Le assicurazioni italiane vanno protette «dalle incursioni straniere nel nostro territorio» e dalla «concorrenza sleale» dall'estero. Lo ha detto a chiare lettere il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani intervenendo ieri dal palco dell'assemblea Ania. E a breve distanza il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in un messaggio video inviato al presidente dell’associazione delle imprese assicurative, Giovanni Liverani, ha ribadito il concetto: il governo «farà la sua parte» nel rendere le condizioni di mercato favorevoli per gli investimenti delle compagnie di assicurazione nel Paese e tra i modi in cui potrà contribuire, ci sarà il fatto di «non rimanere indifferente, quando occorre, all’evoluzione degli assetti proprietari».
I due ministri non hanno fatto riferimenti espliciti alle imprese ma il pensiero è andato naturalmente a Generali assicurazioni, interessata dalle manovre finanziarie in atto in questi mesi sul mercato: l’opas annunciata da Intesa Sanpaolo su Mps-Mediobanca porta direttamente al 13% detenuto da Piazzetta Cuccia nel Leone. Mentre nel mercato sono circolate voci di un possibile interessamento di Unicredit (già azionista con l’8,8%) alla partecipazione detenuta da Delfin in Generali (10,15%). E sullo sfondo resta la proposta per una fusione alla pari lanciata da Banco Bpm a Mps che porterebbe sempre al Leone, con la francese Crèdit Agricole primo azionista di Piazza Meda.
Il governo è pronto quindi ad alzare uno scudo difensivo sul settore con le assicurazioni che, come ribadito nei messaggi inviati ad Ania dal presidente della Repubblica, Giorgio Mattarella, e dalla premier, Giorgia Meloni, hanno un ruolo fondamentale per l’economia italiana, per le imprese e per le famiglie.
I numeri li ha dati il presidente dell’Ania, Liverani: solo nell’ultimo anno il settore ha erogato a imprese e famiglie 42 miliardi di euro, di cui 27 per risarcire gli oltre 18 milioni di clienti danneggiati e 15 milioni per polizze di rischio legate alla vita umana, nonché ha trasferito circa 93 miliardi ai suoi clienti sotto forma di rendite, riscatti e prestazioni di altro genere nell’ambito della gestione finanziaria Vita.
Le assicurazioni contribuiscono con circa 14 miliardi alle entrate fiscali dello Stato e sono il primo investitore privato dell’Italia, con oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi dei quali circa un quarto nel debito pubblico tricolore. «Quota che è però scesa nel 2025 sia in valore assoluto sia in percentuale», ha puntualizzato Giorgetti, «nonostante l’accresciuta solidità del Paese».
In ballo, come rivelato da MF-Milano Finanza lo scorso 4 giugno, c’è anche il test sui Btp, con Ivass che ha chiesto alle big di stimare l’impatto se i titoli del debito pubblico non fossero più risk free. Scenario che ha sollevato più di qualche perplessità, anche se le compagnie coinvolte sarebbero solo quelle che utilizzano il modello interno.
In ogni caso, le assicurazioni sono pronte a fare di più per il Paese, ha aggiunto Liverani, avanzando proposte concrete: dopo l’introduzione dell’obbligo di una polizza sulle catastrofi naturali per le imprese serve estendere al più presto l'obbligo di assicurazione anche alle abitazioni private, «partendo da quelle che negli ultimi anni hanno beneficiato di consistenti incentivi pubblici per la riqualificazione edilizia», ha detto il presidente dell’Ania. L'idea è quella di introdurre, nel tempo, un criterio analogo a quello già previsto per l'Attestato di prestazione energetica (Ape): la copertura assicurativa potrebbe cioè diventare un elemento da attestare negli atti amministrativi relativi agli immobili, accompagnando gradualmente la diffusione delle polizze.
Proposta su cui è arrivato un segnale di apertura da parte del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: «Possiamo fare di più sul patrimonio abitativo e si deve fare di più», ha dichiarato ricordando che «un primo passo è già stato compiuto prevedendo l'obbligo assicurativo per gli immobili che hanno beneficiato del Sismabonus».
Sul fonte pensionistico Ania ha invece lanciato l’idea di un intervento simbolico dal forte valore educativo: un contributo dello Stato di 100 euro destinato a tutti i ragazzi al compimento dei diciotto anni, vincolato all'investimento in un fondo pensione o in una polizza previdenziale.
Mentre in ambito sanitario, dove oggi gli italiani pagano di tasca propria 42 miliardi di euro per cure private, il suggerimento di Ania è di incentivare l’intermediazione da parte di assicurazioni e fondi sanitari. La strada potrebbe essere quella di prevedere «incentivi fiscali a polizze che prevedono l’annullamento di scoperture e franchigie per il rimborso delle prestazioni effettuate nelle strutture pubbliche in regime di prestazione intramuraria. Si tratterebbe di «una sorta di super convenzione con le assicurazioni, che consentirebbe agli ospedali pubblici di eccellenza di intercettare risorse che già oggi i cittadini spendono comunque», ha spiegato Liverani.
L’importante è che le assicurazioni proseguano nella direzione di offrire prodotti assicurativi «più semplici e più facili da comprendere, accompagnati da una valida consulenza a cittadini e imprese da parte dei distributori», ha aggiunto il presidente dell'Ivass e direttore generale di Banca d’Italia, Paolo Angelini. In tema Rc Auto, la proposta è arrivata infine dal ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, intenzionato a contrastare l'elusione con le auto senza assicurazione che, secondo il ministero, sarebbero 9 milioni su un totale di 47 milioni. «Potremo lavorare con Ania per sanare questa profonda ingiustizia e ridurre i premi per tutti», ha detto Salvini. (riproduzione riservata)