Asia, è un bagno di sangue (-6,5%) dopo il peggior selloff sull’AI a Wall Street dal 2020. Occasione per comprare?
Asia, è un bagno di sangue (-6,5%) dopo il peggior selloff sull’AI a Wall Street dal 2020. Occasione per comprare?
Il Nikkei 225 scende sotto quota 60.000 per la prima volta da maggio, mentre il Kospi perde quota 5.000 punti. I titoli dell’AI cedono fino al 15%

di Elena Dal Maso 06/11/2026 07:40

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Borse al massacro in Asia, venerdì 6 novembre, la paura che i dem al comando ora del Congresso Usa pongano restrizioni all’AI manda al tappeto i listini che più dipendono dal tech. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei cede il 6,15%, il Kospi il 6,5%, Hong Kong e Shanghai l’1,15% grazie al sostegno degli acquisti di Stato. I futures sul Nasdaq tornano positivi per lo 0,7% nel frattempo, dopo aver perso il 5,5% la sessione precedente mentre il Vix, l’indice della volatilità (detto anche della paura) è balzato del 70% in un sola seduta. E’ stato il peggior crollo di Wall Streetdal 2020.

Allarme hedge fund

I forti ribassi di alcuni dei principali protagonisti giapponesi della filiera dell’AI, tra cui SoftBank e Kioxia, hanno spinto il Nikkei sotto quota 60.000 per la prima volta da maggio. La generale fuga dagli asset più rischiosi ha innescato forti acquisti di titoli di Stato giapponesi: il rendimento del decennale è sceso di 0,14 punti percentuali al 2,63%. I rendimenti obbligazionari si muovono in direzione opposta rispetto ai prezzi.

Gli operatori hanno espresso preoccupazione anche per le possibili pesanti perdite subite da diversi hedge fund con sede in Asia nelle ultime 48 ore di turbolenza sui mercati. «Il Giappone occupa una posizione molto affollata tra gli hedge fund», ha spiegato Raymond Cheng, chief investment officer per il Nord Asia di Standard Chartered. «Considerato il crollo di alcuni mercati sui quali erano fortemente esposti, saranno costretti a chiudere le posizioni».

Il caso Toyota

Il rialzo di Toyota del giorno precedente (+17%), alimentato dalle aspettative che la svolta politica contro Donald Trump emersa dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti possa portare alla rimozione di alcuni dazi, è stato il maggiore in una singola seduta dal 1987. E oggi il titolo ha ceduto il 5,5%. Secondo alcuni trader, il balzo ha penalizzato gli hedge fund che avevano scommesso al ribasso sulla principale casa automobilistica giapponese.

«Molti operatori stanno esaurendo il margine di rischio disponibile per le loro posizioni sui titoli tecnologici», ha dichiarato Prashant Bhayani, chief investment officer per l’Asia di Bnp Paribas Wealth Management. «Ci eravamo abituati a un contesto di volatilità molto contenuta, ma è chiaramente finito».

L’AI verso una decisa correzione?

La più ampia ondata di vendite sul comparto tecnologico, inizialmente ricondotta dagli analisti ai timori che le vittorie democratiche in alcuni Stati chiave possano tradursi in una regolamentazione più severa dell’intelligenza artificiale e dei data center, si è trasformata in una preoccupazione più generale: il rally globale potrebbe essere ormai maturo per una correzione.

«Stiamo assistendo allo smontaggio troppo rapido di posizioni caratterizzate da un’eccessiva concentrazione degli investimenti. Il tema dell’intelligenza artificiale era diventato una scommessa estremamente affollata e, anche dopo tutte queste vendite, si può sostenere che lo sia ancora», ha osservato un trader di una banca internazionale con sede a Tokyo interpellato dall’FT.

La premier giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato venerdì che il governo sta «seguendo attentamente gli sviluppi» mentre i mercati azionari continuavano a scendere.

Le azioni SoftBank, il cui fondatore Masayoshi Son è tra i più convinti sostenitori in Asia delle prospettive dell’intelligenza artificiale, hanno perso l’11%, sotto il peso di un'ondata di ordini di vendita.

Kioxia, produttore di chip di memoria considerato uno dei principali indicatori del ruolo del Giappone nella filiera globale dell’AI, è arrivata a cedere il 15%.

La Corea sospende il trading per eccesso di ribasso

In Corea del Sud, poco dopo l’apertura sono scattati i circuit breaker, con la sospensione delle contrattazioni per 20 minuti. L’indice di riferimento Kospi Composite è arrivato a perdere l’8,5%, scendendo sotto quota 5.000 per la prima volta in nove mesi.

Samsung Electronics e SK Hynix, i due maggiori produttori mondiali di chip di memoria, che rappresentano circa la metà della capitalizzazione del Kospi, hanno ceduto rispettivamente il 6,4% e il 9,5%, sui timori di un possibile indebolimento della domanda di semiconduttori per la memoria. Dal picco di giugno, il Kospi ha perso il 46%.

La concorrenza della Cina frenerà i dem

Nonostante i ribassi, Albert Yong, managing partner dell’hedge fund Petra Capital Management di Seul, non prevede una contrazione significativa degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

«Gli hyperscaler possono rivolgersi ad altri Stati americani o ad altri Paesi per costruire i data center. Considerata la competizione tra Stati Uniti e Cina per la leadership nell’AI, è improbabile che riducano in misura significativa i piani di espansione delle infrastrutture», ha affermato. (riproduzione riservata)