La brutta chiusura di Wall Street con il Nasdaq in calo del 2,3% e l’indice Vix della paura in corsa del 30% preme sull’Asia. I mercati viaggiano nervosi, mercoledì 21 gennaio, alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede lo 0,5%, l’Asia Dow lo 0,7%, Hong Kong è piatta, Shanghai positiva per lo 0,3%. Nuovo record dell’oro (+2,3%) a 4.881 dollari l’oncia. I futures sul Nasdaq sono tornati intanto positivi per lo 0,36%. Sullo sfondo, le minacce del presidente Trump di annettersi la Groenlandia.
In Giappone, il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha invitato alla calma dopo l’impennata dei rendimenti dei bond a 40 anni, alimentata dalle preoccupazioni per il progetto della premier Sanae Takaichi di tagliare l’Iva dell’8% sui generi alimentari.
L’oro ha proseguito il suo rally superando i 4.881 dollari l’oncia mercoledì, segnando un nuovo massimo storico, sostenuto dall’aumento delle tensioni sulla Groenlandia che ha rafforzato la domanda di beni rifugio. Il presidente Donald Trump, intervenendo al World Economic Forum di Davos, ha ribadito lavolontà di annettere l’isola artica. Il premier della Groenlandia ha invitato i cittadini a prepararsi a una possibile azione militare, pur definendola improbabile.
Le tensioni fanno seguito alla minaccia di Trump di imporre un ulteriore dazio del 10% sulle importazioni da diversi Paesi europei a partire dal 1° febbraio, che potrebbe salire al 25% a giugno in assenza di un accordo sulla Groenlandia. A rafforzare ulteriormente l’attrattiva dell’oro come bene rifugio contribuisce anche il crollo del mercato dei titoli di Stato giapponesi, che ha riacceso i timori sulla sostenibilità fiscale delle principali economie, alimentando il cosiddetto «debasement trade», con gli investitori che fuggono da valute e debito sovrano. Nel frattempo, i mercati attendono la pubblicazione in ritardo del dato Usa sull’inflazione (Pce) prevista più avanti in settimana, che potrebbe offrire nuovi indizi sulle prospettive dei tassi della Federal Reserve.
Il rendimento del titolo di Stato giapponese a 10 anni è sceso sotto il 2,3% mercoledì, dopo che il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha invitato i mercati alla calma in seguito al selloff che aveva spinto i rendimenti ai massimi da diversi decenni. L’impennata di ieri è stata innescata dalla proposta della premier Sanae Takaichi di tagliare l’Iva all’8% sui generi alimentari, sollevando dubbi sulla tenuta dei conti pubblici del Giappone, dato che non è ancora chiaro come il governo intenda compensare il mancato gettito.
I mercati temono inoltre che un’ulteriore e più profonda turbolenza sul mercato obbligazionario possa costringere la Banca del Giappone a intervenire con il suo programma di acquisti illimitati di titoli. Nel frattempo, gli investitori si preparano alle elezioni anticipate dell’8 febbraio, con Takaichi intenzionata a rafforzare il potere e a portare avanti un’agenda fiscale espansiva. La Bank of Japan dovrebbe lasciare invariati i tassi allo 0,75% nella riunione di questa settimana, dopo il rialzo di 25 punti base deciso in dicembre. (riproduzione riservata)