Asia, Nikkei +0,8%: BofA alza il target 2026. Lo yen aggiorna il minimo degli ultimi 40 anni
Asia, Nikkei +0,8%: BofA alza il target 2026. Lo yen aggiorna il minimo degli ultimi 40 anni
Borse asiatiche contrastate con la Corea del Sud giù dopo che gli investitori hanno presso profitto in seguito a uno dei trimestri più forti degli ultimi anni. Meglio Cina e Giappone grazie agli indici Pmi. Oversea-Chinese Banking aumenta la spesa annua per l’AI a oltre 1 miliardo

di Francesca Gerosa 01/07/2026 07:45

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Borse asiatiche contrastate con il listino della Corea del Sud sotto pressione dopo che gli investitori hanno presso profitto in seguito a uno dei trimestri più forti degli ultimi anni. Al contrario, il rafforzamento dell'attività manifatturiera in Giappone e in Cina ha sostenuto i listini di Tokyo e di Pechino.

La correzione è arrivata dopo uno dei migliori trimestri registrati dai mercati asiatici negli ultimi anni, con la Corea del Sud e il Giappone in testa grazie al forte interesse degli investitori per i titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori. L’indice sudcoreano Kospi è balzato di quasi il 65% nei tre mesi conclusi a giugno, mentre il Nikkei giapponese ha guadagnato oltre il 36%. 

Il sentiment è comunque prudente. I futures statunitensi flettono (-0,37% quello sull’S&P500) anche se alcuni funzionari americani hanno dichiarato che i colloqui con l'Iran continuano a registrare progressi dopo gli esiti positivi degli incontri con i leader del Qatar, anche se i recenti scontri nell'area dello Stretto di Hormuz hanno rallentato il processo negoziale.

I dati solidi sul settore manifatturiero sostengono la Cina

I listini cinesi hanno sovraperformato dopo che i dati macro hanno mostrato che l'attività manifatturiera è in territorio di espansione a giugno. L'indice Pmi a cura di S&P Global e RatingDog si è attestato a 51,7 in giugno, in lieve flessione da 51,8 in maggio ma al di sopra delle attese degli economisti a 51,6. La media Pmi del secondo trimestre è di 51,9, record dal quarto trimestre del 2020.

L'indice Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,65%, mentre ha virato al ribasso sul finale l’indice Shanghai Shenzhen CSI 300 (-0,27%). Sulla parità l’indice Straits Times di Singapore. Hong Kong, invece, è chiusa per festività.

Oversea-Chinese Banking aumenta la spesa annua per la tecnologia a oltre 1 miliardo

Oversea-Chinese Banking Corp. ha previsto di aumentare la propria spesa annuale per la tecnologia, inclusi gli investimenti nell'intelligenza artificiale, portandola a oltre 1 miliardo di dollari di Singapore (771 milioni di dollari Usa), secondo quanto dichiarato da un alto dirigente dell'istituto.

La seconda banca di Singapore per dimensioni ha anche previsto di assumere 600 nuovi relationship manager. L'amministratore delegato, Tan Teck Long, lo ha annunciato durante un incontro con la stampa mercoledì 1à luglio. Le assunzioni saranno effettuate nel corso dei prossimi tre anni, ha precisato Sunny Quek, responsabile globale dei servizi finanziari della banca. Tan ha rifiutato di indicare di quanto aumenteranno gli investimenti rispetto ai livelli precedenti, spiegando che la banca non contabilizza separatamente le spese per l'intelligenza artificiale rispetto al più ampio budget destinato alla tecnologia.

Ocbc ha inoltre annunciato di essere al lavoro su una nuova applicazione bancaria basata su un avatar virtuale, il cui lancio ufficiale è previsto entro un anno. L'applicazione, sviluppata con sistemi di intelligenza artificiale proprietari, sarà inizialmente distribuita in versione beta ai clienti del segmento wealth management. Singapore sta incoraggiando le aziende a investire maggiormente nella formazione del personale e ad allinearsi ai principali operatori internazionali nell'adozione dell'intelligenza artificiale. Le tre principali banche del Paese stanno riqualificando tutti i loro 35.000 dipendenti locali nell'arco di uno o due anni per prepararli ai cambiamenti indotti dall'AI.

BofA alza il target di fine anno per il Nikkei a 76.000 punti

Anche la borsa giapponese ha chiuso in rialzo la seduta (+0,84% a 70.651 punti) dopo una serie di dati economici positivi che hanno rafforzato la fiducia nelle imprese del Paese. Infatti, l'indagine Tankan sul clima di fiducia presso le grandi imprese manifatturiere a giugno è migliorato a 22, oltre il consenso di 16 e sui massimi da otto anni. Inoltre, nella lettura finale di giugno l'indice Pmi sul settore manifatturiero si è attestato a 54,8, un decimo al di sotto delle prima stima. Su base trimestrale, la manifattura nipponica ha registrato la migliore performance da inizio 2014.

