La maggior parte delle borse asiatiche ha chiuso la seduta dell’8 luglio in ribasso. A pesare sul sentiment hanno contribuito anche il rialzo dei prezzi del petrolio e le tensioni geopolitiche, alimentando un clima di avversione al rischio. I prezzi del petrolio restano su livelli elevati (future sul Wti +2,92% a 72,50 dollari al barile sul Brent +2,8% a 76,25 dollari al barile) dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro l'Iran e inasprito le sanzioni sulle esportazioni di greggio iraniano, in risposta ai recenti attacchi contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Ciò mantiene alta l'attenzione sui rischi inflazionistici. Wall Street ha chiuso in calo la seduta del 7 luglio, mentre il future sull'S&P 500 è piatto e quello sul Dow Jones perde lo 0,13%.
I risultati trimestrali eccezionali di Samsung Electronics hanno provocato il 7 luglio un'ondata di vendite lungo tutta la filiera dell'intelligenza artificiale. Gli investitori si sono infatti interrogati sulla sostenibilità delle attuali valutazioni dei produttori di semiconduttori e sulla loro capacità di essere supportate dalla futura crescita degli utili.
Per gli analisti l'intelligenza artificiale rimarrà il tema d'investimento principale nella seconda metà del 2026, tuttavia gli acquisti diventeranno probabilmente più selettivi, poiché gli investitori attribuiranno maggior importanza alla capacità delle aziende di generare utili in linea con le aspettative molto elevate.
I produttori di semiconduttori sudcoreani non sono rimbalzati dopo aver guidato le vendite nella seduta precedente. SK Hynix è scesa di un altro -2,23%, LG Innotek del 6,6% e Samsung Electronics del 5,4%. Di riflesso l’indice Kospi ha perso il 4,33%, proseguendo la correzione dopo un rialzo superiore al 100% registrato nella prima metà dell'anno.
Meglio le società taiwanesi dell'intelligenza artificiale. Hon Hai Precision Industry (Foxconn) è salita dello 0,21% e Taiwan Semiconductor Manufacturing dell’1%. Così l'indice Taiwan Weighted ha recuperato lo 0,29%. Anche alcuni fornitori tecnologici giapponesi hanno registrato un recupero: Murata Manufacturing è cresciuta dello 0,17%.
Il Nikkei ha però chiuso in calo dello 0,75% con le azioni delle banche giapponesi in calo a causa delle preoccupazioni per l'esposizione del settore al fallimento di Zentoshin, società di elaborazione dei pagamenti con carta di credito.
Il titolo Towa Bank è stato tra quelli più colpiti, ha perso oltre l'8% nella seduta del 7 luglio dopo che la banca ha comunicato un'esposizione creditizia verso Zentoshin superiore a 8 miliardi di yen (49,4 milioni di dollari). L’8 luglio è rimbalzata dll’1,7%. Non lo ha fatto Taiko Bank che ha lasciato sul terreno il 2,9% dopo aver comunicato un rischio di insolvenza pari a 1,5 miliardi di yen legato a Zentoshin. Anche Bank of Kochi ha ceduto il 2,69% dopo aver reso noto un prestito di 1,2 miliardi di yen a Zentoshin, mentre Shimane Bank è scesa del 3,43% dopo aver comunicato un prestito di 800 milioni di yen alla società. Questi istituti di credito stanno effettuando accantonamenti a fronte di un potenziale default sui prestiti concessi.
Zentoshin, società privata con sede a Osaka specializzata nell'elaborazione dei pagamenti, ha presentato istanza di fallimento lunedì 6 luglio, con passività pari a 125,9 miliardi di yen. Secondo i media locali, si tratta del più grande fallimento societario registrato in Giappone dall'inizio dell'anno.
Contrastati i listini cinesi in attesa della pubblicazione, giovedì 9 luglio, dei dati sull'inflazione di giugno. L'indice Shanghai Shenzhen CSI 300 ha ceduto lo 0,15%, mentre lo Shanghai Composite ha chiuso posso mosso. L'Hang Seng di Hong Kong ha invece guadagnato il 2,8%, beneficiando anch’esso del recupero delle azioni delle società cinesi produttrici di chip di memoria in scia all’indiscrezione del Financial Times secondo cui Apple sta testando chip di memoria Dram prodotti da ChangXin Memory Technologies, società sostenuta dallo Stato cinese, per i dispositivi venduti sul mercato cinese. La notizia ha alimentato l'ottimismo sulla filiera cinese dei semiconduttori, nonostante le restrizioni tecnologiche imposte dagli Stati Uniti.
Così Hua Hong Semiconductor è balzato del 12,96%, mentre Brite Semiconductor Shanghai, nota anche come Canxin, è salita del 20%. Anche Skyverse Technology ha registrato un forte rialzo, guadagnando il 16,16% e Kingsemi è avanzata dell’8,11%. Non è stata da meno Wuhan Jingce Electronic Technology con un progresso del 13,10%.
Secondo il quotidiano britannico, Apple starebbe inoltre guidando l'attività di lobbying di diverse aziende tecnologiche statunitensi per ottenere un ampliamento delle autorizzazioni all'utilizzo dei prodotti del produttore cinese di chip. Tuttavia, la società non avrebbe ancora preso alcun impegno per una futura adozione commerciale.
Negli ultimi anni ChangXin Memory Technologies è diventata il quarto maggiore produttore mondiale di chip Dram e, secondo le previsioni, è destinata ad aumentare ulteriormente la propria quota della capacità produttiva globale nei prossimi anni.
Altrove, l’indice Asx 200 australiano ha perso lo 0,52% dopo che Sarah Hunter, vice governatrice della Reserve Bank of Australia, ha avvertito che i ricorrenti shock dell'offerta a livello globale, inclusi quelli legati ai conflitti geopolitici, rendono ancora più importante mantenere ancorate le aspettative d'inflazione. Nel frattempo, la Reserve Bank of New Zealand ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, in linea con le attese del mercato, mentre l'indice Nzx 50 ha chiuso in ribasso dello 0,71%. (riproduzione riservata)