Amplifon raccoglie 453 milioni per finanziare l’acquisto di Gn Hearing. Citi: il titolo tratta a sconto, ma è giustificato
Amplifon raccoglie 453 milioni per finanziare l’acquisto di Gn Hearing. Citi: il titolo tratta a sconto, ma è giustificato
Ampliter resta l'azionista di controllo di Amplifon con il 38,69%. Per gli analisti l’operazione riduce l’incertezza relativa a tempistica, dimensione e valore dell’aumento di capitale. I calcoli di Citi e di Equita post acquisizione del business Hearing da Gn Store Nord

di Francesca Gerosa 22/05/2026 08:40

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Si è concluso positivamente il collocamento di 45,3 milioni di azioni ordinarie di Amplifon di nuova emissione, pari al 20% del capitale sociale (pre-aumento di capitale) del produttore di apparecchi acustici, per un importo di 453 milioni di euro, mediante una procedura di accelerated bookbuilding.

La cifra è inferiore al massimo di 750 milioni di euro indicato al momento dell’annuncio dell’operazione ed è volta a finanziare la componente in contanti legata all’acquisizione di Gn Hearing.

Sulla base della domanda raccolta, che ha superato di molte volte l'offerta, il prezzo di emissione delle nuove azioni a seguito del collocamento è stato fissato a 10 euro per azione con uno sconto di quasi il 6% rispetto alla chiusura del 21 maggio a 10,60 euro.

Il nuovo assetto societario

Le nuove azioni oggetto del collocamento sono state assegnate agli azionisti Ampliter e Tamburi Investment Partners che si erano impegnati a sottoscrivere le nuove azioni per un importo pari, rispettivamente, a 100 milioni e 30 milioni (quasi il doppio della sua quota, 3,3%, nella società). Ampliter continua a essere l'azionista di controllo di Amplifon con una partecipazione del 38,69% (70,09% dei diritti di voto). Il collocamento ha permesso anche di incrementare il flottante del 28% al 59% del capitale e la liquidità del titolo.

L'acquisizione di Gn Hearing 

I proventi del collocamento saranno utilizzati per finanziare l’acquisizione del business Hearing da Gn Store Nord. In relazione a quest’operazione Amplifon ha precisato che non prevede ulteriori aumenti di capitale, ad eccezione dell'emissione di 56 milioni di azioni la cui sottoscrizione sarà riservata a Gn Store Nord con il perfezionamento dell’acquisizione, attesa entro la fine dell’anno. 

Il lock-up di Gn Store Nord

Inoltre, l’azienda danese ha acconsentito a un vincolo di lock-up fino a 15 mesi dal closing applicabile ai 56 milioni di azioni Amplifon che Gn riceverà a tale data. Il lock-up è strutturato in modo scaglionato: meno di un terzo delle azioni potrà essere svincolato decorsi 9 mesi dalla chiusura dell’operazione, mentre le azioni residue saranno svincolate in tranche successive fino alla scadenza definitiva del periodo di lock-up.

Questo, a detta di Intermonte, riduce in modo rilevante il rischio sulla quota prospetticamente detenuta da Gn, stimata al 17,7% contro una del 16% se l’aumento di capitale fosse stato da 750 milioni. Considerando anche la diluizione per l’aumento di capitale riservato a Gn Store Intermonte ha stimato che Ampliter scenda al 32% del capitale (al 64% dei diritti di voto).

Analisti: meno incertezza

Mediobanca Research ritiene che il chiarimento della struttura di finanziamento per l’acquisizione del business Hearing da Gn rappresenti un elemento positivo per questa equity story, soprattutto considerando che la componente equity di 453 milioni è inferiore ai 750 milioni inizialmente indicati e che il prezzo di emissione è superiore al prezzo del titolo al momento dell’annuncio dell’acquisizione. In ogni caso la banca d'affari mantiene il rating neutral su Amplifon con un target price a 11,50 euro.

Il tempismo dell’operazione, a detta di Kepler Cheuvreux, «è stato inatteso. In effetti, ci aspettavamo che Amplifon impiegasse più tempo per definire con precisione l’ammontare di azioni da apportare. Sebbene l’operazione venga realizzata vicino ai minimi pluriennali e lasci ancora la società con una leva finanziaria stimata intorno a 3x a fine 2027, riteniamo che riduca l’incertezza legata all’acquisizione. Per questo motivo, pensiamo che il mercato dovrebbe accoglierla positivamente. Manteniamo comunque il giudizio hold e il target price a 10,90 su Amplifon».

