Un patto di difesa reciproca fondato su una linea di protezione collettiva vincolante, piuttosto simile all’articolo 5 del Trattato dell’Alleanza Atlantica. Non a caso la nuova alleanza tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan è stata già ribattezzata la «Nato del Medio Oriente». Sancito dal Mecca Joint Defense Agreement, l’accordo consolida il potere dei tre pesi massimi del mondo sunnita attraverso una clausola vincolante: un attacco armato contro uno dei tre Stati sarà considerato un attacco contro tutti.
L’obiettivo di Ankara, Riad e Islamabad è quello di creare uno scudo in grado di rimodellare gli equilibri della sicurezza della regione (l’Egitto, che aveva partecipato ai negoziati preliminari, non figura tra i firmatari). L’accordo si basa su mutua difesa, deterrenza collettiva e collaborazione militare a tutti i livelli.
Ognuno dei tre Paesi porta al tavolo una capacità che gli altri due non hanno: il Pakistan è l’unico Stato musulmano dotato di arsenale nucleare e possiede l’esercito più potente del mondo islamico, la Turchia ha la seconda forza armata della Nato e l’Arabia Saudita mette sul piatto la ricchezza petrolifera, la leadership dell’Opec e un’aviazione da combattimento diventata la più potente del mondo musulmano
Le trattative sono durate quasi un anno, ma sono state accelerate dalla guerra condotta dagli Stati Uniti e Israele in Medio Oriente. Mentre Tel Aviv descrivere Ankara sempre più come una minaccia a livello regionale, l’intesa punta a diventare una nuova forma di difesa: «L’accordo intende rafforzare la deterrenza collettiva contro ogni atto di aggressione», si legge nel testo.
Da quando è iniziata la guerra tra Washington e Teheran, l’Arabia Saudita è stata colpita in molteplici occasioni dall’Iran e la firma del patto della Mecca potrebbe scoraggiare la Repubblica islamica, o gli Houthi yemeniti, a colpire di nuovo. Un principio di deterrenza che potrebbe estendersi anche al di fuori del Medio Oriente e potenzialmente impedire nuove crisi tra Pakistan e India, come quella esplosa nel 2025 nella regione disputata del Kashmir, in base al principio sancito nel patto di «promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione e oltre». (riproduzione riservata)