Arnaldi, Berrettini, Cobolli: ecco quanto vale l’impresa al Roland Garros per il patrimonio dei tre tennisti azzurri
Arnaldi, Berrettini, Cobolli: ecco quanto vale l’impresa al Roland Garros per il patrimonio dei tre tennisti azzurri
Per Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini e Flavio Cobolli il torneo dello slam parigino è più di una semplice occasione. Sicuramente uno di loro arriverà fino in semifinale: cosa significa per i montepremi. E le proiezioni in caso di vittoria del torneo

di Marco Capponi   02/06/2026 12:00

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Orfana di Jannik Sinner, piegato dal caldo e dalla stanchezza nel match di secondo turno a Parigi contro Juan Manuel Cerundolo, la delegazione azzurra al Roland Garros ha trovato comunque la sua strada verso l’impresa sportiva. Tre italiani ai quarti di finale, tutti nella parte alta del tabellone (impossibile quindi una finale tutta tricolore), con la certezza che almeno uno giocherà la semifinale.

Per Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini e Flavio Cobolli il torneo dello slam parigino è più di una semplice occasione. Per Arnaldi, reduce da oltre cinque ore di match contro la statunitense Frances Tiafoe, si tratta del ritorno tra i grandi dopo un anno e mezzo complicato che sembrava aver compromesso seriamente le sue ambizioni di carriera. Per Berrettini di una seconda occasione dopo i tanti guai (fisici ma non solo) che lo hanno colpito dopo la finale di Wimbledon del 2021. Per Cobolli della definitiva consacrazione tra i grandissimi, coronata dal già raggiunto best ranking (numero 11 del mondo).

Matteo Arnaldi: il ritorno alla ribalta

Ma quanto valgono queste tre imprese sportive – sicuramente uno dei tre azzurri dovrà dire addio alla rassegna dopo i quarti – per i patrimoni dei tre campioni? Il risultato fin qui più inatteso è quello di Matteo Arnaldi: il tennista sanremese, classe 2001, che ricopriva a inizio torneo la posizione numero 104 nel ranking mondiale e da inizio anno aveva guadagnato con i montepremi l’equivalente di 258 mila euro.

Se anche il suo Roland Garros dovesse finire ai quarti contro Berrettini,  Arnaldi si porterebbe a casa 470 mila euro, quasi raddoppiando la vincita attuale. In caso di semifinale si garantirebbe almeno 750 mila euro, rimpolpando il suo montepremi complessivo che attualmente è di 4,1 milioni. Intanto, il campione ligure è tornato a ricoprire la posizione 53 in classifica Atp.

Matteo Berrettini cerca la seconda finale Slam

Dopo la finale di Wimbledon del 2021 Matteo Berrettini sembrava finito fuori dai riflettori del grande tennis. Iniziava il Roland Garros da numero 105 del ranking mondaile, il che significa che il quarto di finale con Arnaldi sarà il primo confronto tra giocatori fuori dalla top 100 a questo punto della competizione di uno slam dal lontanissimo 1991.

Con le proiezioni attuali Berrettini ha già riconquistato la posizione 47 nel ranking Atp e anche per lui, come per Arnaldi, il montepremi già garantito dal torneo parigino porterà a un raddoppio della vincita attuale del 2026, fin qui ferma a 305 mila euro. Tra i tre italiani Berrettini è però quello con un montepremi complessivo più elevato: oltre 12 milioni di euro totali. Oltre alla finale londinese, nel suo palmares ci sono una finale a Madrid (persa da Alexander Zverev nel 2021) e due vittorie negli Atp 500, entrambe al Queen’s di Londra nel 2021 e 2022.

Flavio Cobolli: un campione in ascesa

Per il tennista romano classe 2002 il quarto di finale a Parigi, che lo vedrà contrapposto al canadese Felix Auger-Aliassime, rappresenta il miglior risultato di sempre al Roland Garros, e il secondo quarto in un torneo dello slam dopo Wimbledon 2025. 

Quest’anno Cobolli ha già vinto un torneo, l’Atp 500 di Acapulco, e forte di questa vittoria e dei vari piazzamenti il suo montepremi attuale è pari a 1,3 milioni di euro. In carriera l’azzurro ha già incassato 5,8 milioni.

Se dovesse vincere la rassegna francese Cobolli si potrebbe ritrovare alla fine del torneo con la posizione numero 5 del ranking mondiale e altri 2,8 milioni di euro in cassaforte (in caso di sconfitta in finale la metà: 1,4 milioni). Ma la strada è ancora molto lunga, e piena di insidie. (riproduzione riservata)