Arriva il primo Etf attivo che investe solo in società di Piazza Affari. Ecco come è fatto il portafoglio
Arriva il primo Etf attivo che investe solo in società di Piazza Affari. Ecco come è fatto il portafoglio
Quotato a Milano da iM Global Partner e Decalia, il comparto è composto da 50-70 titoli di tutte le fasce di capitalizzazione. Ma i costi annui sono piuttosto elevati

di Marco Capponi 24/06/2026 13:10

Ftse Mib
51.638,94 17.40.00

-0,74%

Dax 30
24.740,36 18.00.00

-0,62%

Dow Jones
51.899,84 21.14.32

+0,45%

Nasdaq
25.379,28 21.09.54

-0,81%

Euro/Dollaro
1,1357 20.54.48

+0,07%

Spread
72,55 17.29.58

+0,47

A Piazza Affari sbarca il primo Etf attivo focalizzato solo sulle società del listino milanese. Un unicum per ora nel mercato dei fondi quotati disponibili agli investitori tricolore, che hanno così a disposizione dieci Etf per esporsi ai titoli domestici.

A portare l’Etf attivo in borsa sono iM Global Partner e Decalia, e il nome del comparto è l'iMGp Italian Opportunities R Eur Ucits Etf. Si tratta peraltro della versione Etf dell’omonimo fondo comune di iM Global, lanciato nel 1996 e in grado di registrare dall’avvio a oggi una performance annualizzata netta del 9%.

Come funziona l’Etf

L’Etf, che ha già una dimensione di 37,5 milioni di euro ed è anche idoneo all’investimento sotto forma di piano di accumulo, è basato su un approccio attivo ad alta convinzione. Il gestore Alfredo Piacentini (in carica dal lancio del comparto) e il co-manager Sandro Occhilupo puntano a costruire un portafoglio di 50-70 titoli di tutte le fasce di capitalizzazione, con l’obiettivo di individuare «aziende sottovalutate prima che il mercato ne riconosca appieno il valore», sottolinea Piacentini. 

I primi titoli in portafoglio

Oltre ai grandi nomi del Ftse Mib, il comparto prevede un’esposizione opportunistica alle pmi quotate, anche sa la maggior parte del portafoglio (50% all’ultimo factsheet disponibile) è composta dalle grandi blue chip, con Unicredit (9,1%), Enel (8,7%) e Intesa Sanpaolo (8,6%) alle prime tre posizioni. Rispetto al Ftse Mib ci sono però anche delle differenze: il quarto titoli è ad esempio Prysmian (e non Eni), mentre in top ten delle partecipazioni dell’Etf non compare Ferrari

Un investimento per tutti, ma non a basso costo

Per ora lo storico fondo di iM Global Partner era destinato principalmente agli istituzionali, con un investimento minimo di 1 milione di euro. La quotazione del comparto in forma di Etf cambia le carte in tavola, anche se il fondo non è economico per la media degli altri prodotti quotati: il ter è infatti dell’1,28% annuo, che lo colloca nella fascia di prezzo alta di questi strumenti (anche nella loro versione a gestione attiva).

Lo scopo però non è tanto quello di offrire un comparto a basso prezzo, ma di alzare la platea di potenziali investitori. Lo spiega Francesca Campanelli, director distribution head of Italy & Ticino di iM Global Partner: «Per quasi trent’anni questa è stata una delle strategie azionarie italiane attive più rispettate, ma confinata principalmente nei portafogli delle banche private e degli investitori istituzionali. La quotazione su Euronext Milan cambia tutto. Un risparmiatore privato, un consulente patrimoniale, un family office: ognuno di loro può ora detenere il comparto in una singola posizione negoziabile quotidianamente su Borsa Italiana». (riproduzione riservata)