Il titolo Amplifon cade a Piazza Affari sui minimi dal marzo 2017 a quota 10,155 euro all’indomani della presentazione dei conti del quarto trimestre del 2025, inferiori sia alle attese dell’azienda sia a quelle degli analisti a livello di ricavi e di ebitda, e di un outlook 2026 che non convince. In chiusura il 5 marzo l’azione ha perso il 13,20% ed è crollata a 10,52 euro con forti scambi: 9 milioni di pezzi, quasi cinque volte la media giornaliera delle ultime trenta sedute a 1,9 milioni di pezzi.
Il gruppo che produce apparecchi acustici ha riportato nel quarto trimestre dello scorso anno vendite per 651,9 milioni di euro, meno dei previsti 677,2 milioni, con una crescita organica di 180 punti base sotto il consenso VisibleAlpha e di 240 punti base sotto le stime di Citi, principalmente a causa delle performance nelle aree Emea e Americhe. A causa della minor crescita organica anche l’ebitda adjusted a 149,7 milioni ha mancato le previsioni del consenso del 5% e le stime Citi del 7% con un margine al 22,3%.
La società ha anche fornito indicazioni qualitative per il 2026, prevedendo una crescita del mercato del 3%, un’accelerazione rispetto all’1-2% stimato da Amplifon per il quarto trimestre del 2025. Invece, i produttori di apparecchi acustici si aspettano un mercato stabile nel 2026 rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.
Tuttavia, Citi nota diversi venti contrari per le stime del consenso 2026. Le previsioni 2026 assumono un miglioramento del mercato finale, ma per Citi è poco probabile: Amplifon indica un solido miglioramento progressivo della crescita organica rispetto al 2025 (consenso VisibleAlpha 3,1%, Citi 2,7%) e un aumento significativo del margine ebitda adjusted (consenso 23,2%, Citi 23%, implicando +60 bps e +40 bps anno su anno rispettivamente).
Inoltre, la società conta di riprendere operazioni di M&A bolt-on dal secondo trimestre, concentrandosi sugli Usa, anche se questo sarà in gran parte compensato dalla vendita del business Uk a Demant, dalla fine di un contratto US managed care e da ulteriori chiusure del programma Fit4Growth nella prima metà del 2026.
Assumendo che la crescita organica 2026 sia coerente con i trend del secondo semestre 2025 e considerando questi impatti, si arriverebbe a circa 2,4 miliardi di ricavi, contro il consenso/Citi a 2,5 miliardi; ipotizzando una crescita del mercato del 3% e una sovraperformance modesta, le vendite nel 2026 potrebbero arrivare a 2,45 miliardi, secondo i calcoli di Citi.
L’aumento «significativo» dei margini sarà guidato dalla leva operativa, oltre che dal contributo di Fit4Growth, che è in anticipo rispetto alle attese. Amplifon ora prevede che la piattaforma Fit4Growth porti benefici a livello di margini nella parte alta del precedente range indicato di 150-200 punti base entro il 2027, con alcuni contributi già attesi nel primo semestre del 2026. Usando 2,4-2,45 miliardi di ricavi e un miglioramento del margine ebitda adjusted di 50-100 punti base, si ottiene un ebitda 2026 di 554-578 milioni contro il consenso di 588 milioni, cioè 2-6% di downside (Citi: 580 milioni).
Insomma, «le indicazioni 2026 sono vaghe e riteniamo eccessivamente ottimistiche le attese di accelerazione del mercato», spiegano gli analisti di Citi. Amplifon quota a 7 volte l’ev/ebitda 2027, quindi a sconto, ma nonostante questo viene confermato il rating neutral e il target price a 17 euro.
Anche Mediobanca Research parla di una «visibilità ancora limitata» sulla crescita dei ricavi. «Nel complesso, la call ha fatto poco per rafforzare la fiducia nella traiettoria di crescita dell’azienda». Viene mantenuto un giudizio neutral su Amplifon con un prezzo obiettivo di 17 euro.
Banca Akros ha abbassato il target price da 16 a 14 euro dopo aver ritoccato le previsioni sulle vendite. «Per quanto riguarda la redditività, continuiamo a incorporare un miglioramento di 150 punti base del margine ebitda basato sul programma Fit4Growth». Ribadita la raccomandazione neutral sul titolo.
Un po’ più ottimista Equita, che ha limato le stime ma vede positivamente le azioni sui costi e la buona generazione di cassa. «Pensiamo che il profilo rischio/rendimento sia molto sbilanciato sull’upside», da qui la conferma del rating buy e il target price a 23 euro.
Sulla stessa linea Intermonte: «La società ha saggiamente evitato di fornire previsioni dettagliate per il 2026». Gli analisti della sim prevedono che il mercato rimarrà in attesa, ma vedono un punto di ingresso interessante e confermano il rating outperform con un target price a 19 euro.
Pure Barclays continua a puntare sull’azione (rating overweight e target price a 18 euro). «Ad Amplifon preferiamo il produttore danese GN Store Nord, ma restiamo costruttivi sul lungo termine sul gruppo italiano», dice la banca d’affari. Il consenso Bloomberg vede 7 rating buy, 12 hold e 1 sell con un prezzo obiettivo medio a 17,14 euro che implica un potenziale upside del 63%. (riproduzione riservata)