Occorre un nuovo spirito per contrastare le conseguenze delle guerre. In occasione della pandemia sono state importanti le iniziative dell’Unione europea, come il Pnrr che sta concludendosi. Ora occorrono nuove iniziative europee, con ingenti investimenti pubblici e privati che favoriscano la crescita.
A chiederlo è il presidente Abi, Antonio Patuelli, intervenendo all'assemblea dell'associazione bancaria. «Necessita più tempestività per le decisioni europee, con investimenti nel futuro, per il capitale umano, i giovani, le donne e per le innovazioni. Non si possono attendere i tempi lunghi dei veti di singoli Stati e non c’è tempo per aspettare una nuova Costituzione per l’Europa, la via maestra per l’integrazione in una nuova democrazia. In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, occorrono nella Ue le cooperazioni rafforzate degli Stati», ha dichiarato Patuelli riconfermato per acclamazione alla guida dell’Abi per il settimo mandato.
Lo stesso euro, ha ricordato il presidente dell’associazione bancaria, è una cooperazione rafforzata. «Se fosse stata attesa l’adesione di tutti gli Stati della UE, l’euro non sarebbe nato e non varrebbe ora un quinto delle valute mondiali.
Necessitano misure che stimolino gli investimenti privati, con la migliore utilizzazione, sempre libera e responsabile, del risparmio che è opportuno venga attratto da investimenti produttivi e finanziari anche a medio e lungo termine, con la riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata: ciò sarebbe vantaggioso per i risparmiatori, che potrebbero ottenere maggiori rendimenti, e per gli Stati che, pur riducendo le aliquote fiscali in proporzione alla durata degli investimenti, avrebbero più introiti per la maggiore redditività degli investimenti del risparmio a medio lungo termine. È urgente che la Ue approvi i provvedimenti per l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti»
Parlando della fase economica attuale Patuelli ha sottolineato il fatto che dopo essere usciti dagli effetti anche economici della pandemia e ci siamo trovati in una nuova emergenza economica e sociale per i rincari innanzitutto dell’energia, soprattutto per i paesi europei che ne sono grossi importatori, come l’Italia. «Lo sviluppo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale contribuisce ad accrescere la fame di energia», ha detto Patuelli aggiungendo che «occorre un nuovo spirito per contrastare le conseguenze delle guerre».
Parlando invece del sistema bancario italiano, il presidente di Abi ha sottolineato che gli istituti sono «all’avanguardia per gli investimenti e l’utilizzazione delle più nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale: nel 2025 le banche in Italia vi hanno investito 6,3 miliardi, come evidenziato da ABILab, il centro di ricerca e innovazione promosso dall’Abi» ha dichiarato aggiungendo che «le banche sono molto impegnate per la sicurezza e la legalità, per la gestione responsabile dell’intelligenza artificiale e nella lotta al riciclaggio, all’usura, agli illeciti siti finanziari, agli attacchi agli ATM (cosiddetti Bancomat), alle frodi e alle truffe che utilizzano tecnologie e che sono un’emergenza sociale. L’innovazione e la sicurezza debbono procedere assieme: la sicurezza digitale è una priorità», ha detto Patuelli, aggiungendo che in Italia le banche fanno più della loro parte per senso di responsabilità, per la lotta costante ad ogni forma di illegalità, per gli interventi di solidarietà a famiglie e imprese innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione superiori a quelli dovuti per l'articolo 53 della Costituzione.
Le banche - ha proseguito - «hanno affrontato ogni tipo di crisi, hanno applicato in Italia tante riforme e hanno fatto in questi anni continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d'Europa, con il costruttivo ruolo dei sindacati dei bancari».
Per quanto riguarda il credito «In Italia, a cominciare dal Mezzogiorno, crescono da mesi i prestiti bancari a famiglie e imprese vi è più offerta che domanda di prestiti, anche per le incertezze e le crisi internazionali», ha concluso Patuelli.
Tornando alla governance dell’Abi, il consiglio dell’associazione presieduto da Patuelli, ha eletto vicepresidenti, Gian Maria Gros-Pietro, vicario, (presidente Intesa Sanpaolo), Cesare Bisoni (presidente Banca Monte dei Paschi di Siena), Giampiero Maioli (presidente Crédit Agricole Italia), Leonardo Patroni Griffi (presidente Banca Popolare di Puglia e Basilicata), Massimo Tononi (presidente Banco Bpm), Camillo Venesio (amministratore delegato e direttore generale Banca del Piemonte). (riproduzione riservata)