Caso Borsa Spa, il ministro Antonio Tajani chiede il golden power: centrale per l’Italia il ruolo degli Etf
Caso Borsa Spa, il ministro Antonio Tajani chiede il golden power: centrale per l’Italia il ruolo degli Etf
È quanto propone il ministro per difendere l’Italia dentro al gruppo Euronext. Fondamentali i fondi indice, che valgono 85 miliardi di euro e la quotazione delle pmi. No alla fuga in Olanda, sempre più paradiso fiscale

di di Elena Dal Maso  01/04/2025 20:32

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Antonio Tajani ha preso a cuore le sorti di Borsa spa, forte di una lunga esperienza politica sia in Italia che in Europa. Da ex commissario Ue ai trasporti e all’industria, ex presidente del Parlamento europeo e oggi vicepresidente del Consiglio, nonché segretario di Forza Italia, Tajani chiede che Borsa giochi il ruolo fondamentale che le deve competere all’interno del gruppo Euronext. Ovvero la holding con sede legale in Olanda, guidata dall’ad Stéphane Boujnah, che raccoglie sette listini del Vecchio continente.

In Euronext l’Italia rappresenta il primo azionista di riferimento: Cdp che detiene l’8,04% delle quote e Intesa Sanpaolo l’1,5%, mentre la Francia segue con la Cassa depositi locale, che ha in portafoglio a sua volta l’8,04%. Quello che ha colpito Tajani, dopo aver letto su MF-Milano Finanza, è la doppia ispezione in corso di Consob negli uffici di Borsa Spa e di Banca d’Italia (sempre su richiesta dell’Authority) in quelli dell’ex Monte Titoli. Una doppia ispezione per capire se Borsa di fatto gode di autonomia gestionale rispetto al gruppo, come previsto dal Tuf, o se invece sia stata man mano esautorata di potere effettivo dal 2021. Se chiede lo stesso Tajani, tanto da chiamare in causa il golden power, un insieme di poteri speciali che il governo può esercitare in settori o asset strategici dell'economia, come è sempre stata considerata Borsa Italiana. Lo scopo è tutelare l'interesse nazionale.

Domanda. Ministro, chiederete allora il golden power su Borsa?

Risposta. Come segretario di Forza Italia sono pronto a proporre a Giorgetti l’applicazione della norma sul golden power in Euronext. Milano è un centro finanziario e industriale europeo, l’Italia non può avere aziende proprie quotate ad Amsterdam e Parigi. Borsa Spa non può essere solo formalmente la piazza finanziaria del Paese e poi essere svuotata di fatto perché le imprese e gli Etf emigrano in altre piazze europee. Ho già sollevato il tema problema in consiglio dei ministri.

D. Che cosa chiede allora a Euronext?

R. L’obiettivo minimo è che Milano diventi il mercato di riferimento per gli Etf, è già da sola la prima piazza per importanza dentro al gruppo Euronext in questo senso. E poi, secondo punto, deve diventare il listino di riferimento del gruppo per le quotazioni delle Pmi fino a 1 o 2 miliardi di euro. Non solo. Voglio proporre un progetto quanto mai attuale a Borsa Spa…

D. Ovvero?

R. Intendo coinvolgere Borsa sul tema molto attuale dell’export, considerato il problema dei dazi Usa, per cercare una strategia alternativa che permetta al mercato di trovare altri Paesi si sbocco rispetto agli Stati Uniti. Sarebbe importante coinvolgere anche Poste nel sistema Italia, passando da un export di 623,5 miliardi di oggi ai 700 miliardi fine legislatura.

D. Resta il tema della Capital Markets Union invocato da Von der Leyen e Draghi per rendere l’Ue finanziariamente più forte e competitiva.

R. La mia, si badi bene, è una battaglia europeista, ma Europa significa creare un vero mercato interno in cui tutti i Paesi hanno gli stessi diritti, significa prima di tutto avere un’unione bancaria vera e completa, un vero e unico mercato dell’energia, non tanti interessi singoli aggregati. Applicare quindi regole omogenee evitando la creazione di paradisi fiscali o di aree fiscalmente vantaggiose come l’Olanda. Non si possono spostare i capitali dove non vengono prodotti.

D. E quindi?

R. Milano possiede finanza e industria: la prima deve lavorare al servizio della seconda e obiettivo comune è la crescita dell’economia reale. Come Paese fondatore dell’Unione europea, secondi per manifattura comunitaria e quarta potenza commerciale mondiale, non possiamo non farci sentire e valere all’interno di Euronext, dove siamo azionisti di riferimento. Ho lottato a suo tempo perché le banche non dovessero svendere in tempi brevissimi i crediti deteriorati in portafoglio mettendo sotto pressione i bilanci.

E ora mi batto avere una vera borsa europea in un vero mercato unico. Gli oltre 85 miliardi di euro di transazioni annuali sugli Etf in Italia sono gli investimenti e i risparmi degli italiani, perché dovrebbero essere indirizzati all’estero? Milano non può quindi essere declassata a succursale finanziaria di altri Paesi perché ha requisiti per essere una grande piazza di economia reale e finanziaria. Mi sono battuto a Bruxelles e ho ottenuto la modifica del Listing Act per ottenere maggiore ricerca sui titoli azionari. Una modifica che apre alla possibilità di veicolare idee in tutto il mondo di Sim e broker italiani sui titoli a capitalizzazione fino 1/2 miliardi. Ora propongo che Milano diventi l'hub europeo per la quotazione delle pmi, anche per sfruttare i benefici della Legge capitali. (riproduzione riservata)