Asia, l’inflazione spaventa Cina e Giappone. Crollano Softbank e Lenovo
Asia, l’inflazione spaventa Cina e Giappone. Crollano Softbank e Lenovo
I prezzi alla produzione in Giappone a maggio sono aumentati più delle attese. +3,9% a livello tendenziale in Cina con l’inflazione stabile a +1,2%. Si arena il tentativo di SoftBank di ottenere un prestito da 6 miliardi garantito dalla quota OpenAI. Lenovo aumenterà i prezzi dei pc da luglio

di Francesca Gerosa 10/06/2026 07:50

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Le borse asiatiche sono scese, penalizzate dalla maggior avversione al rischio dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Anche il tentativo di recupero dei titoli tecnologici si è esaurito rapidamente. L’indice Kospi della Corea del Sud è stato il peggiore con i titoli del settore dei semiconduttori sotto pressione. Anche le borse cinesi e giapponesi hanno chiuso in ribasso dopo che i dati sull’inflazione hanno alimentato i timori riguardo all’impatto sui prezzi al consumo della guerra in Medio Oriente.

I mercati asiatici, scossi dalla nuova fiammata dei prezzi del petrolio (future sul Brent +0,13% a 91,57 dollari al barile) dopo l’abbattimento, da parte dell’Iran, di un elicottero statunitense nello Stretto di Hormuz, hanno seguito l’andamento incerto di Wall Street. I futures sull’S&P 500 calano dello 0,40%, in attesa del dato sull’inflazione statunitense, importante in ottica Fed. 

Nikkei -2,2% per i timori sull’inflazione

L’indice Nikkei del Giappone ha perso il 2,22%, mentre l’indice più ampio Topix l’1,46%. I prezzi alla produzione in Giappone a maggio sono aumentati più delle attese principalmente a causa dell’aumento dei costi energetici legato alla guerra con l’Iran: +6,3% su base annua, superiore al +5,6% stimato dagli economisti e al +5,3% mese precedente. Su base mensile, hanno registrato un +0,9% contro il +2,8% di aprile e il +0,5% atteso.

Più in dettaglio, i prezzi import hanno segnato un incremento del 3% su base mensile e del 15,5% su base annuale e i prezzi export un +0,7% su base mensile e un +11,7% su base annuale. Questo ha alimentato le preoccupazioni che il forte aumento dei prezzi alla produzione possa trasferirsi all’intera economia, spingendo la Banca del Giappone a ulteriori rialzi dei tassi d’interesse. La banca centrale ha già segnalato che discuterà un possibile aumento dei tassi nella riunione prevista per la prossima settimana.

Si arena il tentativo di SoftBank di ottenere un prestito da 6 miliardi garantito dalla quota OpenAI

Anche le perdite del comparto tecnologico hanno pesato sul Nikkei. SoftBank è crollata di quasi il 10% dopo che Bloomberg ha riferito che i colloqui del conglomerato tecnologico con potenziali finanziatori per raccogliere 6 miliardi di dollari tramite un prestito garantito dalla sua partecipazione in OpenAI si sarebbero arenati.

Ciò avviene poche settimane dopo che il conglomerato giapponese aveva già ridotto l'obiettivo iniziale da 10 miliardi di dollari. Secondo le fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime trattandosi di questioni riservate, la società sta valutando diverse alternative per raccogliere fondi. SoftBank potrebbe, comunque, riprendere in futuro il progetto del prestito garantito. Non è chiaro il motivo per cui le trattative si siano arenate.

Prima dello stop, la società aveva già ottenuto 5 miliardi di dollari di impegni finanziari per il prestito, anche se non è chiaro se si trattasse di accordi verbali o scritti. L’attuale stallo sul prestito arriva nonostante alcuni potenziali finanziatori avessero iniziato a considerare l'operazione in modo più favorevole dopo la notizia, diffusa il mese scorso, secondo cui OpenAI sta preparando la documentazione per una quotazione in borsa (ha presentato in via confidenziale la documentazione per una Ipo negli Stati Uniti, unendosi ad altre aziende dell'intelligenza artificiale che stanno ricorrendo ai mercati finanziari per sostenere i piani ambiziosi di crescita). La società starebbe collaborando con Goldman Sachs e Morgan Stanley per una possibile quotazione già in autunno.