Bank of America ha alzato i suoi target di fine anno per le azioni giapponesi. Ha portato il target di fine anno del Nikkei a 76.000 punti da 67.000 e quello del Topix a 4.400 da 4.200, il che implica un potenziale rialzo di quasi il 15% rispetto ai livelli attuali. La banca ha affermato che l'indice potrebbe raggiungere quota 80.000 entro fine anno. Le revisioni al rialzo riflettono «un'espansione della domanda di intelligenza artificiale superiore alle attese e una maggiore probabilità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto».

Lo yen aggiorna il minimo degli ultimi 40 anni

Ha, invece, aggiornato il minimo degli ultimi quarant'anni lo yen. Il cross dollaro/yen nell’intraday è stato scambiato a 162,848. L'intervento sul mercato dei cambi effettuato dal Giappone due mesi fa per sostenere la valuta giapponese è stato efficace e alcune autorità statunitensi hanno espresso apprezzamento per l'iniziativa.

«A giudicare dall'andamento del mercato successivamente all'intervento, ritengo che abbia avuto un effetto significativo», ha dichiarato Atsushi Mimura, viceministro delle Finanze giapponese per gli Affari Internazionali, in un'intervista rilasciata a Bloomberg. «Non mi risulta che gli Stati Uniti abbiano mai espresso una sola osservazione di disaccordo riguardo a ciò che abbiamo fatto; anzi, ci sono stati commenti piuttosto favorevoli», ha aggiunto.

La debolezza dello yen mantiene gli operatori di mercato in allerta per un possibile nuovo intervento delle autorità, dopo quello del 30 aprile, quando la valuta giapponese si stava avvicinando alla soglia di 161 yen per dollaro. Gli operatori avevano ipotizzato ulteriori interventi anche all'inizio di maggio. Il governo ha dichiarato di aver speso la cifra record di 11.730 miliardi di yen (72,3 miliardi di dollari) nel periodo fino al 27 maggio per sostenere la valuta.

Dopo quell'intervento lo yen si era inizialmente rafforzato, arrivando a 155 per dollaro, ma ha poi gradualmente perso terreno, nonostante la Banca del Giappone abbia aumentato i tassi il 16 giugno, portandolo al livello più elevato degli ultimi 31 anni. Alcuni operatori ritengono che un cambio compreso tra 164 e 165 yen per dollaro possa rappresentare la prossima soglia in grado di far scattare un nuovo intervento, livello comunque superiore rispetto alle quotazioni attuali.

Sebbene uno yen debole rischi di accentuare le pressioni inflazionistiche, riducendo il potere d'acquisto delle famiglie, il clima di fiducia tra le imprese rimane solido. Gli esportatori beneficiano infatti di una maggior competitività internazionale, mentre fornitori e aziende orientate al mercato interno riescono sempre più a trasferire ai consumatori l'aumento dei costi attraverso rialzi dei prezzi. Secondo la banca centrale, la fiducia delle grandi imprese manifatturiere è salita a giugno al livello più alto dal 2018, mentre quella delle grandi aziende non manifatturiere ha raggiunto il massimo dal 1991.

Prese di profitto in Corea del Sud

Viceversa, l’indice Kospi sudcoreano ha ceduto l'1,42%, registrando la peggior performance in Asia, nonostante i dati sul commercio estero abbiano confermato la solidità del settore delle esportazioni del Paese. A giugno, infatti, le esportazioni sono aumentate del 70,9% su base annua, mentre le importazioni sono cresciute del 30,1%. L'avanzo commerciale si è ampliato fino a 36,15 miliardi di dollari, ma gli investitori hanno preferito monetizzare i guadagni accumulati dopo il forte rally registrato dall'indice nel secondo trimestre.

Altrove, in Australia, le autorizzazioni edilizie sono diminuite inaspettatamente dell'1,1% a maggio, indebolendo l'indice Asx 200, che ha chiuso in calo dello 0,70%. L'attenzione degli investitori è ora rivolta ai prossimi segnali della Federal Reserve, alla pubblicazione del rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti prevista per giovedì 2 luglio, all'avvio della stagione delle trimestrali statunitensi e agli ulteriori sviluppi in Medio Oriente. Tutti questi fattori sono destinati a influenzare la propensione al rischio dei mercati nella seconda metà dell'anno. (riproduzione riservata)