Asia, nuovo record storico del Nikkei con l’accordo di pace Usa-Iran. Le scommesse ribassiste sullo yen raggiungono il massimo da 9 anni
Asia, nuovo record storico del Nikkei con l’accordo di pace Usa-Iran. Le scommesse ribassiste sullo yen raggiungono il massimo da 9 anni
Gli economisti si aspettano che la BoJ aumenti i tassi d'interesse di 25 punti base all'1%, il livello più alto dal 1995, alla riunione del 16 giugno. Kospi +5,3%

di Francesca Gerosa 15/06/2026 07:30

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Borse asiatiche euforiche grazie all’accordo preliminare di pace tra Stati Uniti e Iran. L’indice Nikkei giapponese ha toccato nuovi massimi storici prima della riunione della Banca del Giappone prevista per questa settimana. I mercati asiatici hanno seguito la corsa di venerdì 12 giugno di Wall Street, dove la società spaziale di Elon Musk, SpaceX, ha registrato un debutto record al Nasdaq, portando la sua capitalizzazione a oltre 2 mila miliardi di dollari. Il future sull’S&P500 salge dell'1,22%.

Questa settimana l'attenzione è rivolta a una serie di importanti riunioni delle banche centrali, con la Banca del Giappone (BoJ) e la Reserve Bank of Australia (Rba) che dovranno decidere sui tassi d'interesse martedì 16 giugno. Anche la Federal Reserve si riunirà più avanti nel corso della settimana.

Kospi +5,3% grazie all'accordo di pace Usa-Iran

L'indice sudcoreano Kospi è stato il migliore  con un rialzo del 5,3%, tornando vicino ai suoi massimi storici. Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shanghai Composite hanno guadagnato, rispettivamente, l'1,5% e lo 0,92%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,43%.

Gli Stati Uniti e l'Iran hanno concordato un memorandum d'intesa per porre fine al conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz, con la firma dell'accordo prevista entro venerdì 19 giugno. Successivamente, avvieranno colloqui sulle attività nucleari dell'Iran. Alcune indiscrezioni indicano che gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi contro l'Iran qualora non si raggiungesse un accordo sul nucleare.

Tuttavia, il memorandum d’intesa ha aumentato le speranze di una rapida de-escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, tanto che anche i prezzi del petrolio crollano (future sul Wti -4,83% a 80,78 dollari al barile e sul Brent -4,35% a 83,53 dollari al barile) grazie alla prospettiva di minori interruzioni delle forniture. Prezzi del petrolio più bassi rappresentano una buona notizia per diverse grandi economie asiatiche, tra cui India, Giappone e Corea del Sud, data la loro forte dipendenza dalle importazioni di petrolio che transitano attraverso Hormuz.

Il Nikkei raggiunge un nuovo massimo storico, BoJ pronta ad aumentare i tassi

In corsa anche l’indice Nikkei e il più ampio Topix, +4,87% e +3,17%, rispettivamente. Entrambi hanno raggiunto nuovi record storici (il Nikkei a 69.682,23 punti), sostenuti dal rialzo sia dei titoli tecnologici sia di quelli non tecnologici. Tuttavia, il mercato giapponese dovrà affrontare un importante test: gli economisti si aspettano che la BoJ aumenti i tassi d'interesse di 25 punti base portandoli all'1%, il livello più alto dal 1995, al termine della riunione di due giorni prevista per martedì 16 giugno.

L'aumento rappresenterebbe il primo rialzo dei tassi da dicembre 2025. D’altra parte più volte la banca centrale giapponese ha segnalato che prenderà in considerazione un aumento dei tassi a giugno, soprattutto alla luce delle pressioni inflazionistiche in aumento a causa della guerra con l'Iran.

Il governatore, Kazuo Ueda, ricoverato nei giorni scorsi per il trattamento di un'infezione causata da una cisti epatica, presenterà le proprie opinioni al consiglio in forma scritta, ma non parteciperà alla votazione. L'attenzione sarà concentrata sulle prospettive di politica monetaria per i prossimi mesi, con gli esperti di Anz che prevedono un orientamento generalmente più restrittivo (hawkish).

Le scommesse ribassiste sullo yen raggiungono il massimo da 9 anni

La banca centrale si trova di fronte a un dilemma: deve evitare di provocare l'amministrazione del primo ministro, Sanae Takaichi, sempre più sensibile ai rischi di una normalizzazione prematura della politica monetaria, e allo stesso tempo convincere gli investitori di non essere in ritardo rispetto all'aumento dei rischi inflazionistici e all'indebolimento dello yen (il cross dollaro-yen il 15 giugno quota a 160,041).

Infatti, nonostante gli interventi per sostenere la valuta, lo yen continua a oscillare attorno alla soglia critica di 160 yen per dollaro, livello che in passato ha spinto le autorità a intervenire sui mercati. Per un importatore di materie prime come il Giappone, una valuta debole accentua le pressioni inflazionistiche. Gli speculatori hanno aumentato le proprie scommesse contro lo yen fino ai massimi degli ultimi nove anni, segnalando la rinascita del cosiddetto «carry trade» sullo yen nonostante i rischi di intervento e il probabile rialzo dei tassi da parte della BoJ.

I fondi a leva hanno portato le loro posizioni ribassiste sullo yen a oltre 115.000 contratti nella settimana conclusa il 9 giugno, il livello più alto dal novembre 2017, secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission. Il carry trade sullo yen consiste nel prendere a prestito denaro in una valuta con rendimenti relativamente bassi, come lo yen, e investire in altre valute che offrono rendimenti più elevati.

Questa strategia sta tornando in auge anche perché la volatilità dei mercati globali è rimasta relativamente contenuta. Inoltre, lo yen ha continuato a indebolirsi nonostante i graduali rialzi dei tassi della BoJ e gli interventi effettuati da Tokyo, poiché il differenziale dei tassi d'interesse con gli Stati Uniti resta elevato. Gli strategist di JP Morgan ritengono che sia il possibile rialzo dei tassi sia il sostegno valutario siano ormai ampiamente incorporati nei prezzi di mercato.

Molti investitori considerano i rafforzamenti temporanei dello yen causati dagli interventi governativi come un’opportunità per vendere, come dimostrato dagli interventi di aprile e maggio. Tuttavia, il carry trade sullo yen non è privo di rischi. Nel 2024 questa strategia subì un brusco crollo quando la BoJ aumentò i tassi e annunciò un drastico taglio degli acquisti di obbligazioni, provocando un forte rimbalzo dello yen e costringendo gli investitori a chiudere rapidamente le proprie posizioni a leva.

Oltre alla BoJ, martedì 16 giugno l'attenzione sarà rivolta anche alla riunione della Reserve Bank of Australia, dalla quale ci si attende, invece, il mantenimento dei tassi invariati. L'indice australiano Asx 200 è salito dell'1,34%. (riproduzione riservata)