Anthropic prepara ipo record da 2 trilioni e tratta per rilevare Decart per 6 miliardi. Ecco perché
Anthropic prepara ipo record da 2 trilioni e tratta per rilevare Decart per 6 miliardi. Ecco perché
In attesa dell'ipo in autunno, gli investitori stimano ricavi più che raddoppiati nel 2026 rispetto alle attese di maggio. Ecco perché Decart vale così tanto

di Elena Dal Maso 13/08/2026 11:45

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Anthropic prepara la più grande ipo della storia mentre continua a investire miliardi per sostenere la corsa all'intelligenza artificiale. Da una parte gli investitori della società che sviluppa Claude scommettono su una valutazione di 2.000 miliardi di dollari o più per lo sbarco a Wall Street, atteso in autunno. Dall'altra Anthropic tratta l'acquisizione della startup israeliana Decart AI per 6 miliardi di dollari. Due operazioni diverse, ma che raccontano la stessa storia: la crescita dell'AI richiede capitali sempre più ingenti, tanto per sviluppare i modelli quanto per costruire l'infrastruttura necessaria a farli funzionare.

Secondo il Financial Times, una mezza dozzina di investitori di Anthropic ritiene che la società possa arrivare a una valutazione di almeno 2.000 miliardi di dollari in una possibile ipo a ottobre. Sarebbe il debutto più grande di sempre e supererebbe anche quello di SpaceX, valutata 1.770 miliardi al momento della quotazione. Gli investitori stanno costruendo le proprie valutazioni sulla base soprattutto della rapidissima crescita dei ricavi.

La società guidata da Dario Amodei aveva annunciato a maggio di aver superato i 47 miliardi di dollari di ricavi annualizzati. Gli investitori si aspettano ora che questo valore possa salire a 100-120 miliardi entro la fine del 2026, più che decuplicando nel corso dell'anno. Una crescita che, secondo le stime, giustificherebbe multipli elevati: alcune società considerate beneficiarie dell'AI, come Palantir e Nebius, quest'anno hanno trattato intorno a 55 volte i ricavi.

Il conto della valutazione, però, non è così semplice. Anthropic non ha ancora fissato il valore a cui intende proporre le azioni e gli investitori stanno elaborando modelli propri. La società ha inoltre presentato a giugno i documenti alla Securities and Exchange Commission, entrando nel cosiddetto quiet period che limita le comunicazioni pubbliche sui risultati.

La sfida dei costi

La scommessa sulla valutazione record arriva mentre aumentano anche le incognite. Anthropic deve fare i conti con la concorrenza di OpenAI, Google e dei modelli cinesi, con le pressioni regolamentari e con un rapporto sempre più complicato con il governo statunitense. Secondo alcuni investitori citati dall’FT, le tensioni con Washington e le restrizioni imposte a giugno hanno contribuito a rallentare temporaneamente la crescita dei ricavi.

C'è poi un problema ancora più strutturale: quanto costa far funzionare l'AI. I clienti stanno diventando più sensibili ai prezzi e in alcuni casi stanno scegliendo modelli meno potenti e più economici. Il modello di punta di Anthropic, secondo Artificial Analysis, costa oltre due volte e mezzo quello di OpenAI, mentre i modelli cinesi open-weight hanno prezzi molto più bassi. È in questo contesto che si inserisce la possibile acquisizione di Decart.

Anthropic offre 6 miliardi per Decart

Secondo Bloomberg, Anthropic è in trattative per acquistare Decart AI per circa 6 miliardi di dollari. L'operazione non è ancora conclusa e potrebbe saltare, ma se andasse in porto sarebbe la maggiore acquisizione mai realizzata da Anthropic, proprio alla vigilia della possibile ipo.

Decart è una startup israeliana fondata nel 2023 da tre ingegneri, i fratelli Dean e Orian Leitersdorf e Moshe Shalev. Sviluppa i cosiddetti world models, sistemi di AI progettati per simulare il mondo fisico, con applicazioni che vanno dalla guida autonoma all'e-commerce. Ma è soprattutto un'altra tecnologia a interessare Anthropic: il software capace di rendere più efficienti i chip e quindi di ridurre il costo dell'addestramento e dell'elaborazione dei modelli.

Dalla prova virtuale ai video in tempo reale

Decart ha raccolto a maggio 300 milioni di dollari in un round guidato da Radical Ventures, al quale hanno partecipato Nvidia, Atreides Management, Valor Equity Partners e Adobe Ventures, insieme ai precedenti investitori Sequoia Capital, Benchmark e Zeev Ventures. Il finanziamento aveva portato la valutazione della startup a quasi 4 miliardi di dollari, dai 3,1 miliardi dell'agosto 2025.

Tra i suoi prodotti c'è Lucy AI, un modello capace di analizzare un video in tempo reale e generare una versione ad alta risoluzione nella quale, per esempio, una persona può apparire mentre prova un vestito o una borsa. Una tecnologia particolarmente interessante per l'e-commerce, dove la resa realistica dei tessuti rappresenta da tempo una difficoltà. eBay, che ha investito nella società, è anche un suo cliente.

Decart utilizza inoltre testo e milioni di ore di video per addestrare i modelli a comprendere e simulare le proprietà fisiche del mondo reale. La tecnologia viene utilizzata anche per lo streaming live su piattaforme come Twitch, TikTok e YouTube. (riproduzione riservata)