Primo semestre in crescita per Amplifon, spinto da un secondo trimestre oltre le attese. Anche il terzo è partito col piede giusto, quindi il gruppo delle soluzioni per l’udito è riuscito a confermare le previsioni per il 2026. Il merito è della crescita organica (+3,5%) in tutti i mercati, compreso quello europeo ripartito dopo anni deboli.
Così il fatturato di Amplifon è salito a 1,18 miliardi (+1,3% a cambi costanti) mentre la cura sui costi continua a produrre effetti perché il margine ebitda è arrivato al 25,1% (+0,7%). Ne ha beneficiato l’utile netto, aumentato a due cifre fino a quasi a 102 milioni (+12,3%).
«Nel secondo trimestre abbiamo conseguito risultati eccellenti, con la più elevata crescita organica degli ultimi due anni, una performance superiore al mercato in tutte le aree geografiche e un significativo miglioramento della redditività», spiega il ceo Enrico Vita. «Questi risultati confermano l’efficacia delle numerose iniziative e degli investimenti del 2025, che stanno producendo risultati concreti e rafforzando la nostra posizione competitiva».
Ora la sfida è integrare Gn Hearing, azienda danese comprata a marzo per 2,3 miliardi che renderà Amplifon anche produttore di apparecchi acustici. In vista del closing il gruppo italiano ha scisso le attività extra Ue per semplificare la struttura societaria e rispettare la normativa danese. (riproduzione riservata)