Conti e outlook oltre le attese per il colosso olandese Asml che nella seduta del 28 gennaio ha caricato tutto il settore europeo dei semiconduttori (+1,47% lo Stoxx settoriale), inclusa Stm (+2,17% a 24,96 euro in chiusura) a Milano, in attesa della pubblicazione dei risultati di alcune delle Magnifiche sette, Microsoft, Meta e Tesla, in serata.
Il leader mondiale nel segmento dei macchinari di litografia per la produzione di chip avanzati ha registrato nel quarto trimestre del 2025 un fatturato di 9,7 miliardi di euro contro i 9,6 miliardi stimati dal consenso, un margine lordo al 52,2% (era atteso al 52%) e soprattutto ordini boom per 13,2 miliardi dai 7,1 miliardi di un anno fa. Gli ordini hanno superato di gran lunga le aspettative degli analisti a 6,32 miliardi.
Anche l’outlook del primo trimestre del 2026 è risultato sopra le attese degli analisti: fatturato a 8,6 miliardi (7,9 miliardi il consenso), margine lordo al 52% (52,2%) così come quello per l’intero esercizio: fatturato a 36,5 miliardi (+12% anno su anno al mid-range) rispetto ai 35,1 miliardi previsti e margine lordo al 52% (vs 52,8%).
Asml ha poi annunciato il taglio di 1.700 posti di lavoro, il 3,8% del personale: interesserà soprattutto la leadership dei dipartimenti di ricerca e sviluppo nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti e il riacquisto di 12 miliardi di euro di azioni proprie fino al 2028.
In generale, Asml ha osservato che l’industria dei semiconduttori rimane forte, guidata da una maggior adozione dell’AI ed è attesa superare quota 1 trilione di dollari al 2030. I clienti, tra cui Tsmc, Samsung, SK Hynix, Intel, negli ultimi mesi hanno alzato le proprie aspettative di crescita a medio termine soprattutto grazie all’AI e stanno aumentando la capacità, da cui deriva il forte momentum sugli ordini.
La transizione verso i nodi più avanzati, che richiedono i macchinari più sofisticati di Asml, prosegue nel mondo logic, guidata dalle applicazioni per data center e dal mobile, e nel mondo memorie, con la supply chain probabilmente tirata anche oltre il 2026. Il focus dell’industria sarà sulle nuove soluzioni per una maggior efficienza energetica.
Non solo Asml. Anche da Texas Instruments (titolo +9% nell’after-hours a Wall Street il 27 gennaio), tra i principali competitor di Stmicroelectronics, sono arrivati segnali costruttivi. Anche se il colosso Usa dei chip ha riportato in serata il 27 gennaio risultati del quarto trimestre del 2025 sotto le attese del consenso: fatturato a 4,42 miliardi di dollari (-7% trimestre su trimestre), un margine lordo al 55,9% e un utile per azione di 1,27 dollari.
La guidance per il primo trimestre del 2026 è superiore alle stime del consenso: fatturato a 4,5 miliardi nel mid-range (+2% trimestre su trimestre) ed eps a 1,35 dollari (mid-range).
Il management di Texas Instruments ha ribadito che la fase di recupero del mercato è in corso. In particolare per il primo trimestre il gruppo si attende un andamento migliore della tipica stagionalità, sostenuto da un miglioramento degli ordini nel segmento industriale e dalla continua forza del business data center.
Quanto al business automotive è più vicino ai picchi del 2023, con una domanda complessivamente sana. La Cina continua a essere un driver, pur tenendo conto della stagionalità negativa legata al Capodanno cinese nel primo trimestre. Il tema delle memorie resta da monitorare, ma al momento il management non ha riscontrato impatti concreti, in particolare sul segmento della personal electronics.
«I messaggi emersi da Texas Instruments sono incoraggianti anche per Stm, in particolare per quanto riguarda il graduale recupero ciclico: per il gruppo italo-francese automotive e industrial pesano, rispettivamente, il 40% e il 20% del fatturato 2025. Ricordiamo, inoltre, che il segmento data center non rappresenta un driver per Stm nel 2025 ma che dal 2026, e soprattutto dal 2027, la società inizia a beneficiare dell’esposizione al mondo AI DC grazie a chip per migliorare connettività ed efficienza energetica dei data center».
Questa mattina ha riportato i risultati trimestrali anche Advantest, fornitore di macchinari per il test dei semiconduttori in cui si inseriscono le probe card dell’italiana Technoprobe, con numeri anche in questo caso sopra le attese e un rialzo significativo dell’outlook per l’ultimo trimestre. La società ha anche aggiornato la stima del mercato totale indirizzabile per quello del testing con il segmento dei chip SoC (system on a chip) visto nel 2025 a 6,85 miliardi di dollari dai precedenti 6,7 miliardi e nel 2026 in crescita del 32% a 9 miliardi.
«Si tratta di messaggi positivi per tutti i titoli esposti all’AI, che si conferma un driver strutturale in accelerazione. In particolare, il testing dei chip avanzati sta avendo un forte momentum guidato dalla combinazione di maggiore complessità e ramp-up dei volumi», sottolinea Equita, ricordando che Technoprobe è il titolo italiano (è coperto con un rating hold e un target price a 12,50 euro, +0,50% a 15,94 euro in chiusura in borsa il 28 gennaio) con la maggior esposizione al settore (AI il 40% delle vendite stimate per il 2025), «su cui tuttavia riteniamo che il mercato stia già scontando in larga parte uno scenario di accelerazione significativa nel 2026/2027, con il titolo che tratta a un ev/ebitda 2026-2027 di 36-28 volte e un p/e 2026-2027 di 66-49 volte».
Stmicroelectronics riporterà i risultati del quarto trimestre del 2025 e la guidance del primo trimestre del 2026 il 29 gennaio prima dell’apertura del mercato. Equita si attende ricavi nel quarto trimestre a 3,280 miliardi di euro (+3% trimestre su trimestre), una stima allineata a quella del consenso a 3,281 miliardi, un ebit in aumento, sempre trimestre su trimestre, del 29% a 233 milioni (242 milioni la stima del consenso) con un margine al 7,1% dal 5,6% del terzo trimestre del 2025, un utile netto in calo dell’1% a 235 milioni e una posizione finanziaria netta pari a 2,779 miliardi (2,610 miliardi nel terzo trimestre del 2025).
Il margine lordo è stimato da Banca Akros al 35,5%, oltre la stima del consenso al 35%, in miglioramento dal 33,2% del terzo trimestre del 2025, ma in calo dal 37,7% del quarto trimestre del 2024.
Invece, nel primo trimestre del 2026 Equita si attende ricavi a 2,927 miliardi (-11% trimestre su trimestre), poco sopra l’attesa del consenso a 2,917 miliardi, un ebit in netto calo (-52%) a 112 milioni (113 milioni la stima del consenso) con un margine al 3,8%, un utile netto a 121 milioni (-48%), poco sotto la previsione del consenso a 124 milioni, e una posizione finanziaria netta pari a 2,848 miliardi (+69 milioni trimestre su trimestre). In attesa, sia Equita sia Banca Akros hanno confermato il rating buy e il target price a 30 euro sull’azione Stm. (riproduzione riservata)