quasi due milioni di spettatori – non valgono quasi nulla dal punto di vista economico. Questo perché, a differenza di Olimpiadi e Mondiali, le medaglie degli Europei non prevedono premi in denaro per tutti. La precisazione è d’obbligo perché, dalla scorsa edizione, viene dato un assegno da 50 mila euro a ciascuno dei dieci atleti che hanno registrato la migliore performance in finale. Ad ogni corsa, salto o lancio è assegnato un punteggio a seconda del risultato. Ad esempio, correre i 400 ostacoli in 46.63 secondi vale 1303 punti. Un risultato che, secondo le tabelle della federazione mondiale, è migliore di un 10.09 secondi nei 100 metri, che vale «solamente» 1.178 punti.

Tra i dieci migliori atleti, vincitori della cosiddetta «Gold Crown», ci sono anche due italiani: i marciatori Massimo Stano e Sofia Fiorini che hanno vinto le loro rispettive maratone. Per Fiorini, classe 2004, si tratta del primo grande successo nelle competizioni seniores e torna a casa con 50 mila euro in più, dopo aver superato il precedente record europeo di quasi otto minuti. Invece, per il pugliese Stano non si tratta del primo trionfo internazionale. Nel 2021 aveva vinto la 20 chilometri di marcia alle Olimpiadi di Tokyo, incassando dal comitato olimpico italiano (Coni) 180 mila euro, e l’anno dopo con l’oro nella 35 chilometri ai mondiali di Eugene aveva aggiunto altri 70 mila euro al montepremi complessivo.

Le entrate dei campioni azzurri

La maggior parte dei campioni azzurri dell’atletica leggera fa parte di gruppi sportivi militari o civili appartenenti allo Stato. C’è chi gareggia per la Guardia di Finanza nelle Fiamme Gialle, chi per la Polizia di Stato con le Fiamme Oro, oppure qualcuno nell’Aeronautica. Lo stipendio quindi di campioni come Leonardo Fabbri o Dariya Derkach è quello di un poliziotto o di un aviere e si aggira tra i 1.400 e i 1.800 euro netti al mese. 

Quindi, la maggior parte delle entrate per gli atleti famosi a livello mondiale deriva dalle vittorie e dalle sponsorizzazioni. Il torneo più importante per il portafoglio degli atleti è la Diamond League. Questa è una sorta di «Champions League» dell’atletica, nata nel 2010, composta quest’anno da 15 meeting sparsi in giro per il mondo. Ogni singola tappa assegna premi fino all’ottavo posto e il vincitore si porta a casa 10 mila dollari. Invece, la vittoria nella finalissima che assegna il trofeo garantisce un premio di 30 mila dollari.

Passando alle sponsorizzazioni. Gli sportivi più vincenti sono anche quelli chiamati da vari marchi tecnici, come Adidas o Nike, oppure da brand internazionali per diventare il volto di un determinato prodotto. Tra gli atleti azzurri più forti della storia italiana c’è sicuramente il saltatore in alto Gianmarco Tamberi. Dal 2021 al 2025, «Gimbo» ha vinto le Olimpiadi di Tokyo del 2021, gli Europei di Monaco 2022, Roma 2024 e Birmingham 2026, oltre al Mondiale di Budapest del 2023. Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, la sua società Dream srl, che si occupa dei diritti d’immagine del saltatore, dal 2021 al 2025 ha chiuso i bilanci sempre in utile, accumulando un totale di 6,4 milioni di profitti.

La federazione italiana

I meriti dei risultati di Birmingham sono da condividere anche con la federazione italiana di atletica leggera (Fidal), che negli ultimi anni, anche grazie ai ricchi medaglieri, ha visto un aumento delle entrate: nel 2019, l’anno prima del Covid, i ricavi della produzione ammontavano a 29,3 milioni di euro. Nel 2025, l’ultimo bilancio disponibile, la cifra è salita a 38,3 milioni di euro. La maggior parte delle entrate riguarda i contributi provenienti da Sport e Salute, società pubblica che si occupa dello sviluppo dello sport, però anche la quota degli associati ha un ruolo importante e si aggira intorno ai 4 milioni.

Inoltre, negli ultimi anni la Fidal ha registrato un boom di iscrizioni: nel 2019 si contavano 217 mila atleti tesserati alla federazione. Dopo l’exploit olimpico e le vittorie ai Mondiali e agli Europei, la quota è salita a 249 mila iscritti. Un aumento del 14,8% in soli 6 anni. (riproduzione riservata)