Borse asiatiche in rialzo con la Corea del Sud in testa grazie alla ripresa dei titoli tecnologici. Tuttavia, con l’aumento della pressione sui mercati obbligazionari globali (il rendimento del Treasury Usa a 30 anno ha ripreso a salire al 5,25% dopo che l’annuncio del Tesoro sui riacquisti di titoli ha offerto solo una tregua breve) e con i prezzi elevati del petrolio (future sul Brent -0,46% a 93,35 dollari al barile) gli indici dell’Asia hanno chiuso la settimana in calo.
Le pressioni degli Stati Uniti sull’Iran, comprese le minacce di sanzioni più severe, hanno ulteriormente ridotto le speranze di una riapertura dello Stretto di Hormuz. Sulla scia anche dei timori legati al debito statunitense, i futures americani si limitano a un mini rimbalzo (+0,10% quello sul Dow Jones e +0,13% quello sull’S&P500).
E questo anche se il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato che i riacquisti potrebbero alla fine superare i 4 miliardi di dollari previsti per ciascuna operazione, indicando al contempo un più ampio piano di consolidamento fiscale. Gli investitori restano scettici sulla capacità di queste misure di affrontare in modo sostanziale un deficit di bilancio statunitense superiore al 6% del pil e costi annuali per interessi pari a 1.200 miliardi di dollari.
L’indice Kospi della Corea del Sud è salito dell’1% con gli tornati ad acquistare i titoli dei semiconduttori: SK Hynix ha guadagnato il 4,43% dopo aver annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 40.000 miliardi di won e Samsung Electronics il 3,87% in scia alle indiscrezioni secondo cui il produttore sudcoreano di chip sarebbe vicino ad annunciare un piano di remunerazione degli azionisti del valore di oltre 100.000 miliardi di won (72 miliardi di dollari).
Il cda di Samsung dovrebbe riunirsi oggi, 21 agosto, per discutere il piano, con la riunione prevista dopo la chiusura dei mercati. Le indiscrezioni dei media indicano che il pacchetto potrebbe superare i 100.000 miliardi di won e includere un dividendo straordinario. Infatti Samsung dovrebbe destinare il 50% del proprio free cash flow alla remunerazione degli azionisti.
Il mese scorso Samsung ha registrato un utile operativo record nel secondo trimestre, sostenuto dalla forte domanda di chip di memoria utilizzati nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che ha spinto al rialzo l’utile.
Ha stonato l’indice Nikkei giapponese, in calo dello 0,46%, mentre gli investitori continuano a valutare l’aumento dell’inflazione in Giappone e le sue implicazioni per la politica monetaria della Bank of Japan. L’inflazione core giapponese di luglio è accelerata all’1,8% su base annua, rafforzando le aspettative che la Bank of Japan possa aumentare i tassi di interesse già a settembre.
Meglio l’Hang Seng di Hong Kong, in rialzo dello 0,73%. Bene anche il CSI 300 di Shanghai e Shenzhen (+0,38%), piatto invece lo Shanghai Composite. La Cina sta valutando ulteriori misure di sostegno quest’anno a favore di imprese e consumatori nazionali attraverso agevolazioni sui prestiti e altri strumenti di finanziamento, mentre la crescita economica si avvia a scendere al di sotto dell’obiettivo annuale fissato dal governo.
Le politiche riviste per stimolare la domanda interna sono entrate in vigore il 1° agosto, ampliando le agevolazioni sugli interessi per le piccole e micro imprese e per i consumatori, ha ricordato il viceministro delle Finanze, Liao Min, durante un briefing a Pechino. Il pacchetto fiscale cinese destinato a sostenere la domanda interna ha favorito oltre 20.000 miliardi di yuan (3.000 miliardi di dollari) di nuovi prestiti nei primi sette mesi dell’anno, con un aumento di oltre il 4% rispetto al 2025.
I dati pubblicati all’inizio della settimana hanno mostrato che produzione industriale, consumi e investimenti in Cina hanno tutti registrato a luglio un rallentamento superiore alle attese. La pressione sui policymaker affinché rafforzino gli stimoli economici è in aumento, dal momento che molti economisti stimano che la crescita del pil sia scesa ulteriormente al di sotto dell’obiettivo annuale di Pechino, fissato tra il 4,5% e il 5%, dopo aver raggiunto appena il 4,3% nel secondo trimestre.
La Cina cercherà di costruire un sistema fiscale più solido ed equilibrato nell’ambito del prossimo piano economico, che si estenderà fino al 2030, ha assicurato Liao. I 2.000 miliardi di yuan di quota residua per le emissioni obbligazionarie disponibili nella seconda metà dell’anno potranno consentire al governo di mantenere elevato il sostegno fiscale all’economia, ha aggiunto.
Tra i titoli cinesi, Alibaba è scesa del 3,33% dopo che la società ha riportato un crollo di oltre il 75% dell’utile trimestrale, mentre le spese in conto capitale sono aumentate del 75%, raggiungendo quasi 10 miliardi di dollari, nell’ambito dell’espansione nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Viceversa, Henderson Land è balzata del 6,46% dopo risultati positivi del primo semestre. Infine, l’indice Asx 200 australiano ha perso lo 0,31%. (riproduzione riservata)