Anche Coima sotto la lente di Bankitalia per l’antiriciclaggio
Anche Coima sotto la lente di Bankitalia per l’antiriciclaggio
Servono 60-90 giorni per il rapporto ispettivo della Vigilanza, più altri 30 per le controdeduzioni. Integrato nel frattempo il board. Per Dea Capital RE è atteso entro il 2 luglio il piano con i rimedi

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri  01/06/2026 22:00

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Non si ferma la stretta di Banca d’Italia sulle Banca d’Italia sulle società di gestione immobiliare, un’azione che sul versante del riciclaggio è trasversale. 

Secondo quanto MF-Milano Finanza è in grado di rivelare, dopo Dea Capital Re la Vigilanza di Via Nazionale ha inviato un mese fa una squadra composta da sette ispettori anche in Coima. È la sgr fondata e guidata dall’imprenditore Manfredi Catella, da oltre 14 miliardi di euro di masse gestite, finita lo scorso anno nella maxi-inchiesta sull’urbanistica milanese e divenuta famosa per aver trasformato, con diversi progetti di rigenerazione urbana, lo skyline meneghino.

L'ispezione di Banca d'Italia e i nodi sull'antiriciclaggio

L’ispezione si è appena conclusa e nella sgr sono in attesa del verbale completo con l’esito definitivo. Ci vogliono 60-90 giorni per la consegna del rapporto ispettivo, più altri 30 giorni per le controdeduzioni della società.

Non è ancora chiaro se le criticità siano del tutto assimilabili a quelle rilevate nella sgr del gruppo De Agostini (dai primi riscontri parrebbe di no), ma secondo quanto rivelano alcune fonti vicine al dossier, così come in Dea Capital Re, anche in Coima sono emersi problemi sull’antiriciclaggio. La sgr sarebbe già corsa ai ripari rafforzando i presidi a livello di cda con una figura ad hoc.

Il precedente di Dea Capital Re e il rinnovo della governance

A fine aprile la banca centrale presieduta da Fabio Panetta aveva chiesto di rinnovare la governance della società del gruppo di Novara, dopo aver rilevato carenze nella gestione del rischio riciclaggio. Un fulmine a ciel sereno, visto che a detta di molti addetti ai lavori Dea – una delle principali sgr nazionali nel settore con oltre 50 fondi, 670 asset e 12,5 miliardi di masse – era reputata sul mercato un benchmark come miglior impianto a livello di presidio del rischio.
 

L’ispezione di Bankitalia aveva portato alla decapitazione dell’intero board con la nomina a presidente di garanzia dell’ex Generali e Cdp Real Asset Giancarlo Scotti, mentre si cerca ancora il ceo chiamato a sostituire Emanuele Caniggia.

Entro il 2 luglio Dea Capital Re dovrebbe presentare il piano di azione con i rimedi richiesti da Via Nazionale, piano implementabile poi sino a fine anno. Controllata al 100% da Coima Holding, che fa capo per circa il 78% alla famiglia Catella, Coima sgr gestisce un portafoglio di 40 oicr immobiliari e, fra gli investitori italiani, raccoglie denaro anche dal mondo delle casse previdenziali e delle fondazioni bancarie.

I progetti di rigenerazione urbana a Milano e Roma

È prevalentemente concentrata su Milano, ma lo scorso anno ha messo un piede anche a Roma, aggiudicandosi la gara indetta da Cdp Real Asset per la riqualificazione delle ex Caserme Guido Reni, battendo la concorrenza di Hines e della cordata Investire-Dea Capital-Fabrica. Il progetto di rigenerazione urbana vede la collaborazione tra Coima, Eagle Hills e la stessa Cdp Real Asset tramite un fondo ad hoc con un investimento stimato di circa 400 milioni di euro. (riproduzione riservata)