Negli ultimi mesi i mercati hanno discusso più volte degli impegni di SoftBank verso OpenAI, superiori a 60 miliardi di dollari. Alcuni investitori hanno iniziato a nutrire dubbi sulla sostenibilità di questo investimento dopo i recenti progressi tecnologici di Anthropic, concorrente di OpenAI. Anche all'interno della stessa SoftBank alcuni dirigenti avrebbero espresso preoccupazioni riguardo all'entità di questo impegno finanziario. Tanto che, secondo fonti vicine alla situazione, a maggio SoftBank aveva già ridotto del 40% l'importo previsto per il prestito a causa delle esitazioni di alcuni potenziali creditori.

Nel frattempo, il gruppo giapponese continua ad ampliare i propri progetti nel settore dell'intelligenza artificiale. Alla fine del mese scorso ha annunciato l'intenzione di investire fino a 75 miliardi di euro per sviluppare la capacità di data center dedicati all'AI in Francia, sostenendo che il Paese sia destinato a diventare uno dei principali hub europei per le infrastrutture AI. Inoltre, incombe un finanziamento ponte da 40 miliardi di dollari utilizzato per sostenere gli investimenti del conglomerato in OpenAI, che SoftBank dovrà rimborsare entro marzo 2027. La società ha già dichiarato che tale debito verrà probabilmente ripagato attraverso l'utilizzo degli asset esistenti e mediante ulteriori operazioni di finanziamento.

L’inflazione spaventa anche la Cina

Gli indici cinesi CSI 300 e Shanghai Composite sono scesi, rispettivamente, dell’1,35% e dello 0,84%. A maggio l'inflazione in Cina ha registrato un incremento tendenziale dell'1,2%, dopo il +1,2% del mese precedente, sotto il +1,3% atteso dagli economisti. Rispetto al mese precedente, invece, i prezzi al consumo hanno mostrato un calo dello 0,1%, dopo il +0,3% precedente e rispetto al -0,2% atteso. In netto aumento, invece, i prezzi alla produzione a maggio: +3,9% a livello tendenziale, in linea con le attese, a fronte del +2,8% del mese precedente. Si tratta del ritmo di crescita più rapido degli ultimi quasi quattro anni, poiché le interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente hanno fatto salire i prezzi del petrolio e di altre materie prime fondamentali.

Il Kospi crolla, stop al recupero dei produttori di chip

L’indice Kospi della Corea del Sud ha perso il 5,95% a causa delle vendite sui principali titoli del settore dei semiconduttori. I dubbi sulla sostenibilità a lungo termine del boom degli investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno pesato sul settore. Pure l’indice Hang Seng di Hong Kong è arretrato dell’1,32%, anch’esso penalizzato dalle perdite del comparto tecnologico.

Lenovo -9,9%, aumenterà i prezzi dei pc da luglio

Il titolo Lenovo è caduto del 9,9%, toccando il minimo di due settimane a 22,74 dollari di Hong Kong, in scia alle indiscrezioni secondo cui il gigante dei personal computer starebbe pianificando un aumento dei prezzi dei propri dispositivi già a partire da luglio a causa del rincaro delle memorie elettroniche e della riduzione dell'offerta, causata dall'impennata della domanda dovuta allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

La società dovrebbe inviare una comunicazione ufficiale agli operatori della distribuzione entro la fine del mese. L'aumento previsto per luglio rappresenterebbe il secondo rialzo dei prezzi effettuato da Lenovo nel 2026. Già a marzo l'azienda aveva annunciato aumenti per i prezzi dei pc e dei server. L’ad, Yang Yuanqing, aveva avvertito all'inizio dell'anno che la società avrebbe aumentato i prezzi dei prodotti per compensare il forte incremento dei costi delle memorie. Comunque l’azione Lenovo ha registrato un rialzo di quasi il 140% dall'inizio del 2026. (riproduzione riservata)