Anthropic e il petrolio mandano l’Asia in rosso: euro e futures sul Nasdaq sotto pressione
Anthropic e il petrolio mandano l’Asia in rosso: euro e futures sul Nasdaq sotto pressione
L’Arabia Saudita ha chiuso la Est-West pipeline, via alternativa per il petrolio allo Stretto di Hormuz dopo un attacco con i droni. Il discorso di Amodei sui timori per lo sviluppo dell’AI inizia a inquietare i mercati

di Elena Dal Maso 14/09/2026 07:30

Ftse Mib
51.902,34 12.37.37

-1,16%

Dax 30
25.475,07 12.37.48

-0,37%

Dow Jones
52.573,29 12.40.53

+0,98%

Nasdaq
26.333,04 7.25.15

+0,96%

Euro/Dollaro
1,1538 12.22.50

-0,57%

Spread
89,38 12.52.54

+2,39

L’Asia apre la settimana in rosso, lunedì 14 settembre, sotto pressione a causa del rialzo senza sosta del petrolio e per un selloff sui titoli dell’AI. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei cede l’1%, Shanghai è sulla parità, il Kospi perde il 3%, solo l’Hang Seng sale dello 0,2%. L’euro cede lo 0,3% a 1,1569, l’oro lo 0,5% a 4.328 dollari, mentre i futures sul Nasdaq viaggiano depressi: -1,3%. Intanto il petrolio guadagna il 2,5%, il Wti a 102,6 dollari, il Brent a 107,18.  

Balzo dei prezzi del petrolio

I prezzi del petrolio sono saliti fino al 3% dopo che l’Arabia Saudita ha chiuso un’importante pipeline per il greggio in seguito ad attacchi con droni, interrompendo una rotta strategica utilizzata per bypassare lo Stretto di Hormuz. Il Brent è salito verso i 108 dollari al barile, dopo il rally di oltre il 9% della scorsa settimana, mentre il greggio si è avvicinato ai 103 dollari.

Borsa giapponese in calo per i timori sull’AI

L’indice Nikkei 225 è sceso fino all’1,7% lunedì, portandosi sotto quota 63.000 punti e toccando i minimi delle ultime sei settimane, in linea con i ribassi dei futures sulle azioni statunitensi, mentre aumentano i timori sulla sicurezza dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Sabato, il ceo di Anthropic, Dario Amodei, ha invitato le società di AI a rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati a causa dei rischi per la sicurezza, impegnandosi al contempo a introdurre ulteriori misure di salvaguardia nella società.

Gli investitori hanno inoltre dovuto fare i conti con il forte aumento dei prezzi del petrolio dopo che l’Arabia Saudita ha chiuso la East-West Pipeline, una rotta fondamentale alternativa allo Stretto di Hormuz. L’aumento dei prezzi dell’energia ha rafforzato le aspettative di una politica monetaria più restrittiva, con la Federal Reserve e la Bank of Japan attese entrambe al rialzo sui tassi di interesse questa settimana.

Le vendite hanno colpito soprattutto i titoli tecnologici e legati all’AI, con Kioxia Holdings (-8,6%), SoftBank Group (-12%), Advantest (-4,5%), Taiyo Yuden (-8,3%) e Tokyo Electron (-2,6%) in forte calo.

Oro ancora sotto pressione

L’oro è rimasto sotto pressione intorno ai 4.300 dollari l’oncia lunedì, dopo tre settimane consecutive di ribassi, penalizzato dall’impennata dei prezzi del petrolio e dalle scommesse su una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve.

La crisi prolungata in Medio Oriente ha provocato uno shock inflazionistico sull’economia globale, rafforzando le aspettative per una politica monetaria più restrittiva. I mercati stanno attualmente scontando una probabilità di circa l’86% che la Fed aumenti di 25 punti base mercoledì.

I dati diffusi venerdì hanno mostrato che l’inflazione al consumo negli Stati Uniti è rimasta stabile al 3,4% ad agosto, lo stesso livello di luglio e in linea con le previsioni, mentre l’indice dei prezzi al consumo mensile è aumentato dello 0,4%, segnando l’incremento più forte degli ultimi tre mesi. Anche i prezzi alla produzione statunitensi hanno accelerato ad agosto, visto che la guerra con l’Iran ha spinto al rialzo i costi energetici all’ingrosso, mentre i dati sul mercato del lavoro hanno indicato solidità dell’occupazione.

Dollaro in rialzo in vista della riunione della Fed

L’indice del dollaro è salito verso quota 99,5 lunedì, mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo, mentre gli investitori si preparano alla prossima riunione della Federal Reserve e valutano l’impatto dell’impennata dei prezzi del petrolio.

I mercati stanno attualmente scontando una probabilità dell’86% che la Fed aumenti di 25 punti base il tasso di riferimento mercoledì, con un ulteriore rialzo atteso entro la fine dell’anno. (riproduzione riservata)