Si allarga la fronda degli editori contro i riassunti generati con l’intelligenza artificiale di Google. Dopo le rimostranze di alcuni gruppi statunitensi e le segnalazioni inviate all’Unione Europea da associazioni e autorità del settore (compresa l’Agcom italiana), 300 quotidiani francesi hanno deciso di chiedere l’intervento dell’antitrust.
L’iniziativa arriva dall’Alliance de la Presse d'Information Générale (Apig), che ha presentato un esposto formale al Garante della concorrenza dopo l’introduzione in Francia delle AI Overviews, le sintesi automatizzate che compaiono in cima ai risultati di ricerca, a fine luglio 2026. I riassunti AI sono stati lanciati negli Stati Uniti nel 2024 e sono già stati introdotti in vari Paesi, tra cui l’Italia, nel corso del 2025.
Le sintesi - è la tesi degli editori - causano un’emorragia di lettori dai siti web delle testate giornalistiche, senza remunerare in modo adeguato i contenuti che utilizzano. Per questo l’Apig chiama in causa l’antitrust francese chiedendo il rispetto da parte di Google degli impegni presi in passato e lamenta di essere stata messa «di fronte al fatto compiuto». L’introduzione di AI Overview è infatti avvenuta «prima dell’apertura di un negoziato trasparente» e «con l’unica alternativa di un ritiro tecnico che comporterebbe una perdita di visibilità» per i siti, come sottolinea l’Alliance.
L’effetto delle sintesi AI di Google ha allarmato anche l’editoria italiana, che però ha scelto un’altra strada. A fine aprile l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha chiesto direttamente l’intervento dell’Unione Europea, anziché dell’Antitrust italiano, invocando le regole del Digital Services Act (Dsa).
Inoltre, a inizio 2026 l’European Publishers Council che riunisce i rappresentanti di diversi editori editori (tra cui il gruppo italiano Gedi), ha presentato una segnalazione formale all’antitrust europeo sulla stessa questione. A queste iniziative si affianca un’indagine della Commissione Ue, avviata a dicembre 2025, per verificare se Google abbia rispettato le regole nell’utilizzo di contenuti coperti da copyright. (riproduzione riservata)