Anche Banca Akros (neutral e target price a 11,6 euro) ritiene l’operazione positiva, in quanto riduce l’incertezza relativa a tempistica, dimensione e valore dell’aumento di capitale. La società potrà ora concentrarsi sulla riorganizzazione del gruppo in vista dell’integrazione di Gn Hearing il prima possibile dopo il closing.

L'analisi di Citi su leva finanziaria e utili

Secondo i calcoli di Citi, la struttura finale dell’acquisizione comporterà un rapporto debito netto/ebitda pro-forma di 3,4x includendo le sinergie e di 3,6x escludendole (3,5x la stima di Banca Akros; 3,2x quella di Intermonte, ben al di sotto dello scenario più conservativo indicato dal management e ancora compatible con un rating BB+).

Rispetto alle simulazioni più recenti di Equita, l’operazione è leggermente più diluitiva: la sim aveva ipotizzato un aumento di capitale da 375 milioni a fronte di un leverage, però, inferiore (3,3x) a 3,5x calcolato dalla sim nella sua simulazione.

Assumendo un costo del debito del 4,5% sui nuovi finanziamenti, per Citi l’operazione sarà accrescitiva per l’utile per azione di Amplifon di una percentuale «high teens» su base pro-forma includendo le sinergie, mentre sarà sostanzialmente neutrale sull’eps senza le sinergie.

In paricolare, Intermonte (rating outperform e target price a 16 euro) vede un aumento dell’11% dell’eps 2027, un incremento maggiore rispetto al +7% stimato se l’aumento di capitale fosse stato di 750 milioni.

Il confronto con i competitor

A 10,6 euro per azione, dopo l’emissione di nuove azioni (incluse quelle destinate a Gn), analizza ancora Citi, il titolo tratterebbe a 7,4x l’ev/ebitda su base pro-forma includendo le sinergie e a 8,1x escludendole. Questo valore va confrontato con i competitor Soon e Demant, che trattano mediamente a 11x l’ev/ebitda (stime 2027), e con il range storico di Amplifon compreso tra 9x e 22x nel periodo 2015-2019.

Quindi Amplifon quota a sconto, va però sottolineato, precisa Citi, che in quel periodo la società registrava una crescita organica delle vendite del +7% all’anno e una crescita dei ricavi a cambi costanti del 10%, rispetto alla guidance attuale di una crescita organica superiore al 3% per il 2026.

Pure Equita confronta Amplifon con i peer Sonova e Demant che, a valle dei messaggi del primo trimestre del 2026 piuttosto costruttivi trattano mediamente a 10,5x l’ev/ebitda e a 16x il p/e adjusted 2027, quindi il gruppo italiano tratta con uno sconto del 40% circa, «in parte giustificabile con il rischio di integrazione di Gn Hearing, la maggior leva (circa 3x per Demant e meno di 1x per Sonova sull’esercizio in corso) e la minor performance operativa (crescita organica nel retail) degli ultimi trimestri. Comunque «ci aspettiamo una reazione positiva alla notizia del completamento del collocamento di azioni, che rimuove un importante overhang (eccesso di carta sul mercato, ndr) sul titolo su cui abbiamo un rating hold e un target price a 12 euro», conclude Equita.

Il target price a 12 mesi di Citi pari a 17 euro assume che Amplifon tratti a 9x l’ev/ebitda. «Questo implica che il gruppo venga valutato in linea con la parte bassa del range storico del titolo nel periodo 2015-2019, ipotesi che riteniamo rifletta adeguatamente le prospettive più deboli sul fronte della crescita dei ricavi. I principali rischi al ribasso per il nostro target price includono pressioni maggiori del previsto su volumi e mix di prodotto a causa del contesto recessivo, soprattutto considerando l’esposizione elevata di Amplifon all’Europa, una maggior concorrenza e l’incapacità di eseguire efficacemente l’integrazione delle acquisizioni», conclude Citi che nonostante il target price a 17 euro sul titolo mantiene un rating neutral. In borsa il 22 maggio Amplifon cede lo 0,42% a 10,55 euro. (riproduzione riservata)