Borse asiatiche in calo. I timori riguardo al finanziamento del boom dell’intelligenza artificiale hanno pesato di nuovo sui titoli tecnologici, in vista di una settimana particolarmente intensa sul fronte delle trimestrali (Netflix e SpaceX pubblicheranno i risultati finanziari seguite il 21 ottobre da Meta Platforms, Tesla e Ibm). E questo anche se nella seduta del 19 ottobre a Wall Street il Nasdaq 100 è salito dell’1,2% e l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,4%. Inoltre l’indice dei semiconduttori di Filadelfia, il Philadelphia Semiconductor Index, ha registrato un rimbalzo dell’1,6%, interrompendo una serie di otto sedute consecutive in perdita, la più lunga dal 2008.
La Corea del Sud ha registrato le perdite più consistenti con l’indice Kospi in ribasso del 4,28% con SK Hynix, colosso delle memorie per semiconduttori, in calo del 3,5% e diretto verso il livello di chiusura più basso da aprile. Anche Samsung Electronics ha ceduto il 3,6%. Il sentiment degli investitori è stato influenzato anche dal debutto negativo in borsa di Elice Group, società sudcoreana attiva nelle infrastrutture per i data center dedicati all’intelligenza artificiale. L’azione ha aperto a un prezzo inferiore del 16% rispetto a quello dell’offerta pubblica iniziale (Ipo) a 90.500 won sudcoreani, per poi arrivare a perdere fino al 34,9%.
Elice, che ha raccolto 201,1 miliardi di won sudcoreani nella sua Ipo (ordini da parrte degli investitori istituzionali pari a 388,84 volte il numero di azioni disponibili nell'offerta), fornisce servizi cloud basati sull'intelligenza artificiale, oltre a soluzioni per la formazione e software aziendali basati sull'intelligenza artificiale. L'azienda prevede di destinare la maggior parte dei proventi dell'Ipo al lancio di data center modulari portatili e delle relative infrastrutture.
La società ha dichiarato che nel primo semestre il fatturato è triplicato, raggiungendo 34 miliardi di won, e che il risultato operativo è passato a un utile di 10 miliardi, rispetto a una perdita di 3,5 miliardi nello stesso periodo dell'anno precedente. Gli investitori si chiedono sempre più spesso se gli ingenti investimenti nell'AI possano generare ritorni in tempi brevi, mentre l'inflazione elevata mantiene alti i costi di finanziamento.
«Il debutto di Elice dimostra che l'investimento nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale è passato dal principio costruire a qualsiasi costo a chi paga e per quanto tempo», ha dichiarato Ke Yan, responsabile della ricerca presso Shenton Research. «Finché i laboratori di intelligenza artificiale che affittano capacità non dimostreranno di poter finanziare i propri impegni di calcolo, è probabile che le nuove quotazioni in tutta la regione vengano valutate tenendo conto di questo premio per il rischio».
Questo mese, tra le aziende di data center che hanno accantonato i piani di Ipo figurano Firmus, australiana sostenuta da Nvidia, AirTrunk, sostenuta da Blackstone, che ha rinviato la quotazione di una società d'investimento immobiliare quotata (Reit) a Singapore, e SB Energy, controllata del conglomerato giapponese di investimenti tecnologici SoftBank, che aveva depositato la documentazione per un'Ipo negli Stati Uniti.
Stesso copione per l’indice Nikkei giapponese che ha perso l’1,44% con Kioxia in calo del 3,93%, Tdk del 2,8% e Murata Manufacturing del 2,77%. Le vendite non hanno risparmiato neppure i listini cinesi. A Hong Kong l’Hang Seng è sceso dell’1,25%, mentre l’indice cinese CSI 300 è arretrato dell’1,18% e lo Shanghai Composite dello 0,55%.
La Banca popolare cinese (PBoC) ha mantenuto invariato al 3% il tasso primario sui prestiti a un anno (loan prime rate) e al 3,5% quello a cinque anni, lasciandoli entrambi fermi per il diciassettesimo mese consecutivo. La decisione arriva dopo una crescita del terzo trimestre superiore alle attese, che ha ridotto l’urgenza di procedere a un allentamento monetario nel breve periodo.
Parallelamente, la PBoC sta valutando di sostituire il tasso sulle operazioni pronti contro termine (reverse repo) a sette giorni con quello overnight, adottandolo come principale tasso di riferimento della politica monetaria per migliorarne la trasmissione all’economia. Per il resto, l’indice australiano Asx 200 ha perso lo 0,33%. Il titolo National Australia Bank è sceso dell’1,75% dopo che l’istituto ha annunciato oneri di ristrutturazione e tagli al personale. (riproduzione riservata)