Ora c’è anche l’ufficialità. Anthropic ha depositato ufficialmente alla Securities and Exchange Commission (Sec) statunitense il prospetto S-1 necessario per quotarsi al Nasdaq. L’azienda guidata da Dario Amodei andrà in borsa con il simbolo «ANT». L’operazione potrebbe diventare l’ipo di maggior valore di sempre e arriva a cinque anni dalla fondazione dell’impresa.
Secondo i media statunitensi il debutto potrebbe avvenire prima del Giorno del Ringraziamento, il 26 novembre, con un target di raccolta che potrebbe collocarsi intorno a 100 miliardi di dollari.
Il deposito della documentazione per la quotazione rende ufficiali i numeri dello sviluppatore del chatbot Claude, finora oggetto di numerose ricostruzioni stampa soprattutto dopo che Anthropic aveva inviato alla Sec un primo prospetto in via confidenziale. In particolare, l’azienda segnala una perdita di 80,7 miliardi di dollari nella prima metà del 2026.
Il prospetto alza il velo sull’evoluzione dei ricavi di Anthropic. Nata nel 2021, la società registrava un fatturato di 41 milioni nel 2023. In un biennio le vendite sono esplose arrivando a 4,6 miliardi nel 2025 e a 16,3 miliardi nel primo semestre 2026. La maggior parte delle entrate è legata a contratti a consumo («pay-for-intelligence»), che rappresentano circa l’80% del totale. La quota restante arriva da abbonamenti. La società sostiene inoltre di aver raggiunto un alto livello di penetrazione nel mondo enterprise: secondo le informazioni contenute nel prospetto il 50% delle aziende Fortune 500 userebbe già Claude.
Il file S-1 contiene anche i numeri, molto attesi dagli investitori, sulle perdite del gruppo. La sostenibilità dell’AI e i moltissimi capitali bruciati da questo business sono infatti due delle preoccupazioni principali del mercato. Anthropic ha riportato una perdita operativa di 551 milioni nel 2023. Dopodiché, il rosso si è allargato di pari passo con il forte incremento degli investimenti e della capacità di calcolo: nel 2025 la perdita operativa è arrivata a 8 miliardi e quella netta a quasi 42 miliardi.
Nei primi sei mesi del 2026 l’azienda ha registrato un’ulteriore perdita operativa di 693 milioni e un rosso netto di 80,7 miliardi, sul quale però pesa un forte effetto contabile dovuto alle obbligazioni convertibili emesse in passato. Senza questo Anthropic sostiene che il semestre si sarebbe chiuso con numeri positivi grazie alla performance del periodo aprile-giugno: nel secondo trimestre l’impresa ha generato il primo utile operativo, pari a 974 milioni. Inoltre, al 30 giugno la società aveva cassa per 131,6 miliardi mentre il totale dei capitali raccolti arrivava a 141,1 miliardi
La società potrebbe debuttare una capitalizzazione iniziale intorno a 1.500 miliardi, più bassa dei 2.000 miliardi ipotizzati in estate e che consegnerebbero all’azienda di Amodei il primato di matricola di maggior valore di sempre. Al momento il record è di SpaceX, quotatasi a giugno con un valore di 1.750 miliardi. Nel file S-1 Anthropic non ha rivelato la valutazione a cui punta con l’ipo né il numero di azioni che intende vendere.
Infine, i documenti di Anthropic contengono un accantonamento da 1,5 miliardi di dollari relativo ai risarcimenti che la società dovrà pagare a circa 120.000 editori e autori come risultato di una causa per violazione del copyright che si è conclusa a luglio 2026.
L’azienda è coinvolta anche in una contesa con il governo statunitense. A inizio anno il Dipartimento della Difesa ha inserito Anthropic nella lista delle organizzazioni che rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale, sospendendo l’utilizzo delle sue soluzioni di AI. L’azienda ha impugnato il provvedimento e il procedimento legale è ancora in corso. (riproduzione riservata)