Assicurazioni, attacco all’Rc Auto. Ecco le manovre in atto per ridurre i prezzi delle polizze
Assicurazioni, attacco all’Rc Auto. Ecco le manovre in atto per ridurre i prezzi delle polizze
Antitrust e Ivass scendono in campo contro i nodi del settore e il ministro Matteo Salvini dichiara guerra a 9 milioni di vetture senza polizza. Nel confronto europeo le tariffe italiane sono scese, ma restano care

di di Anna Messia 03/07/2026 21:30

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Come le bollette della luce o quelle del gas, anche le polizze Rc Auto sono spesso una delle voci incisive nella spesa delle famiglie italiane. Nel 2025 il premio medio annuo per assicurare un’autovettura, calcolato da Ivass, è stato di 438 euro, che va ovviamente moltiplicato se in casa di mezzi ce ne sono due o più. Un dato in aumento del 4,5% rispetto all’anno prima, sulla spinta dell’inflazione anche se si tratta di una media approssimativa.

Da considerare c’è la classe di merito dell’assicurato (più si sale in classifica meno si paga) oltre al fatto che, nelle regioni e nelle province a maggior rischio di incidenti e di frodi il costo dell’Rc Auto può essere decisamente più salato. Poi ci sono gli sconti che le compagnie possono fare ai loro clienti, e quelli che si ottengono se si decide di istallare sull’auto una scatola nera che verifica lo stile di guida dell’automobilista, scelte da più del 17% degli assicurati. Un sistema evidentemente complesso, che vale 13,5 miliardi di euro di premi annui (dati 2025) e che Antitrust e Ivass hanno deciso di analizzare in profondità, avviando un’indagine utile a introdurre correttivi perché, segnalano le autorità, nel settore sembrano persistere criticità.

Il divario dei premi tra Italia ed Europa

Nel comparto più volte è intervenuto il legislatore e negli anni gli effetti positivi non sono mancati. Le polizze Rc Auto italiane sono state a lungo le più care d’Europa, anche a causa degli alti costi dei risarcimenti per i danni alla persona previsti dalle norme italiane e delle numerose truffe che subisce il settore. Divario che si è ridotto nel tempo ma che resta ancora, come evidenzia la stessa Ivass. Gli ultimi dati pubblicati nella relazione 2025 dell’Istituto presieduto dal direttore generale della Banca d’Italia, Paolo Angelini parlano chiaro: nel 2024 In Italia il premio medio (includendo anche le polizze per ciclomotori e motocicli) è stato pari a 261 euro a fronte di una media di 185 euro che si ottiene aggregando Francia, Spagna e Germania. Un caso a parte è il Regno Unito, dove le tariffe superano i 400 euro ma esistono solo polizze con la garanzia Kasko inclusa, o con il furto e incendio, e non sono disponibili dati per la sola Rc Auto.

L'indagine su bonus malus e risarcimento diretto

In ogni caso è evidente che si può fare ancora molto in Italia per ridurre i prezzi di queste coperture. Antitrust e Ivass vogliono analizzare in particolare i meccanismi di funzionamento dei sistemi di attribuzione del rischio (il sistema bonus malus e le classi di merito) come pure la procedura di risarcimento diretto (Card) che consente al conducente non responsabile di un sinistro di essere liquidato con maggiore rapidità direttamente dalla propria compagnia. Un sistema utilizzato per l’82% dei sinistri accaduti nel 2025, che hanno rappresentato il 48% degli importi liquidati.

Oggetto di analisi delle due autorità sarà anche il ruolo dei dispositivi per il monitoraggio degli stili di guida e dell’attività del veicolo, come la scatola nera, con riguardo all’eventuale presenza di ostacoli alla mobilità dei consumatori. E l’indagine si occuperà anche degli effetti che la complessità delle offerte commerciali e la prassi relativa agli sconti producono sull’efficace funzionamento degli strumenti di comparazione dei prezzi, tra i quali Preventivass, il preventivatone Rc Auto gestito dalla stessa Ivass.

Il piano del governo e il ruolo della tecnologia

A scendere in campo con l’obiettivo di ridurre le tariffe non sono però solo le autorità di vigilanza. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e vice premier Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea dell'Ania, lo scorso 2 luglio, ha annunciato l’intenzione di avviare un tavolo con le compagnie per contenere il numero delle auto che eludono l’obbligo di polizza Rc Auto e che hanno l’effetto di aumentare i costi per chi si assicura rispettando le norme. Secondo un censimento aggiornato delle motorizzazioni ci sarebbero 47 milioni di auto circolanti di cui 9 milioni senza assicurazione, ha detto Salvini e in alcune province il tasso di auto circolanti sprovviste della polizza è addirittura del 40%. Allo stesso tempo, nel suo intervento, il presidente di Ania, Giovanni Liverani, sottolineava il fatto che già oggi la tecnologia potrebbe consentire alle compagnie di monitorare il comportamento alla guida degli assicurati e «nel rispetto del principio di mutualità, si potrebbe ridurre il premio di chi guida in maniera avvenuta e prudente, indipendentemente dalla regione o dalla provincia di residenza».

Il dibattito è quindi aperto con proposte concrete che potrebbero arrivare già a fine mese. Contestualmente all’indagine Antitust e Ivass hanno infatti lanciato anche una consultazione pubblica per acquisire i contributi di tutti i soggetti interessati all’argomento. Suggerimenti da spedire entro il 31 luglio. (riproduzione riservata)