Le borse asiatiche sono salite, sostenute dalla speranza di una de-escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, mentre il rally dei titoli tecnologici alimentato dall’intelligenza artificiale ha portato la borsa della Corea del Sud su livelli record. Bene anche i listini cinesi mentre il mercato giapponese è rimasto chiuso per festività.
I mercati asiatici hanno preso spunto dal record registrato il 5 maggio da Wall Street, con gli investitori incoraggiati dai progressi nei negoziati tra funzionari statunitensi e iraniani. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato il 5 maggio che Washington avrebbe sospeso temporaneamente l'operazione di scorta alle navi nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale e che è stato bloccato dall'Iran dalla fine di febbraio, scatenando una crisi energetica globale, perché un accordo con Teheran è vicino.
Di riflesso i prezzi del petrolio crollano: il future sul Brent scende dell’1,6% a 108,11 dollari. Mentre il prezzo dell’oro sale, sostenuto da un dollaro più debole che rende il metallo prezioso più conveniente per gli investitori stranieri. L’oro spot si apprezza del 2% a 4.654 dollari l’oncia. L’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio, era stato sotto pressione a causa dell’aumento dei prezzi energetici, che aveva alimentato i timori inflazionistici e rafforzato le aspettative di tassi d’interesse più alti più a lungo, fattori generalmente negativi per un asset che non produce rendimento. Il calo del greggio ha contribuito a moderare le aspettative inflazionistiche, offrendo sollievo al metallo giallo mentre i premi per il rischio geopolitico diminuiscono.
Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e SSEC sono entrambi saliti di oltre l’1%. Anche dati migliori del previsto dell’indice Pmi del settore privato di aprile, che ha mostrato una ripresa dell’attività nei servizi, hanno contribuito al rialzo. in particolare, l’indice dei responsabili degli acquisti, elaborato da S&P Global, è salito a 52,6 da 52,1 a marzo, rimanendo in area di espansione.
L’indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,94%, trainato dai titoli tecnologici dopo che il titolo Advanced Micro Devices ha registrato un balzo del 16,5% all’after-hour a Wall Street perché il gruppo di semiconduttori ha previsto ricavi superiori alle aspettative grazie alla forte domanda dei suoi chip di punta, mentre le società di cloud computing accelerano la spesa per le infrastrutture di AI.
Anche l’Asx 200 australiano è salito dell’1,07%, in ripresa dopo aver chiuso in calo 10 delle ultime 11 sedute. La banca centrale australiana ha aumentato i tassi d’interesse il 5 maggio di 25 punti base, portandoli al 4,35% e sottolineando che l'inflazione è aumentata in modo significativo già dal secondo semestre dello scorso anno e che il conflitto in Medio Oriente ha provocato un forte aumento dei prezzi dei carburanti e delle materie prime correlate, già in grado di aggiungere pressione al rialzo sull'indice, con primi segnali del fatto che molte imprese che subiscono pressioni sui costi stanno cercando di aumentare i prezzi di beni e servizi.
L’indice Kospi della Corea del Sud è stato di gran lunga il miglior performer in Asia, con un balzo di quasi il 7% fino al record di 7.426 punti. L’indice è stato trainato principalmente dai titoli dei produttori di chip che hanno seguito la scia di Advanced Micro Devices.
Samsung Electronics si è distinta con un rialzo del 14,9%, portando la sua valutazione oltre 1.000 miliardi di dollari per la prima volta nella sua storia, superando la Berkshire Hathaway di Warren Buffett e avvicinandosi a Walmart. È la seconda azienda asiatica, dopo Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, a raggiungere questo livello grazie alla domanda elevata per le memorie ad alta banda utilizzate nei sistemi di intelligenza artificiale e all’ottimismo su possibili partnership con grandi aziende tecnologiche.
L’ultima fase del rally, con i prezzi più che raddoppiati dall’inizio dell’anno, è stata infatti innescata da un’indiscrezione di Bloomberg secondo cui Apple avrebbe avviato colloqui esplorativi con Samsung e Intel per la produzione dei processori principali dei suoi dispositivi. Sebbene le discussioni siano ancora in fase iniziale e non siano stati effettuati ordini, questa possibile collaborazione evidenzia gli sforzi di Apple per diversificare la propria catena di approvvigionamento dei chip oltre Taiwan Semiconductor Manufacturing Company.
Samsung ha, inoltre, promesso ingenti investimenti per rafforzare la propria leadership nel settore dei chip, viste le aspettative di una domanda sostenuta di memorie avanzate nei prossimi anni. Solo pochi giorni fa, la divisione semiconduttori del gruppo ha registrato profitti record nel trimestre che chiude a marzo, superando le aspettative degli analisti, grazie agli ordini dei data center per l’intelligenza artificiale che hanno garantito margini elevati. Gli analisti si aspettano che questa divisione continui su questa scia nei prossimi trimestri.
È probabile che siano stati gli investitori stranieri a trainare l’ultimo rally. I media locali hanno citato un accordo tra Interactive Brokers e Samsung Securities che consente agli investitori statunitensi di acquistare direttamente azioni coreane. Gli investitori globali hanno acquistato quasi un record di 2.900 miliardi di won (circa 2 miliardi di dollari) di azioni del Kospi il 4 maggio, riprendendo gli acquisti dopo una festività.
Detto ciò, Samsung deve affrontare anche alcune sfide. La crescita degli utili nel settore dei chip contrasta con il calo delle divisioni mobile e display, che risentono dell’aumento dei prezzi di materiali e componenti. Inoltre, i profitti generati dal boom dell’AI stanno spingendo i dipendenti a chiedere un aumento dello stipendio, con i lavoratori che minacciano uno sciopero generale di 18 giorni più avanti nel mese di maggio. Nonostante ciò, secondo le stime degli analisti raccolte da Bloomberg, il titolo dovrebbe crescere di un altro +25% nei prossimi 12 mesi. Attualmente è scambiato a 5,9 volte gli utili previsti a un anno, in calo rispetto alle 14,4 volte di ottobre.
Anche SK Hynix è volata del 10,44%, raggiungendo un nuovo massimo storico. Entrambe le aziende hanno beneficiato della domanda legata all’intelligenza artificiale nell’ultimo anno, con i prezzi dei chip di memoria avanzati in forte crescita a causa della scarsità di offerta. Oltre ai produttori di chip, il mercato sudcoreano è stato sostenuto dai dati sull’inflazione che hanno mostrato un aumento in linea con le aspettative ad aprile. Per gli esperti di Ing questi dati indicano che le misure prese dalla Banca centrale di Corea per contenere l’inflazione stanno dando risultati. (riproduzione riservata)