Buone notizie per il mercato immobiliare di lusso italiano e, in particolare, milanese: il capoluogo lombardo sale al secondo posto nella graduatoria delle città più ricercate al mondo dagli acquirenti internazionali con maggiore potere d’acquisto, posizionandosi dopo Madrid, ma prima di Dubai, Miami, Marbella. Lo dice l’ultimo report di Barnes, prestigiosa società di intermediazione e consulenza immobiliare con 144 uffici in 22 nazioni, che ha presentato oggi, nella sua sede di Milano in corso Magenta, il Global Property Handbook.
In questo report, che analizza le attuali tendenze d’investimento da parte dei soggetti più abbienti, è stata compilata una classifica delle cinquanta città più interessanti su scala globale (Barnes City Index), tra le quali se ne contano cinque italiane: dopo Milano, figurano infatti anche Roma (all’8° posto), Venezia (al 21°), Firenze (al 22°) e il Lago di Como (al 29°). Piazzamenti degni di nota per il nostro Paese, che sta diventando sempre più attraente per alcune categorie di stranieri: persone estremamente dinamiche e mobili, pronti a considerare nuove opportunità d’investimento e a trasferirsi, assieme alla loro ricchezza, là dove ci sono condizioni migliori per la loro vita personale e familiare e per consolidare i loro patrimoni.
«Sono tre i criteri che guidano le loro scelte», dice Luca Pietro Ungaro, managing director Barnes Italia, qui sopra. «Emozionale-culturale, pratico e finanziario: le persone più fortunate sono infatti molto attente alla qualità e allo stile di vita così come al patrimonio culturale della città che prendono in considerazione, ma anche alla sua accessibilità (aeroporti, autostrade), all’offerta educativa (scuole e università), ai servizi disponibili e alla sicurezza. Last but not least, valutano gli incentivi fiscali, la stabilità del governo, le facilitazioni burocratiche e, ovviamente, il potenziale ritorno d’investimento a medio-lungo termine».
Il nostro Paese ha più di un asso nella manica: oltre alla piacevolezza del suo stile di vita, all’abbondanza di beni artistici, alla qualità insuperabile del cibo, attira investitori con la flat tax, una tassa di 300mila euro l’anno, applicabile per un massimo di quindici anni a stranieri che trasferiscono da noi il domicilio fiscale. Una cifra alta, ma non per la tipologia di persone in questione, dove si distinguono 3 sottocategorie: gli UHNWI (Ultra High Net Worth Individuals, soggetti con patrimonio superiore ai 30 milioni di dollari americani) che oggi ammontano a 510.810 unità nel mondo; i VHNWI (Very High Net Worth Individuals, con patrimoni di almeno 5 milioni di dollari USA) che sono 4,8 milioni e i 41,3 milioni di HNWI (High Net Worth Individuals), che dispongono di almeno 1 milione di dollari.
Il prestigioso risultato di Milano è frutto della sua reputazione come capitale mondiale della moda e del design e come hub finanziario e industriale, oltre che esito degli investimenti pubblici e privati di cui è stata oggetto negli ultimi anni (5 miliardi di euro prima gli ultimi Giochi olimpici e altri 8 entro il 2030). Cuore dell’economia italiana, sede di eventi che ne hanno aumentato la visibilità a livello mondiale (dall’Expo 2015 alle Olimpiadi Milano Cortina 2026), vivace e cosmopolita, è la base ideale per imprenditori stranieri (si registra una crescente presenza francese, americana e asiatica) intenzionati a costruire nuovi business, avvantaggiandosi di condizioni favorevoli.
«In confronto ad altre capitali mondiali ed europee, come per esempio Londra, Parigi e New York, Milano ha prezzi meno elevati e dunque è competitiva», dice Marco Garbuglia, managing partner di Barnes Milano. «I quartieri residenziali più ambiti restano il centro Storico, Brera, Corso Magenta, ma piacciono anche Porta Nuova e City Life, oltre a Porta Venezia, Navigli, Tortona District. Le proprietà più desiderate sono appartamenti di generose dimensioni (da 150 metri quadri a 350 metri quadri) situati ai piani alti di palazzi storici riqualificati o di nuove residenze con servizi esclusivi e dotazioni premium (concierge 24/7, autorimesse, Spa, palestre, piscine eccetera)». (Riproduzione riservata)