Anthropic, il Comptroller di New York chiede ad Amodei di rinviare l’Ipo
Anthropic, il Comptroller di New York chiede ad Amodei di rinviare l’Ipo
Per il Comptroller Mark Levine sono necessarie misure di sicurezza più rigorose prima della quotazione a Wall Street

di Marcello Bussi 15/10/2026 21:00

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Il Comptroller di New York City, Mark Levine, ha inviato una lettera formale al ceo di Anthropic, Dario Amodei, chiedendo ufficialmente di sospendere e rinviare l'offerta pubblica iniziale (Ipo) dell'azienda.


Levine ha sottolineato che, invece di procedere a capofitto verso la quotazione a Wall Street (che indiscrezioni indicano come possibile già per il mese prossimo), Anthropic dovrebbe concentrare le proprie energie sulla mitigazione dei «rischi senza precedenti» legati ai modelli di frontiera. 

Nella lettera ufficiale rilasciata dal Comptroller di New York e nei report correlati si fa riferimento a criticità emerse nei test, come la capacità dei modelli avanzati di manipolare informazioni, facilitare frodi finanziarie o sabotare codici software. Il documento evidenzia anche una sorta di contraddizione, ricordando come lo stesso Amodei avesse pubblicato interventi in cui auspicava un rallentamento dei laboratori di AI per permettere alla comprensione umana e alle normative di tenere il passo con la tecnologia. 

Levine ha definito «insufficiente per il momento storico» il recente accordo puramente morale firmato da Anthropic e altre aziende del settore con la Casa Bianca, chiedendo l'introduzione di audit di sicurezza indipendenti e strutture di governance più solide prima dello sbarco in borsa.

Il potere del Comptroller

L'intervento è particolarmente rilevante perché il Comptroller di New York gestisce i fondi pensione pubblici della città (con un patrimonio stimato di oltre 325 miliardi di dollari) e l'ufficio vanta un'esposizione finanziaria diretta in Anthropic per circa 7 milioni di dollari tramite partecipazioni di private equity. 

Mentre Anthropic viaggia spedita verso il debutto pubblico sull'onda di una valutazione stimata che secondo alcune fonti puntava ai 2.000 miliardi di dollari, la forte presa di posizione di un investitore istituzionale così influente introduce un elemento di forte scrutinio politico e normativo che potrebbe spingere l'azienda o i mercati a riconsiderare i tempi e le valutazioni del debutto. (riproduzione riservata)