Equita fa scattare Amplifon in borsa fino a quota 10,41 euro il 2 luglio, livello comunque già toccato lo scorso 16 giugno e ancora lontano dal massimo dell’anno a 14,39 euro. In un report corposo sul settore dell’hearing care, visionato da milanofinanza.it, in cui evidenzia come i risultati del primo trimestre del 2026 e le indicazioni sull’evoluzione dei fondamentali per l’anno in corso siano rassicuranti e giustifichino un posizionamento costruttivo sul comparto, Equita ha alzato la raccomandazione sul titolo Amplifon da hold a buy, ha iniziato la copertura della danese Demant con hold (tp a 300) e confermato la raccomandazione hold sulla svizzera Sonova (tp a 220).
Nel caso di Amplifon l’aumento di capitale da 450 milioni di euro finalizzato a maggio 2026 ha rimosso un elemento significativo di incertezza, aprendo la strada a una view costruttiva sul gruppo guidato da Enrico Vita. Certo, l’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing ha sollevato diverse perplessità (cambiamento del business model da puro distributore a modello verticalmente integrato), tuttavia è importante notare che l’operazione porterà anche ad alcuni vantaggi, tre in particolare.
Primo, la quota di mercato di GN Hearing aumenterà in modo considerevolmente: «nel 2025 stimiamo che GN Hearing abbia prodotto 4 milioni di apparecchi acustici, equivalente a una quota del 17% del mercato globale, mentre nel 2031, grazie alla fusione con Amplifon, stimiamo che GN Hearing produrrà 6,5 milioni di apparecchi acustici (cagr dell’8,5%), raggiungendo una quota di mercato globale del 22%», spiega Equita.
Secondo, GN Hearing migliorerà notevolmente il proprio mix distributivo: nel 2025 la produzione di GN Hearing è stata interamente venduta tramite il canale wholesale, mentre nel 2031 la Sim stima che il 35/40% della produzione GN Hearing sarà distribuito tramite la rete retail di Amplifon, rendendo il nuovo gruppo meno dipendente dai distributori terzi.
Terzo, le 60/80 milioni di sinergie nette previste da raggiungere entro la fine del 2029 appaiono molto visibili, derivanti dall'internalizzazione dei volumi, dove Amplifon ha un ampio potere discrezionale.
Stando alle stime di Equita Amplifon passerà dai 2,4 miliardi di ricavi nel 2025 a 4,3 miliardi nel 2031. «Stimiamo un aumento dei ricavi da 2.396 milioni nel 2025 a 4.336 milioni nel 2031 (cagr del +10,5%), pari a +1.940 milioni, di cui +965 milioni da GN Hearing, +846 milioni dal retail e +230 milioni dal wholesale», precisa la Sim.
Al contempo, l’ebitda rettificato migliorerà da 540 milioni nel 2025 a 1.107 milioni nel 2031: «Stimiamo un aumento dell’ebitda rettificato da 540 milioni nel 2025 a 1.107 milioni nel 2031 (cagr del +12,7%), pari a +566 milioni, di cui +50 milioni dal programma Fit4Growth, +220 milioni dal consolidamento di GN, +70 milioni di sinergie GN e +226 milioni di crescita organica (cagr del +4,4%)».
Mentre il margine ebitda rettificato salirà dal 22,6% nel 2025 al 25,5% nel 2031. Nel periodo 2025-2031 Equita si aspetta infatti un’espansione del margine di +290 punti base, di cui +150 punti base dal programma Fit4Growth, +70 punti base dal consolidamento di GN Hearing, +200 punti base dalle sinergie nette e -130 punti base come buffer prudenziale per possibili dissinergie. Il margine stimato al 25,5% nel 2031 si confronta con il 26% di Demant e il 29% di Sonova (la Sim ritiene che Sonova manterrà la leadership, mentre Amplifon più GN Hearing convergeranno verso la redditività di Demant).
Quanto all’utile per azione rettificato aumenterà con un cagr del +12%. Nel 2025 Amplifon ha registrato un eps rettificato di 0,72 euro per azione «e stimiamo che nel 2031 sarà pari a 1,41 euro. Assumiamo, infine, che l’acquisizione di GN Hearing venga completata il 31 dicembre del 2026, con un aumento del debito netto a circa 2,5 miliardi di euro; per questo calcoliamo un rapporto debito netto/ebitda pro-forma 2026 pari a 3,3x, che stimiamo scenderà a 2,8x a fine 2027», aggiunge Equita.
Dal punto di vista della valutazione, il titolo tratta a 6,6 volte l’ev/ebitda 2027 che equivale a uno sconto del 40% rispetto ai concorrenti diretti (Sonova e Demant trattano a 10,5x), «una valutazione che riteniamo molto attraente. Abbiamo alzato anche il target price da 12 a 14 euro, sulla base di un multiplo target di 8,1x l’ev/ebitda 2027, a sconto del 30% rispetto a quello di Demant», conclude Equita. (riproduzione riservata)