Non indossa maglioni neri ma un abito scuro su camicia bianca senza cravatta. Sguardo ceruleo e capelli all’indietro da attore della Hollywood degli anni cinquanta, Antonio Filosa appare subito uno alla mano che bada al sodo. Come Sergio Marchionne. E come il manager che tirò via dal ciglio del burrone la Fiat, anche lui ha un compito importante, se possibile anche più complesso: rilanciare tutta Stellantis, di cui è amministratore delegato, e un certo modo di fare industria da grandi volumi, che qualcuno a Bruxelles vorrebbe cancellare, perché pensa che quel mondo sia finito e troppo inquinante. Siamo quindi al fronte, dove si combatte la battaglia per il futuro dell’automobile.
MF-Milano Finanza e Class Cnbc lo hanno intervistato in esclusiva europea (questo è un estratto, la versione integrale sarà pubblicata sull’edizione di MF in edicola martedì 13) nel luogo simbolo per il Lingotto e per decine di migliaia di operai e dipendenti, che ancora oggi sono orgogliosi di lavorare lì: Mirafiori. E da quella fabbrica, tanto cambiata negli anni, questo ingegnere napoletano di 52 anni, già con una solida esperienza alle spalle, uomo di analisi ma anche di catena di montaggio, lancia un messaggio chiaro: stiamo lavorando per il bene dell’azienda e del Paese. E ce la faremo.
Domanda. Siamo a Torino, a Mirafiori, con l’ingegner Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis. I nostri lettori e spettatori magari la conoscono con il nome di Fiat: qui c’era la Fiat, oggi è Stellantis. Lei è in carica ufficialmente dal giugno 2025: quale bilancio trae di questa prima fase, di un compito così importante come guidare un gruppo come Stellantis?
Risposta. Sono stati quasi diciotto mesi molto intensi. L’obiettivo di questo primo periodo era duplice. Il primo era iniziare il turnaround, quindi far tornare Stellantis alla profittabilità dopo avere perso soldi nel 2025.
D. Quali risultati avete ottenuto finora?
R. Abbiamo compiuto progressi importanti nel primo semestre, tornando alla redditività. Ma una svolta non si ottiene in sei mesi. Il nostro obiettivo ora è continuare su questa strada, attuare il nostro piano e mantenere gli impegni che abbiamo assunto.
D. Quali sono le tappe finanziarie da rispettare?
R. Dobbiamo rispettare la guidance quest’anno, avere un free cash flow positivo l’anno prossimo e, nell’ambito di Fastlane 2030, arrivare a 3 miliardi di euro di generazione di cassa nel 2028.
D. Il 2030 è dietro l’angolo. Però, per chi fa impresa e deve elaborare strategie, è anche tanto tempo. Che cosa significa fare automobili oggi?
R. È una bella domanda. Il mestiere di fare automobili, fondamentalmente, non è cambiato. Quello che è cambiato è tutto ciò che oggi bisogna mettere in un’automobile, che è soprattutto tecnologia. Abbiamo capito che ci sono due tipi di tecnologia. Noi mettiamo il cliente al centro di quello che facciamo: ci definiamo un’impresa customer centric, centrata sul cliente. Parlando con il cliente abbiamo capito che vede la tecnologia a bordo dell’automobile in due modi. C’è una tecnologia un po’ fine a sé stessa, che il cliente quasi non usa. Se legge il nostro manuale d’uso e manutenzione, può trovare funzionalità della sua vettura che non sa di avere, anche se la possiede da due, tre o quattro anni.
D. Quindi su quale tecnologia volete puntare?
R. Noi vogliamo passare alla seconda visione della tecnologia, quella per l’uomo: la chiamiamo Tech for Humans. Pensiamo che ci siano tecnologie da mettere nelle nostre vetture che il cliente sentirà come necessarie, semplici da usare, user friendly e assolutamente importanti per la sua vita, dentro e fuori dall’auto.
D. Ci faccia un esempio concreto.
R. Per esempio, prima parlavamo delle vetture che lanceremo sul mercato con un livello di autonomia che, con un termine ingegneristico un po’ strano, chiamiamo L2++. I livelli di autonomia vanno da L0 a L5. A L0 lei deve essere sempre al comando; poi ciascun livello permette una maggiore presenza dell’automobile nelle scelte e significa che il conducente è meno attivo nella guida.
D. Su quale piattaforma nascerà la nuova Citroën 2CV, uno dei concept chiave che presentate al Salone di Parigi, e quanto costerà?
R. La Citroën 2CV sarà sulla piattaforma E-car, una piattaforma elettrica, economica ed europea. Elettrica perché avrà le batterie per muoversi; economica perché la venderemo intorno ai quindicimila euro; europea perché sarà fatta al cento per cento in Europa.
D. Che cosa sta cambiando concretamente nelle fabbriche italiane?
R. La nostra produzione in Italia è aumentata nei primi nove mesi dell’anno di poco meno del 30% rispetto all’anno scorso e vogliamo continuare ad accelerare. Sappiamo che ci sono ancora problemi. Saranno risolti quando le nuove vetture saranno prodotte, migliorando giorno dopo giorno la performance commerciale.
D. Che cosa chiedete al governo e alle istituzioni europee?
R. È necessario tornare a pensare a un Made in Europe, a un’industria centrata sull’Europa. Pensiamo sia importante salvaguardare, proteggere e incentivare le imprese che hanno la capacità di disegnare, ingegnerizzare, produrre e utilizzare fornitori europei.
D. Che cosa chiedete ai partner sul piano industriale?
R. Il partner deve aiutarci sul tema dell’utilizzo delle nostre fabbriche. Noi non vogliamo chiudere fabbriche. Il nostro obiettivo è non chiudere fabbriche, nonostante i volumi siano sfidanti.
D. Maserati è un simbolo, un mito: che ne sarà?
R. Lo vedremo presto, perché a fine anno presenteremo il piano Maserati. Lo faremo da Modena. Sono sicuro che sarà un piano che riceverà una reazione molto positiva.
D. Quindi su che cosa dovete concentrarvi?
R. Il nostro compito è quello di agire. Ciò significa aumentare le vendite, migliorare la redditività e generare liquidità. Se riusciremo a perseguire con costanza queste priorità, crediamo di poter ricostruire la fiducia in Stellantis.
D. Qui a Mirafiori producete la 500, sia elettrica sia ibrida. Avete in mente di produrre qualche altro modello in questa che è una fabbrica storica?
R. A Mirafiori quest’anno abbiamo raddoppiato la produzione rispetto all’anno scorso. Ma vogliamo fare di più e stiamo pensando a una serie di possibilità.
D. Avete in vista nuovi accordi commerciali con altri grandi player?
R. In questo momento dobbiamo concretizzare quello che abbiamo iniziato e siamo concentrati su quello. Siamo molto felici dell’accordo con Leapmotor. Vogliamo concretizzare e dare attuazione all’accordo con Dongfeng. (riproduzione riservata)