Asia, il Nikkei crolla (-4%) anche se il pil giapponese regge. Yen sopra 160 dollari
Asia, il Nikkei crolla (-4%) anche se il pil giapponese regge. Yen sopra 160 dollari
Il listino giapponese è sceso sui minimi 30 marzo, mentre i titoli legati all’AI hanno perso terreno. ll pil è aumentato a un ritmo annualizzato dell’1,8% nel primo trimestre dal +2,1% della stima iniziale. Il 16 giugno la BoJ alzerà i tassi

di Francesca Gerosa 08/06/2026 07:25

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Il Nikkei del Giappone crolla mentre si intensifica la vendita di titoli tecnologici e aumentano le tensioni con l’Iran. L'indice giapponese ha perso il 4% a 63.953, mentre lo yen è salito sopra la soglia psicologica di 160 per dollaro a 160,348. I futures Usa sono contrastati (-0,22% quello sul Dow Jones e +0,15% quello sull’S&P500). Venerdì 5 giugno i titoli tecnologici sono caduti dopo che il rapporto sull'occupazione di maggio molto positivo ha alimentato i timori di una svolta verso una politica restrittiva da parte della Fed.

Nikkei sui minimi del 30 marzo

Il listino giapponese è sceso sui minimi del 30 marzo, mentre i titoli legati all’intelligenza artificiale hanno perso terreno dopo i recenti massimi, a causa delle crescenti aspettative che la Fed manterrà i tassi di interesse elevati più a lungo. L’aumento delle tensioni in Medio Oriente ha ulteriormente ridotto la propensione al rischio degli investitori, dopo che l’Iran ha lanciato diverse ondate di missili verso Israele. In risposta, i prezzi del petrolio volano (future sul Wti +4,41% a 94,5 dollari al barile e sul Brent +4,6% a 97,42 dollari al barile).

«Gli investitori hanno iniziato a ridurre le posizioni nei titoli tecnologici la scorsa settimana; i forti dati sul mercato del lavoro hanno aumentato ulteriormente le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed entro la fine dell’anno, e nel frattempo i conflitti in Medio Oriente si sono nuovamente aggravati», ha dichiarato Rajeev De Mello, gestore presso Gama Asset Management Sa, prevedendo che l’«incertezza degli investitori» continuerà per tutta questa settimana, in vista della pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti.

Sotto pressione i titoli legati all’AI

I titoli giapponesi collegati all’AI, come SoftBank Group, investitore di OpenAI, il produttore di chip di memoria Kioxia Holdings e il produttore di componenti per server Murata Manufacturing, hanno perso oltre il 10%. Queste azioni avevano raggiunto livelli record all’inizio di questo mese, spinte dall’entusiasmo per la costruzione di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale, ma hanno perso slancio dopo che il Nasdaq-100 è sceso del 5% e il Philadelphia Semiconductor Index ha perso il 10% venerdì 5 giugno.

I titoli giapponesi legati ai semiconduttori sembrano «pronti per una correzione significativa» dopo una forte ascesa, afferma Andrew Jackson, responsabile della strategia azionaria giapponese presso Ortus Advisors. Anche perché l’ipo imminente di SpaceX, fondata da Elon Musk, sta probabilmente aumentando la pressione con gli investitori che stanno chiudendo le loro posizioni per prepararsi alla maxi quotazione. «L’ombra dell’ipo di SpaceX sembra assorbire la linfa vitale del capitale dal rally apparentemente inarrestabile dell’AI e della tecnologia», aggiunge Jackson.

Il pil regge, il 16 giugno la BoJ alzerà i tassi

I trader stanno, inoltre, aumentando le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan quando i responsabili della politica monetaria si riuniranno la prossima settimana, complice l’inflazione in aumento. L’economia giapponese è cresciuta a un ritmo ancora solido all’inizio dell’anno, nonostante le turbolenze legate all’Iran abbiano spinto le imprese a ridurre gli investimenti. Il pil reale è aumentato a un ritmo annualizzato dell’1,8% nel primo trimestre di quest’anno, in calo rispetto alla stima iniziale del 2,1%, secondo quanto riferito l’8 giugno dal Cabinet Office of Japan.

Gli investimenti delle imprese sono stati rivisti al ribasso a -0,7% rispetto al trimestre precedente, contro una crescita dello 0,3% indicata in precedenza. Gli economisti si aspettavano una revisione al ribasso del pil dopo che un rapporto pubblicato la scorsa settimana aveva mostrato una riduzione della spesa in conto capitale da parte delle maggiori aziende giapponesi nel periodo gennaio-marzo.

Il conflitto con l’Iran ha iniziato a intensificarsi verso la fine di quel periodo, con i prezzi del petrolio aumentati bruscamente all’inizio di marzo. Nonostante la revisione al ribasso, il dato continua a indicare un’economia resiliente, sostenuta dalla solidità dei consumi e del commercio. La domanda di prodotti legati all’intelligenza artificiale ha rappresentato un importante impulso alle esportazioni.

Nel complesso, il dato dovrebbe mantenere la Bank of Japan sulla strada di un rialzo dei tassi la prossima settimana, dato che i responsabili della politica monetaria hanno espresso l’intenzione di continuare la normalizzazione della politica monetaria finché la crescita resterà solida.

«La revisione al ribasso del pil del primo trimestre è stata inferiore alle attese e lascia l’economia ancora in crescita a un ritmo superiore al suo potenziale. Ciò non dovrebbe deviare la Bank of Japan dal percorso che porta al rialzo dei tassi ampiamente previsto nella riunione del 15-16 giugno», commentano gli esperti di Bloomberg Economics

Il rapporto sul pil rappresenta l’ultimo importante indicatore economico prima della riunione della BoJ. Lo stesso governatore, Kazuo Ueda, di recente ha segnalato una concreta possibilità di aumento dei tassi questo mese, mostrando nelle sue recenti dichiarazioni una maggior preoccupazione per l’inflazione. Un altro rapporto pubblicato l’8 giugno ha mostrato che il surplus delle partite correnti del Giappone si è ridotto ad aprile.

Le preoccupazioni sulla domanda interna hanno spinto il primo ministro, Sanae Takaichi, a preparare un bilancio supplementare per finanziare i sussidi destinati ad attenuare l’impatto dell’aumento dei costi energetici sulle famiglie. Lo yen debole continua, inoltre, ad aumentare i costi delle importazioni per il Giappone, Paese povero di risorse e fortemente dipendente dal Medio Oriente per l’approvvigionamento energetico.

A maggio il Giappone ha utilizzato una quantità record di riserve valutarie per sostenere lo yen dopo che la valuta ha superato la soglia di 160 yen per dollaro. Successivamente si è rafforzato fino a 155 per dollaro, ma ha poi perso nuovamente terreno. Fino a capitolare di nuovo l’8 giugno. (riproduzione riservata)