Anthropic fa un passo indietro su Decart. La società statunitense che sviluppa il chatbot Claude ha deciso di non procedere con l’acquisizione della startup israeliana specializzata in infrastrutture e tecnologie per l’intelligenza artificiale, dopo aver completato la fase di due diligence. Lo riferisce Bloomberg News, citando fonti a conoscenza del dossier.
Sul tavolo c’era un’operazione dal valore potenziale di 6 miliardi di dollari, cifra che avrebbe rappresentato una delle acquisizioni più rilevanti nella storia di Anthropic. Le trattative, tuttavia, non erano mai arrivate a un accordo definitivo e, dopo l’analisi della società target, Anthropic a quanto pare ha deciso di rinunciare. Le due aziende potrebbero, comunque, continuare a lavorare insieme attraverso altre forme di collaborazione.
L’acquisizione aveva una logica industriale precisa. Decart sviluppa tecnologie progettate per ottimizzare l'utilizzo dei chip e ridurre i costi legati all'addestramento e all'esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale.
Per Anthropic, alle prese con una domanda in forte crescita per Claude e per i propri servizi enterprise, il controllo di questo tipo di tecnologia avrebbe potuto contribuire ad aumentare l'efficienza della capacità di calcolo già disponibile.
La potenza computazionale è infatti diventata uno dei principali vincoli e, allo stesso tempo, uno dei maggiori costi per i grandi sviluppatori di modelli di AI. Addestrare modelli sempre più sofisticati richiede enormi quantità di chip e infrastrutture, mentre l'utilizzo quotidiano degli stessi modelli da parte degli utenti genera un ulteriore fabbisogno di capacità di calcolo, il cosiddetto processo di inferenza.
È proprio su questo terreno che si muove Decart, la cui piattaforma punta a ottenere il massimo delle prestazioni dai chip utilizzati dagli sviluppatori di AI, sia durante l'addestramento dei modelli sia nella fase successiva di esecuzione.
Alla conferenza Raise AI di Parigi, lo scorso luglio, Dean Leitersdorf, amministratore delegato di Decart, aveva spiegato che la società addestra i propri sistemi utilizzando testi e milioni di ore di video, con l'obiettivo di insegnare all'AI a comprendere e simulare le proprietà fisiche del mondo reale.
La sua tecnologia viene, inoltre, utilizzata per il live streaming su piattaforme come Twitch, TikTok e YouTube, anche da creator come CodeMiko, oltre che da società attive nella pubblicità. Per Anthropic, dunque, Decart rimane un possibile partner tecnologico.
Fondata nel 2023 dagli ingegneri israeliani Dean Leitersdorf, Orian Leitersdorf e Moshe Shalev, Decart si è rapidamente affermata nel settore dell'intelligenza artificiale generativa.
A maggio la società ha raccolto 300 milioni di dollari in un round guidato da Radical Ventures, con la partecipazione, tra gli altri, di Nvidia, Atreides Management, Valor Equity Partners e Adobe Ventures. Al finanziamento hanno preso parte anche investitori già presenti nel capitale, tra cui Sequoia Capital, Benchmark e Zeev Ventures.
L'operazione ha portato la valutazione di Decart a quasi 4 miliardi di dollari rispetto ai 3,1 miliardi raggiunti nell'agosto 2025. Una valutazione che rende ancora più significativo il valore di 6 miliardi ipotizzato per l'eventuale acquisizione da parte di Anthropic.
Il business di Decart non si limita all'ottimizzazione dell'hardware. La startup sta sviluppando anche i cosiddetti «world model», sistemi di intelligenza artificiale progettati per simulare il comportamento del mondo fisico.
L'obiettivo è applicare queste tecnologie a settori diversi, dalla guida autonoma all'e-commerce, fino alla creazione e alla manipolazione di contenuti video in tempo reale.
Tra i prodotti più interessanti c'è Lucy, un modello capace di elaborare un video live di una persona e generare in tempo reale immagini ad alta risoluzione che possono, per esempio, simulare la prova di un vestito o di una borsa. Una tecnologia particolarmente interessante per il commercio online, dove la possibilità di visualizzare virtualmente un prodotto indossato rappresenta da tempo una delle applicazioni più ambite dell'IA generativa. Tra i clienti di Decart figura anche eBay, che è anche investitore nella startup.
La rinuncia a Decart arriva mentre Anthropic sta accelerando gli investimenti per sostenere la crescita del proprio business e prepararsi alla quotazione in borsa. La società sta aumentando la spesa per la capacità di calcolo necessaria allo sviluppo dei nuovi prodotti e alla gestione della domanda dei clienti. Sempre secondo quanto riportato da Bloomberg, Anthropic starebbe valutando una raccolta in occasione dell'Ipo di dimensioni tali da poter raggiungere o superare quella realizzata da SpaceX.
L’operazione non dovrebbe iniziare prima di metà ottobre, con l'obiettivo di arrivare alla quotazione prima delle elezioni di midterm statunitensi di novembre. In questo scenario, la scelta di non procedere con Decart potrebbe indicare una maggior selettività da parte di Anthropic nell'impiego del capitale, soprattutto per operazioni di dimensioni molto elevate.
Separatamente, secondo quanto riportato dal Financial Times, i banchieri di OpenAI e Anthropic stanno cercando di ottenere rating creditizi di livello investment grade per le due società specializzate in intelligenza artificiale in vista delle loro Ipo. In quest’ottica di recente Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno tenuto colloqui con le agenzie di rating per conto dei due principali laboratori di AI. (riproduzione riservata)