Era stato definito il «Nostradamus dell’intelligenza artificiale»: un giovane analista diventato una delle voci più ascoltate del settore, con una visione profetica sul futuro dell’AI. «Presto il mondo si sveglierà», aveva previsto nel 2024 Leopold Aschenbrenner, ex ricercatore di OpenAI diventato gestore di hedge fund. Nato in Germania 26 anni fa da genitori medici, si è laureato a 19 anni alla Columbia University con il massimo dei voti in Economia e Statistica Matematica.
In poche ore il suo hedge fund, Situational Awareness, è stato costretto a vendere miliardi di dollari di investimenti tecnologici che avevano perso rapidamente valore, mentre le banche chiedevano garanzie aggiuntive (margin call) sulle posizioni finanziate a leva.
Poi è intervenuto Ken Griffin. In meno di 24 ore, dopo un confronto tra il miliardario fondatore di Citadel e Aschenbrenner, il fondo ha acquistato gran parte delle posizioni azionarie di Situational Awareness a prezzi scontati, secondo indiscrezioni di mercato. È stata una brusca inversione di rotta per Aschenbrenner, che prima di fondare il suo hedge due anni fa non aveva esperienza nella gestione di investimenti. Il patrimonio gestito di Situational Awareness è precipitato da circa 45 miliardi di dollari (compresa la leva, secondo più fonti, senza leva 20 miliardi di dollari) all’inizio di luglio a circa 10 miliardi.
Il fondo ora si trova davanti a una nuova fase incerta, tuttavia continua a gestire uno dei più grandi hedge fund azionari al mondo. Secondo il Wall Street Journal, citando una lettera agli investitori, Situational Awareness ha perso circa il 67% a luglio, ma resta in rialzo dell’80% da inizio anno. «Vi abbiamo deluso questo mese», avrebbe scritto Aschenbrenner nella comunicazione agli investitori.
La sua breve carriera da gestore è stata segnata dai due estremi della rivoluzione AI: l’entusiasmo per una tecnologia destinata a cambiare il mondo e il timore che si tratti dell’ennesima bolla speculativa. Negli ultimi mesi banche come Goldman Sachs, JP Morgan e Bank of America avevano sostenuto la crescita del fondo, arrivando secondo alcune fonti a offrire linee di finanziamento pari a quattro-cinque volte il capitale investito. Ma quando i titoli tecnologici hanno iniziato a scendere, gli istituti non hanno voluto mantenere l’esposizione.
Aschenbrenner ha così iniziato a liquidare posizioni per rispondere alle numerose richieste di margini aggiuntivi, innescando movimenti che hanno contribuito alla volatilità sui mercati globali. «La vendita di mercoledì è stata completamente ingiustificata, doveva esserci qualcos’altro dietro», ha commentato Vuk Vukovic, chief investment officer di Oraclum Capital. «Ora sappiamo cosa è successo».
Già prima della crisi di liquidità, Wall Street aveva iniziato a guardare con maggiore prudenza alle strategie del fondo. Quando alcune posizioni avevano raggiunto nuovi massimi storici, Situational Awareness aveva cercato nuove banche disponibili a finanziare le scommesse. Pare che il fondo avesse contattato anche Barclays per accedere ai servizi di prime brokerage, ma la banca avrebbe rifiutato per i timori legati all’eccessiva concentrazione su un unico settore.
All’inizio della settimana sono partite le telefonate a diversi operatori in grado di acquistare grandi pacchetti azionari in un’unica operazione. Tra i fondi che hanno valutato il portafoglio figuravano Millennium Management e Jane Street Group, già investitori in Situational Awareness. Poi Citadel, venuta a conoscenza delle difficoltà, ha contattato Aschenbrenner. Dopo ore di trattative notturne, l’accordo è stato raggiunto poco prima dell’apertura dei mercati di giovedì. Citadel è intervenuta acquistando gran parte del portafoglio azionario pubblico. Quindi, dopo l’operazione, nel portafoglio di Situational Awareness sono rimaste soprattutto partecipazioni private (più difficilmente liquidabili), tra cui la quota in Anthropic.
Nato in Germania, si è trasferito negli Stati Uniti a 15 anni e si è iscritto alla Columbia University, dove si è laureato in economia e matematica-statistica nel 2021 come miglior studente. Prima di entrare in OpenAI nel 2023, aveva contribuito alla gestione del Future Fund di FTX, il braccio filantropico dell’impero crypto di Sam Bankman-Fried, poi travolto da una frode miliardaria.
Successivamente è entrato in OpenAI, dove ha lavorato nel team dedicato alla sicurezza dei sistemi avanzati di AI (Superalignment). È stato allontanato nel 2024: la società ha parlato di divulgazione di informazioni riservate, mentre lui ha sostenuto di aver sollevato dubbi sulla capacità dell’azienda di prevenire attacchi informatici stranieri.
Dopo una serie di articoli pubblicati sul blog Situational Awareness, ha trasformato quelle analisi in un hedge fund con lo stesso nome, attirando investitori di primo piano tra cui i fondatori di Stripe Patrick e John Collison, Daniel Gross e Nat Friedman.
Nel portafoglio del fondo è entrata anche una partecipazione superiore ai 5 miliardi di dollari in Anthropic, la società di AI concorrente di OpenAI, che Aschenbrenner ha mantenuto anche durante la crisi. Nel saggio che ha lanciato la sua carriera da investitore aveva messo in guardia dagli eccessi dell’AI: «Andare all-in su Nvidia oggi potrebbe sembrare una scelta vincente, ma il peso della storia è grande. Io non lo farei». (riproduzione riservata)